______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

maggio 05, 2008

The nature and the design


La sensibilità collettiva rispetto al tema ambientale, negli ultimi anni sta decisamente cambiando.Sempre di più la società è indotta a riflettere sui temi dell’ecologia, del rispetto dell’ambiente dell’eco-compatibilità, del riciclo, dello sviluppo sostenibile.Ogni giorno siamo bombardati dai media che ci ricordano che ogni azione che compiamo non ha una ricaduta solo sull’oggi, ma soprattutto sul domani, e per fortuna le nuove tecnologie si stanno affinando aiutandoci a tradurre in pratica e in azioni concrete questa attenzione nei confronti del mondo in cui viviamo e a quello che consegneremo alle generazioni future. Su questa tensione si basa l’esposizione The design and the nature presso la Galleria Cardi di Milano, che, in occasione del Salone del Mobile, propone sette progetti di eco-design realizzati appositamente per l’evento milanese, da giovani artisti.

I più interessanti dal punto di vista dell’immediata riproducibilità e dell’utilizzo, sono quelli di Anneke Jacobs e Jens Praet. Il primo, della ventisettenne olandese, è l’intrigante Ciquita Chandelier, un paralume realizzato con i cartoni per l’imballaggio delle omonime banane e trasformato in lampadario per illuminare le serate importanti. Nella didascalia non è scritto, ma presumibilmente anche la luce utilizzata è e risparmio energetico. Inoltre, nel sito dell’artista si legge che prossimamente sarà anche possibile consultare on line il manuale per poter realizzare il “nostro” chandelier.L’altro progetto che fa scatenare la fantasia del visitatore e la sua facoltà imitativa è quello del giovanissimo artista belga Jens Praet - che ora vive tra Milano e il Chianti. Il suo lavoro si intitola One day paper waste che gioca con la parola “ waste” (rifiuti) per identificare il suo scaffale/libreria realizzato con i resti dei documenti frammentati e ridotti a brandelli e striscioline, raccolti nelle banche, nelle scuole e negli uffici. “Le mie sono semplici provocazioni, costruite anche per far riflettere su tutto ciò che viene buttato e invece può trovare utilizzi diversi”, dice Praet, e nel frattempo il suo mobile affascina per la semplicità con cui carta e resina si combinano trasformandosi in oggetto stabile e duraturo nel tempo.

Lascia un po’ perplessi invece la stabilità e utilizzabilità immediata del lavoro di Stefano Merlo. Scatoloni di cartone di forma identica piegati a formare oggetti diversi: un tavolo, una sedia, una mensola. Forse per ora lo scopo è far riflettere sui diversi utilizzi dei materiali.Molto divertente l’abat-jour/serra di Gumdesign, il duo italiano che si occupa di interior design. Un cono di vetro ospita una pianta illuminata da una luce a basso consumo energetico e che oltre a riscaldare il vegetale, illumina l’abitazione in cui è inserita.Matteo Ragni si è invece lasciato ispirare dai giocatoli che utilizzano i suoi figli per creare un oggetto ecologico e indistruttibile, da tramandare di generazione in generazione e di famiglia in famiglia. La sua fuoriserie giocattolo è un oggetto che dura nel tempo, che ha un profumo che lo caratterizza, che è solido, che è bello, che è totalmente ecologico.Infine, per concludere la carrellata dei progetti esposti, viene presentato il sofisticato lampadario di Dodo Arslan, realizzato a partire dal recupero di antichi strumenti musicali, da sempre passione dell’artista, e i tre coffe tables di Adrien Rovero costruiti con l’utilizzo di legno comune che non implica la deforestazione di zone a rischio.
Oltre ad essere state realizzate per la galleria, ciascuna di queste opere è in vendita, e i proventi andranno a favore del progetto Yamazonia, un progetto di un noto brand di intimo in favore della tutela dell’Amazzonia.
di Paola Rampoldi per http://www.teknemedia.net

Nessun commento: