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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

gennaio 29, 2008

La scultura che suona

Opera d'arte o gigantesco strumento musicale? Certamente molto particolare la singolare scultura formata da tubi di acciaio dolce di varie lunghezze e diametro, ciascuno leggermente ruotato rispetto al precedente, così da conferire alla struttura un aspetto di albero scosso dal vento e capace di produrre dei magici suoni.
Il progetto Singing Ringing Tree, realizzato sulla collina nei dintorni di Burnley nel Lancashire (guarda il video seguente), è stato creato dallo studio di architettura Tonkin Liu che quest’anno ha vinto il RIBA Award 2007, premio per la migliore architettura inglese che viene designato ogni anno dal Royal Institute of British Architects.
In particolare sono gli architetti Mike Tonkin e Anna Liu i fondatori e l’anima di questo progetto. Anche con questo lavoro, al parti di gallerie, case, appartamenti, promenade create durante la loro carriera, hanno voluto sottolineare la loro speciale predilezione per la natura e i sentimenti dell’uomo.
Un lavoro che ha come base un indagine sul luogo, le persone e la cultura proprio per favorire il naturale processo delle cose, senza intralci, né stonature…uno stile sobrio, minimalista e funzionale. Proprio così, tutte le volte che ti siedi ai piedi della struttura di questo albero-scultura, puoi sentire canzoni diverse…dipende solo da che parte tira il vento.

Persentirelascultura:

Per saperne di più: http://www.tonkinliu.co.uk/

gennaio 28, 2008

La rivoluzione ecologica.


Per evitare l'incombente catastrofe ambientale Murray Bookchin individua l'unica soluzione possibile nella trasformazione radicale della società e nella conseguente creazione di una società ecologica. Da questa considerazione nasce la dura critica a tutti coloro che non prevedono tale radicalità: a coloro che credono di poter risolvere i problemi ecologici attraverso riforme parziali della società, a coloro i quali ritengono sufficiente entrare nell'arena politica di stampo parlamentare per imporvi provvedimenti di tutela ambientale, a coloro che auspicano semplicemente una politica di decrescita, a coloro infine che ritengono sufficiente creare piccole comunità ecocompatibili, "isole felici" in un mondo destinato al degrado. Nel sostenere la necessità che la nuova società si orienti in senso libertario attraverso l'eliminazione del dominio di un essere umano sull'altro, in tutte le forme in cui esso si presenta, Bookchin si conferma pensatore originale e rivoluzionario coerente.Questo libro illustra molto bene, attraverso una disamina articolata delle sue tesi più importanti, tutti i momenti propositivi dell'ecologia sociale, a cominciare dal principio informatore della democrazia diretta quale pratica necessaria per sostenere il concetto, tipicamente ecologico, di "sviluppo sostenibile".
Selva Varengo
Il pensiero libertario di Murray Bookchinpp.
pagg.190 EUR 12,00

gennaio 25, 2008

Olocausto


Nel decennio ‘45-’55 sono stati pochi gli autori che hanno scritto sul tema dell’olocausto e della persecuzione razziale posta in essere dal nazismo e dal fascismo in Europa; diversi possono essere i motivi, non ultimo il fatto che, fino alla fine della guerra e alla liberazione della Germania e della Polonia, molti non conoscevano o, talvolta, non volevano conoscere la portata dei crimini compiuti nei campi di concentramento. Non è un caso infatti che i primi autori che hanno denunciato all’opinione pubblica questo fenomeno sono stati testimoni e vittime del nazismo, come Anna Frank e Primo Levi, che hanno scritto le loro opere sulla base di un’esperienza diretta e non su informazioni desunte.
Del resto anche la filmografia internazionale cominciò solo più tardi a descrivere il fenomeno; infatti la scoperta dei campi di concentramento da parte degli alleati fu un evento traumatico di tale impatto e di tale tragicità, che per qualche anno, anche sul piano politico internazionale, ci fu prudenza nell’affrontarlo in modo aperto e approfondito.
A testimonianza della delicatezza del problema sta il fatto che Se fosse un uomo, pubblicato da Primo Levi nel 1947 con la casa editrice De Silva, ebbe successo solo nel 1958 nell’edizione Einaudi e che soltanto dopo tale data, insieme al Diario di Anna Frank e a L’istruttoria di Peter Weiss, poté contribuire a divulgare la conoscenza e la consapevolezza delle atrocità criminali naziste che sul piano storico e documentario erano venute alla luce con l’apertura dei campi di concentramento.

