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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

marzo 12, 2008

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: Greenwashing

Venticinque artisti sfidano l’ecologia a trovare una nuova forma estetica. Dalla pratica del concetto alla messinscena degli ambienti, per ragionare su uno dei più grandi debiti ambientali contratti dall’uomo. Niente noiose lezioni di ambientalismo, ma idee utopiche e surreali...

Il termine “greenwashing” è un neologismo di recente e curiosa acquisizione. È comparso nel vocabolario anglofono una ventina d’anni fa. Si è cominciato a usarlo quando una certa stampa cronachistica ha dato il via a indagini che hanno portato alla pubblicazione di articoli riguardanti doppie azioni. Azioni di facciata di grandi multinazionali che promuovevano iniziative ispirate da un generale sentimento allarmista-bio-ecologista, per poi continuare nella serializzazione di prodotti e servizi altamente inquinanti. Con questo stesso lemma prende l’abbrivio la collettiva di venticinque artisti, provenienti da tutto il mondo e riuniti negli spazi della Fondazione Sandretto, per formulare e rappresentare quello che è, oggi, il sentire ecologico. Il visitatore non troverà soluzioni ragionate, strategie coercitive o ingombranti compensazioni progettuali; niente che riguarderà sceintificamente l’ambiente e i relativi processi d’inquinamento. Ogni pensiero sull’ecologia verrà a mischiarsi in mezzo al numeroso assembramento di artisti che, su ogni supporto conosciuto, dal dipinto, all’installazione, al video per arrivare alla fotografia e alla performance, riproporrà una versione alternativa alla ecosostenibilità. Posta prima del consueto giro palatino negli spazi della Fondazione si trova l’installazione di Jorge Peris. L’artista solitamente distrugge gli spazi, alfine scuoiati di pareti e fondamenta, per ritrovarne la vera, impalpabile anima di luoghi. Anche per Greenwashing ha smontato le pareti in cartongesso di una piccola stanzetta dietro il desk d’accoglienza e, grazie all’argilla sparsa attorno alle pareti, ha costruito un ambiente umido e ovattato, separato dal resto. Una bolla per la percezione di suoni che si avvicinino il più possibile a rumori di origine naturale. Quando si entra in mostra, sembra di ritrovarsi a casa. In una casa fatta di persone che hanno usato, chi più chi meno, l’idea di ecologia come un fondale scenico, per diventarne attori. Per citare alcuni esempi, si trova l’installazione costellata di elettrodomestici, sparsi nel buio e lasciati con le spie di stand-by accese, di Chun Yun. Poi un video dai toni e dai colori retrò di Fiona Tan, che interpreta il livello crescente dell’innalzamento delle acque con un filmato in continuo salendo. Di grande portata l’installazione di Santiago Sierra, che lascerà per tre giorni consecutivi i motori di due automobili accese, all’interno degli spazi, facendo convogliare i gas di scarico fuori dalla Fondazione con l’uso di enormi tubi di plastica. Da notare il lavoro a forma di cactus di Simon Starling: l’artista inglese sceglie di assemblare un calorifero inglobato in spoglie e forme naturali, stabilendo durante la notte, come durante il ciclo clorofilliano, una diversa distribuzione dell’energia del riscaldamento.
dal 28 febbraio al 18 maggio 2008
Greenwashinga cura di Max Andrews, Ilaria Bonacossa e Mariana Cánepa Luna
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane, 16 (Borgo San Paolo) - 10141 Torino
Orario: da martedì a domenica ore 12-20; giovedì ore 12-23
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3; gratuito il giovedì ore 20-23
Catalogo in mostra
Info: tel. +39 0113797600; fax +39 01119831601; info@fondsrr.org; www.fondsrr.org

2 commenti:

ale ha detto...

veramente bello questo blog.. ci sono finito per caso..
vorrei chiedere qualche idea sul tema "le paure dell'uomo come motore dell'arte contemporanea"..
dici di potermi aiutare?
grazie!
ale

F(ot)D ha detto...

Grazie. Torna presto.
Una interessante tesi di laurea:
http://www.altraofficina.it/fuoritempo/Redaz_Automi%20e%20invenzioni%20fra%20utopia%20e%20distopia.pdf

Dostoevskij e lo psicopatologo:
http://www.centrostudipsicologiaeletteratura.org/arcasad3.htm
Chissà non ti arrivi l'ispirazione.