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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

luglio 16, 2007

Leonardo Sciascia


"Si sa che in Francia è frequente l'aggregazione di lettori particolarmente fedeli intorno al nome di certi scrittori: associazioni che si dicono di amici: Amici di France, Amici di Giraudoux, Amici di Buzzati (e credo Buzzati sia uno dei pochi scrittori stranieri a godere in Francia di una cerchia di amici); associazioni che, con quelle degli Amici del Libro, cui si debbono felicissimi incontri tra opere letterarie e artisti che le illustrano, sono segni di una civiltà intellettuale a noi quasi ignota."

Leonardo Sciascia, 3 novembre 1983

Appunto per un discorso sul mistero di Stendhal






"Perché Sciascia è diventato lo scrittore che sappiamo? E qual è stata la mossa iniziale? Ho scritto questo libro per rintracciare i punti eminenti della vita di un uomo tra i più colti e raffinati di questo secolo, formatosi - e questo andava indagato, perché ha dello straordinario - nell'angolo più povero dell'Italia più povera, violenta e dimenticata. Vero è che nella Sicilia di Sciascia erano già nati Pirandello, Quasimodo, Brancati e Vittorini, ma è altrettanto vero che Leonardo Sciascia, contrariamente a loro, non si è mai allontanato dalla terra d'origine (mai per più di un mese di seguito), e anzi ne ha fatto punto d'osservazione ideale, addirittura una metafora del mondo." Matteo Collura.

Titolo: Il maestro di Regalpetra. Vita di Leonardo Sciascia
Autore: Collura Matteo
Editore: TEA


Leonardo Sciascia, uno dei più importanti scrittori italiani contemporanei, narra la storia della Sicilia che, nei suoi aspetti positivi e negativi riflette la storia italiana dal punto di vista sia sociale sia politico. Nato a Racalmuto, vicino ad Agrigento, nel 1921, frequentò le scuole a Caltanissetta e, fino al 1968, quando divenne scrittore a tempo pieno, lavorò come impiegato ed insegnante. Membro del Partito Comunista Italiano al Comune di Palermo, fu eletto al Parlamento Italiano e a quello Europeo nelle liste del Partito Radicale. Il suo primo lavoro, Favole della dittatura, del 1950, è una satira sul fascismo. Sei anni dopo, il suo primo romanzo, Le Parrocchie di Regalpietra, narra gli effetti della politica sugli abitanti di una piccola città siciliana. Il primo giallo di Sciascia, Il giorno della civetta (1961) divenne una pietra miliare e fu l'inizio, da parte dello scrittore, dell'uso del giallo per analizzare la società italiana e siciliana in particolare. I suoi gialli sono dei punti fermi della letteratura italiana. Ricordiamo, tra i tanti: A ciascuno il suo, Todo Modo, Una storia semplice. Nel 1970 iniziò a specializzarsi nell'analisi di casi reali. Fu ispirato dal Medio Evo, dai processi dell'Inquisizione, dagli eventi precedenti la II guerra mondiale, come la morte di Raymond Roussel e la scomparsa di Maiorana, ma anche da argomenti di attualità: il suo lavoro sul rapimento e l'assassinio di Aldo Moro gli valsero una considerevole impopolarità da parte del mondo politico italiano. Morì a Palermo nel 1989.

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