gennaio 18, 2008

Addio negozi di dischi



Mp3, Peer to Peer, iPod: non ci vuole molto per capire come se la stiano passando i negozi di dischi tradizionali. Forse se la cavano un pò meglio i grandi centri come Ricordi, Messaggerie, Feltrinelli, Fnac che fanno della varietà dell'offerta la loro forza. Ma i piccoli negozi, quelli che fino a uno o due decenni fa erano affollati di appassionati di musica che gomito a gomito si scambiavano impressioni su questo e quel cd, sono probabilmente destinati a scomparire. Ed è un peccato.
Perchè alcuni di loro sono parte della nostra cultura e storia, del tessuto sociale urbano, così in Italia come nel resto del mondo. E' il caso di Spillers Records, negozio di dischi più vecchio del mondo. Nel centro di Cardif, in Galles, lo storico negozio aperto nel 1894 da Henry Spiller, allora specializzato in rulli e grammofoni, rischia di chiudere battenti a causa dell’imminente apertura di due megastore ai quali si unisce un considerevole aumento di affitto dello stabile che da sempre lo ospita.

Di fronte alla minaccia di chiusura si schierano duemila abitanti di Cardiff con in mano una petizione per cancellare l'aumento, al quale si unisce l'associazione per la difesa del patrimonio culturale del Galles che ha esortato le autorità locali a salvare la bottega musicale, e la metà dei deputati del parlamento regionale del Galles forti di aver votato una mozione con lo stesso obiettivo.
Anche la Columbia Records ha chiesto ai propri artisti di organizzare un concerto per raccogliere fondi necessari a pagare almeno per un po' un affitto più alto. Insomma tutti insieme per preservare una tradizione famigliare, unica nel suo genere, perchè prosegua con il suo tocco originale, lo stesso che gli ha garantito lunga vita. Prima che arrivasse l'iPod.

