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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

gennaio 07, 2008

Walt Whitman


Whitman nasce il 31 maggio 1819 a Huntington, Long Island (l'isola "a forma di pesce" di cui parla spesso nelle sue poesie, isola amata e odiata allo stesso tempo), da una famiglia con scarse risorse economiche. Il padre, benché privo di un lavoro fisso, mise al mondo ben nove figli. Whitman ebbe invece un legame particolare con la madre, tanto che alla sua morte (avvenuta comunque in tardissima età) cadde in un vero e proprio stato di depressione. In questo senso, basti segnalare che alcune delle poche poesie intrise di pessimismo di Whitman furono scritte proprio dopo la scomparsa dell'adorata genitrice.
Nel 1823 la famiglia si trasferisce Brooklyn. Per quanto riguarda gli studi, Walt seguì un percorso regolare fino al 1830, poi si mise a imparare il mestiere di tipografo; in seguito fece il maestro elementare, il fattorino e mille altre cose, fino a diventare giornalista (nell'America dei pionieri il passaggio da tipografo a giornalista era naturale). Nasce in questo periodo il suo amore per la scrittura. La sua carriera nel mondo della carta stampata inizia con una collaborazione per il Long Islander, e continua con l'Evening Star di Brooklyn; nel 1841, già direttore del Daily Eagle di Brooklyn, entra nel "bel mondo" e diventa amico di pittori e cantanti d'opera. Nel 1848, tuttavia, lascia l'incarico a causa di alcune divergenze politiche; torna allora a fare il carpentiere.
Si giunge così al fatidico momento che segna una svolta radicale nella vita del poeta: 29enne, sente di avere una vita insoddisfacente e non commisurata a quello che sente realmente dentro; gli viene allora il desiderio di viaggiare, dal momento che non ha mai messo piede fuori dal suo Stato. Gli viene offerta la conduzione di un giornale a New Orleans: accetta. Inizia così un lungo vagabondare che lo porterà nella capitale della Lousiana, un viaggio attraverso le strade del continente americano e attraverso i suo i fiumi (discende per esempio lungo il Mississippi, lo stesso poi cantato da Mark Twain). Insomma, il poeta si innamora dell'America profonda, dei suoi paesaggi, dei suoi uomini e della sua cultura, gli stessi elementi che gli ispireranno la fisicità di cui sono impregnati i suoi versi.
Nel 1833 pubblica, dopo anni in cui poco lasciava intravedere un futuro di poeta, la prima edizione di "Foglie d'erba"; il libro, alla sua uscita, non porta il nome dell'editore né quello dell'autore: include solo un ritratto di Whitman in abito da operaio, e consiste di dodici poesie senza titolo più una prefazione. La seconda edizione viene pubblicata nel 1836, ed esce nel giorno che celebra l'indipendenza americana; questa volta il nome dell'autore è sulla copertina; sul retro viene inoltre riportata la lettera di Emerson, che aveva salutato con un giudizio altamente positivo la prima apparizione dell'opera, che esalta lo spirito di quella nazione e le meraviglie ancora in parte nascoste del nuovo mondo. Non a caso per decenni l'opera di Whitman è stata considerata come la Bibbia della democrazia americana, l'emblema di uno stato in crescita, simbolo della forza che nasce dalla fatica e dal lavoro. Nella sua poesia, l'individuo diventa nazione, i versi si "democratizzano", diventano le parole di ogni americano; i contenuti esprimono lo spirito di milioni di persone. Con un linguaggio composito e altamente personale, il poeta compone nelle sue liriche un inno appassionato alle possibilità ideali dell'individuo e del mondo, celebrando la divinità della natura umana e il miracolo della realtà quotidiana.
Nel 1860 scoppia la guerra civile, evento capitale nella storia degli Stai Uniti; tutti, seppure in modi diversi, finiscono per essere coinvolti in questo grande dramma che vede scorrere sulle strade e nelle campagne il sangue di uomini della stessa nazione. La fede di Walt nella sua America vacilla, entra in crisi, ma poi si riprende con rinnovato slancio; decide di lavorare per l'esercito e si trasferisce a Washington (anche perché il fratello George è stato ferito in battaglia). Il 1865 invece è l'anno della rielezione di Lincoln, ma anche l'anno del suo assassinio. Queste vicende gli ispirano i testi di "Rulli di tamburo" e di "In memoria del presidente Lincoln", due delle sue poesie più riuscite.
Da questo momento in poi si susseguono edizioni sempre più ravvicinate dell'ormai famoso testo whitmaniano, "Foglie d'erba". Quarta e quinta edizione vedono la luce fra il '67 e il '68, mentre la sesta è del 1876 e la settima del 1882. Intanto Whitman compie qualche viaggio: si reca prima a Saint Louis, poi nell'Ontario, a trovare il dottor Bucke, che scriverà il primo studio critico su di lui. Nel 1873 è colpito da un colpo apoplettico che lo paralizza parzialmente, ma fortunatamente si riprende. Durante quest'anno muore la madre, evento infausto che, come già accennato, lo getta nella disperazione più cupa.
Nel 1884 affitta una casa in Mickle Street, a Camden. Nel 1888 ha un'altra paralisi; in difficoltà economiche, in qualche vengono raccolti dei fondi per aiutarlo. Nel 1889 appare l'ottava edizione di "Foglie d'erba". Nel 1891 Whitman comincia la preparazione della cosiddetta "death-bed edition" (= "edizione del letto di morte"), che sarà pubblicata nel 1892. Nello stesso anno, il 26 marzo, all'età di 73 anni, Walt Whitman muore. L'opera competa delle sue opere, comprendente versi e prose, sarà pubblicata nel 1902, in dieci volumi.

Citazioni
1. Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l'ho scordato.
2. Quando esamino la fama conquistata dagli eroi e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.
3. Lascia che l'anima rimanga fiera e composta di fronte a un milione di universi.
4. Non ho alcun dubbio che ho meritato i miei nemici, ma non sono sicuro di aver meritato i miei amici.
5. Meglio perverso, che virtuoso per paura o per conformismo.








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