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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

novembre 07, 2007

Leonardo da Vinci


Quando Leonardo da Vinci finì di dipingere l'ultima cena nel refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, la tecnica che aveva scelto tre anni prima mostrava già i segni di un detrioramento che si sarebbe rivalto irreversibile. Una crepa era ben visibile nell'angolo in basso a sinistra e forse lui stesso pensò che l'opera non sarebbe stata immmortale. Di sicuro Leonardo non poteva però immaginare che, 510 anni dpo, il suo capolavoro sarebbe stato fotografato con strumenti capaci di restituirne quasi ogni dettaglio. Ben 1677 foto unite in un'unica immagine della dimensione di circa 17 miliardi di pixel permettono infatti di stuidare con una definizione sbalorditiva ogni particolare sopravvissuto del Cenacolo (http://www.haltadefinizione.com/). Di chi è la mano che impugna il coltello? E davvero fa un gesto minaccioso sul collo di San Giovanni? E cosa c'è, all'orizzonte, dietro Gesù? "Abbiamo cercato di mettere a disposizione di chiunque particolari che altrimenti non sarebbero visibili" spiega Vincenzo Mirarchi, Amministratore della Società Hal9000, che da anni lavora su questo fronte, portando in rete e rendendo visibili nei minimi dettagli i capolavori dell'arte. "Il nostro Cenacolo è il risultato di un lungo lavoro, condiviso con la Soprintendenza per i Beni architettonici di Milano. Che porta a Leonardo anche il primato di più grand fotografia esistente al mondo.

di Matteo Nucci per "Il Venerdì"

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