Tratto da: http://www.bintmusic.it

gennaio 16, 2008

Fabrik project: un contenitore di idee e arte in progress


Un progetto, uno spazio. Culturale, creativo, fatto di intuizioni, di emozioni e idee. Musica elettronica, danza, arti digitali, scenografia, luci e progetti. Insieme in un unico grande magazzino culturale, uno spazio per gli artisti emergenti, spazio di contaminazioni tra arti, ma anche e soprattuto tra culture. Dove? In Messico, ma l’idea è tutta italiana, partorita a Roma ma trasferita in Messico. Ma la prospettiva è ampia, è nazionale, locale, internazionale e globale, assieme. L’obiettivo è sfruttare la potenzialità dei new media, associarli a tutti gli ambiti creativi, trasportarli in un progetto e dare vita a nuove forme di linguaggi e espressione, partendo da Roma, transitando per il Messico per arrivare a tutti. Per capire bene, e meglio, il Fabrik Project, facciamo un intervista internazionale via mail, e messaggistica istantanea. Ne discutiamo con Marvin, che di Fabrik project è il creatore, e il primo sostenitore.
Marvin, come sei finito in Messico?
Parte tutto da mio padre che vive in sud america da piu’ di 25 anni e ad Xalapa, capitale dello stato di Veracruz, da oramai 3 anni. La proposta di venirlo a visitare (per un mese) mi arriva in un momento difficile a livello personale. A Roma, 47ThFloor chiude per conflitti d’ interesse con i miei due soci. 47ThFloor è stato il mio primo progetto di vita, una libreria di arti visive che come naturale processo si trasformo’presto in agenzia di comunicazione. Fu’ un progetto sviluppato a Roma nel 2001 nel corso della mia tesi in marketing e comunicazione, a questo si aggiungono problemi a livello sentimentale e personale. Fai le valige e vola via, mi sono detto. La vacanza di un mese si trasformo’ presto nel mio secondo progetto di vita.
Come ti è nata l’idea dei Fabrik Project, parlacene, e come hai trovato il posto per mettere in atto tutto?
Fabrik project vuole essere la naturale evoluzione di 47ThFloor, con in piu’ una forte spinta sull’ elettronica, dato il forte interesse che mi ha sempre mosso e da una scena messicana in piena crecita e sviluppo. La location nasce quasi casualmente. Avevo perso per problemi di firme di vicinato uno spazio molto interessante. Si dice che dietro ad ogni problema c’è sempre una gran sorpresa, in due/tre giorni avevamo già affittato l’ attuale spazio che stiamo in questo momento allestendo in attesa della consegna del permesso e della licenza che si dovrebbe sbloccare alla fine di quest’ anno (30 dicembre).
Che tipo di iniziative vuoi, o stai portando avanti?
Fabrik nasce come uno spazio multidisciplinario che come sottolinea lo stesso nome legato chiaramente al concept si propone di ospitare e sviluppare progetti connessi all’ espressione collettiva contemporanea...mi sembra oramai obsoleto parlare di "digital creation culture". Occupiamoci prima del contenuto e poi del contenitore, e stacchiamoci una volta per tutte da rigidi schemi che oramai possono essere ben sostituiti da una parola "CrossOver". Iniziamo ad applicare questo termine in tutte le discipline, non solo a livello musicale, non trovate?
Il crossOver è oggi un po’ la mia filosofia di vita che mi spinge a esporare la possibilità di fondere varie discipline visuali ed elettroniche in generale per dar corpo a concept a mio avviso piu’ interessanti. Partendo da questo aspetto nascono sotto lo stesso tetto progetti paralleli a fabrik
Vibra è una costola di fabrik project, che nasce con lo scopo di generare eventi di carattere nazionale ed internazionale esterni alla nostra location. Vibra è fusione, colore, espressione e musica. Inizierà a produrre eventi a gennaio/febbraio 2008, con base ad Xalapa.
