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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

novembre 02, 2007

I cari estinti


Per questa giornata particolare ho trovato l'articolo di Marco Cattaneo molto adatto, è la recensione, tratta da Le Scienze, di un libro di Richard Ellis, (I cari estinti: vita e morte delle specie animali, edizione Longanesi).

Ogni ora su questo pianeta si estinguono tre o quattro specie. Su per giù, 80 al giorno. Molte di esse, per lo più insetti o invertebrati, scompaiono senza essere mai state registrate da anima viva, men che mai classificate da uno zoologo. E in questa catastrofe della biodiversità noi, la specie dominante, abbiamo un ruolo di primo piano. Da quando ci fregiamo del titolo di Homo Sapiens abbiamo occupato tutti gli ecosistemi, invaso habitat, distrutto preziose nicchie ecologiche.

Scrittore, pittore e illustratore di storia naturale, Richard Ellis è un grande studioso di mare, ma in questo suo nuovo saggio ha deciso di raccontare le estinzioni, da quelle che in un amen hanno cancellato tutta la vita sulla terra alle scomparse "episodiche" degli ultimi secoli, quando caccia e pesca indiscriminata hanno tolto di mezzo tutto ciò che sembrava infastidire l'unico animale provvisto di arroganza e armi da guoco.

Attraverso la sua prosa asciutta e documentatissima, ma soprattutto con i suoi magistrali disegni (se ci pensate anche l'illustratore naturalistico è un po' una specie in via di estinzione, nell'era del turismo di massa e della fotografia digitale...), Ellis ci ricorda la fine della foca monaca caraibica, di cui non si hanno più tracce dal 1952, e del cormorano dagli occhiali sterminato nel gelo delle isole Aleutine. E ci racconta la sorte del quagga, un equide metà cavallo e metà zebra, estinto in natura dal 1878 e quasi "resuscitato" negli anni novanta da un discusso progetto per ricreare la specie attraverso gli incroci. Senza dimenticare il dodo (nella foto), goffo e ingenuo uccello non volatore nelle isole mascarene eliminato in una feroce quanto ingiustificata "pulizia etnica" nel giro di mezzo secolo.

Solo dopo questa lunga parentesi introduttiva, Ellis arriva alle specie a rischio di estinzione ai giorni nostri: un elenco interminabile e - in molti casi, come quello dei grandi primati - doloroso. Ma non trascura di soffermarsi sulle storie positive (poche in realtà), dalla scoperta di nuove specie di mammiferi, quasi impensabili ai giorni nostri, al salvataggio in extremis di specie a rischio, al ritrovamento di esemplari di animali che si credevano estinti.

Scevro da facili retoriche animaliste, quello di Ellis è proprio un bel libro, che ci richiama alle nostre responsabilità nei confronti di questo pianeta che, a quanto ne sappiamo, è ancora unico, perché , detto fra noi, da soli non andremmo da nessuna parte...

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