Signo, è un progetto legato alla produzione di t-shirt dove l’ impatto grafico, la stampa, e i colori pensati(Cyan, magenta, yellow e black) sono chiaramente identificativi all’ interno del mondo del graphic design. Gli artisti che verranno coinvolti nei disegni saranno locali, nazionali ed internazionali. L’ idea di signo nasce durante un mio viaggio a Tokyo dove entrai in contatto con una realtà che appoggio e stimo, in jappone molto conosciuta, Graniph (www-graniph.com)
Stiamo lavorando con il team di Gianluca del Gobbo a Roma (flyer comunication - www.flyer.it) sulla nuova edizione dell’ LPM ’08. L’ obiettivo è quello di portare LPM per la prima volta fuori dall’ Italia. L’ LPM, live peformance meeting, è l’ evento piu’ grande del mondo di vjing. Sarà nel 2008 alla settima edizione. E’ prodotto e ideato da Flyer Lab la costola sperimentale di flyer comunication. Nell’ ultima edizione, tenuta a Roma nel 2007 ha contato circa 400 artisti da tutto il mondo, di cui ben 78 provenienti dal Mexico. L’ LPM è in programma a Fabrik, Xalapa, Mexico dal 4 al 7 settembre 2008.
Stiamo iniziano a sviluppare le basi e i contatti per dar vita ad una radio privata di musica elettronica qui ad Xalapa. Le motivazioni sono dovute, mi ripeto, all’ interesse locale/nazionale sempre maggiore e alle buone possibilità commerciali di sviluppare nuovi supporti cominicativi per realtà strettamente connesse a questo mondo , che ad oggi non hanno ancora un canale di comunicazione a loro dedicato. Rimane per ora un’ obiettivo senza una scadenza determinata quello di produrre "Fabrik Mug"...sarà lo specchio generato dal portale www.fabrikproject.com.mx
A chi è rivolto il progetto?
Il progetto di fabrik e i progetti a fabrik connessi si pongono l’ obiettivo di abbattere gradualmente le barriere di accesso alle distinte fonti culturali connesse con l’ espressione artistica contemporanea. E’ per questa ragione che vorrei evitare di parlare di target...
Come si può partecipare?
Le collaborazioni sono aperte, basta contattarci sul sito ufficiale di Fabrik (www.fabrikproject.com.mx) o su fabrik on MySpace (www.myspace.com/fabrikproject)
Perchè un artista, o un semplice appassionato, dovrebbe abbandonare la sua città, la sua routine, e le sue cose, per fare i bagagli e trasferirsi in Messico e entrare a far parte del progetto?
Il progetto è ambizioso e nella sua semplicità molto articolato. C’è molto da fare, in un territorio che ad oggi ancora si presenta inesplorato
Chi ti appoggia? Hai trovato contatti istituzionali, o altri tipo di supporto?
Abbiamo ad oggi la rivista di musica elettronica piu’ conosciuta del Messico come patrocinatore ufficiale:"Trance-it", piu’ varie realtà istituzionali e non che piano piano si stanno avvicinando sole.
Fabrik tra le altre cose organizzerà corsi di formazione in mixing audio e video, teatro performativo, danza contemporanea e molto altro...è ovvio che dato il carattere fortemente didattico/pratico che stiamo dando al progetto, suppongo che non sarà difficile avere delle facilitazioni a livello politico/governamentale. Supporti diretti ne ho molti, partendo dalle stesse persone che giornalmente scrivono sul portale di fabrik. Un’ occasione per ringraziare di cuore tutti...
Come sta cambiando il modo di approcciarsi alle arti?
E’ una tematica presente da sempre nel mondo legato all’ espressione artistica. Contenitore o contenuto? Preferisco parlare di comunicazione o meglio di espressione. Il concetto legato alla parola "arte" o "digitalart" come và di moda da molti anni oramai, lo lascio ai critici d’ arte..
Qual’è l’obiettivo di Fabrik Project?
Fabrik si propone l’ obiettivo di divenire nel corso degli anni una realtà sempre piu’ presente a livello nazionale ed internazionale. Fabrik non vuole di certo tralasciare le proposte artistiche locali. Ci sono molti talenti qui che vogliamo appoggiare. Secondo obiettivo, quello di continuare a lavorare sui miei contatti professionali con l’ Italia, coinvolgendo artisti e eventi che reputo molto interessanti, da portare qui in Messico. Terzo e ultimo obiettivo, non smettere di sognare. Mai.

gennaio 07, 2008

Walt Whitman


Whitman nasce il 31 maggio 1819 a Huntington, Long Island (l'isola "a forma di pesce" di cui parla spesso nelle sue poesie, isola amata e odiata allo stesso tempo), da una famiglia con scarse risorse economiche. Il padre, benché privo di un lavoro fisso, mise al mondo ben nove figli. Whitman ebbe invece un legame particolare con la madre, tanto che alla sua morte (avvenuta comunque in tardissima età) cadde in un vero e proprio stato di depressione. In questo senso, basti segnalare che alcune delle poche poesie intrise di pessimismo di Whitman furono scritte proprio dopo la scomparsa dell'adorata genitrice.
Nel 1823 la famiglia si trasferisce Brooklyn. Per quanto riguarda gli studi, Walt seguì un percorso regolare fino al 1830, poi si mise a imparare il mestiere di tipografo; in seguito fece il maestro elementare, il fattorino e mille altre cose, fino a diventare giornalista (nell'America dei pionieri il passaggio da tipografo a giornalista era naturale). Nasce in questo periodo il suo amore per la scrittura. La sua carriera nel mondo della carta stampata inizia con una collaborazione per il Long Islander, e continua con l'Evening Star di Brooklyn; nel 1841, già direttore del Daily Eagle di Brooklyn, entra nel "bel mondo" e diventa amico di pittori e cantanti d'opera. Nel 1848, tuttavia, lascia l'incarico a causa di alcune divergenze politiche; torna allora a fare il carpentiere.
Si giunge così al fatidico momento che segna una svolta radicale nella vita del poeta: 29enne, sente di avere una vita insoddisfacente e non commisurata a quello che sente realmente dentro; gli viene allora il desiderio di viaggiare, dal momento che non ha mai messo piede fuori dal suo Stato. Gli viene offerta la conduzione di un giornale a New Orleans: accetta. Inizia così un lungo vagabondare che lo porterà nella capitale della Lousiana, un viaggio attraverso le strade del continente americano e attraverso i suo i fiumi (discende per esempio lungo il Mississippi, lo stesso poi cantato da Mark Twain). Insomma, il poeta si innamora dell'America profonda, dei suoi paesaggi, dei suoi uomini e della sua cultura, gli stessi elementi che gli ispireranno la fisicità di cui sono impregnati i suoi versi.
Nel 1833 pubblica, dopo anni in cui poco lasciava intravedere un futuro di poeta, la prima edizione di "Foglie d'erba"; il libro, alla sua uscita, non porta il nome dell'editore né quello dell'autore: include solo un ritratto di Whitman in abito da operaio, e consiste di dodici poesie senza titolo più una prefazione. La seconda edizione viene pubblicata nel 1836, ed esce nel giorno che celebra l'indipendenza americana; questa volta il nome dell'autore è sulla copertina; sul retro viene inoltre riportata la lettera di Emerson, che aveva salutato con un giudizio altamente positivo la prima apparizione dell'opera, che esalta lo spirito di quella nazione e le meraviglie ancora in parte nascoste del nuovo mondo. Non a caso per decenni l'opera di Whitman è stata considerata come la Bibbia della democrazia americana, l'emblema di uno stato in crescita, simbolo della forza che nasce dalla fatica e dal lavoro. Nella sua poesia, l'individuo diventa nazione, i versi si "democratizzano", diventano le parole di ogni americano; i contenuti esprimono lo spirito di milioni di persone. Con un linguaggio composito e altamente personale, il poeta compone nelle sue liriche un inno appassionato alle possibilità ideali dell'individuo e del mondo, celebrando la divinità della natura umana e il miracolo della realtà quotidiana.
Nel 1860 scoppia la guerra civile, evento capitale nella storia degli Stai Uniti; tutti, seppure in modi diversi, finiscono per essere coinvolti in questo grande dramma che vede scorrere sulle strade e nelle campagne il sangue di uomini della stessa nazione. La fede di Walt nella sua America vacilla, entra in crisi, ma poi si riprende con rinnovato slancio; decide di lavorare per l'esercito e si trasferisce a Washington (anche perché il fratello George è stato ferito in battaglia). Il 1865 invece è l'anno della rielezione di Lincoln, ma anche l'anno del suo assassinio. Queste vicende gli ispirano i testi di "Rulli di tamburo" e di "In memoria del presidente Lincoln", due delle sue poesie più riuscite.
Da questo momento in poi si susseguono edizioni sempre più ravvicinate dell'ormai famoso testo whitmaniano, "Foglie d'erba". Quarta e quinta edizione vedono la luce fra il '67 e il '68, mentre la sesta è del 1876 e la settima del 1882. Intanto Whitman compie qualche viaggio: si reca prima a Saint Louis, poi nell'Ontario, a trovare il dottor Bucke, che scriverà il primo studio critico su di lui. Nel 1873 è colpito da un colpo apoplettico che lo paralizza parzialmente, ma fortunatamente si riprende. Durante quest'anno muore la madre, evento infausto che, come già accennato, lo getta nella disperazione più cupa.
Nel 1884 affitta una casa in Mickle Street, a Camden. Nel 1888 ha un'altra paralisi; in difficoltà economiche, in qualche vengono raccolti dei fondi per aiutarlo. Nel 1889 appare l'ottava edizione di "Foglie d'erba". Nel 1891 Whitman comincia la preparazione della cosiddetta "death-bed edition" (= "edizione del letto di morte"), che sarà pubblicata nel 1892. Nello stesso anno, il 26 marzo, all'età di 73 anni, Walt Whitman muore. L'opera competa delle sue opere, comprendente versi e prose, sarà pubblicata nel 1902, in dieci volumi.

Citazioni
1. Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l'ho scordato.
2. Quando esamino la fama conquistata dagli eroi e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.
3. Lascia che l'anima rimanga fiera e composta di fronte a un milione di universi.
4. Non ho alcun dubbio che ho meritato i miei nemici, ma non sono sicuro di aver meritato i miei amici.
5. Meglio perverso, che virtuoso per paura o per conformismo.








gennaio 02, 2008

Ristorante Letterario


Nel seicentesco Palazzo Grinzane di Costigliole d’Asti (via Don Cellino) è stato inaugurato il ristorante Letterario, progetto che unisce arte, musica, letteratura e cucina di alta qualità, ideato dal Parco Culturale del Premio Grinzane Cavour in collaborazione con Art Hotel Italia e la Fondazione Giov-Anna Piras, uniti nell’obiettivo di valorizzare la cultura del territorio e le sue molteplici diversità.
A dare il benvenuto al ristorante Letterario gli scrittori Bruno Gambarotta, Elena Loewenthal e Younis Tawfik. Il ristorante è aperto tutti i giorni per il pranzo e la cena ad esclusione della giornata di martedì e del pranzo di mercoledì.Per prenotazioni: 0141/96.66.35Nella struttura – la cui gestione è affidata ad Art Hotel Italia (www.arthotelitalia.it) – il riferimento all’arte e alla letteratura è costante: dalle opere che adornano i muri al design dei coltelli, dai documenti ai libri agli accessori. Vivere la cultura attraverso la sensibilizzazione e lo stimolo dei cinque sensi è la filosofia che anima il ristorante: dall’arte visiva alla musica, dalla poesia alla letteratura al cinema, dai sapori di una cucina di eccellenza alla percezione dei materiali e delle forme. All’interno di Palazzo Grinzane si possono ritrovare le tradizioni del territorio e le opere d’arte contemporanea della Fondazione Giov-Anna Piras. Ricca la collezione dei lavori esposti firmati da artisti di fama internazionale come Joan Mirò, Alberto Burri, Andy Warhol, Saint Frencis, Emilio Scanavina, Mimmo Rotella, Cesar e Armand.L’arte pervade anche gli oggetti d’arredo: dal design delle sedie allo stile dei tavoli, dalla linea delle posate ai ricami delle tovaglie; un’identità letteraria di alto livello artistico.Originale è la Biblioteca, che vanta manoscritti di autori come Palazzeschi, Fenoglio e Pavese. Di quest’ultimo sono i pezzi più importanti della raccolta, tra cui l’ultimo scritto prima della sua morte e la corrispondenza con Lalla Romano. Tutti gli scaffali della libreria riportano le parole che narrano i movimenti letterari italiani e internazionali.Infine la cantina del ristorante, luogo intimo e ricco d’atmosfera antica, offre la possibilità di uno spazio per una degustazione per due persone.La preparazione dei piatti e la scelta dei vini è affidata all’estro creativo di Ugo Gastaldi, chef master anche negli altri ristoranti a Torino di Art Hotel Italia.