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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

giugno 09, 2008

Ascoltare: significa creare il dialogo


"La corruzione dell’uomo sta nelle sue sciocche abitudini" Ugo Foscolo


Vi siete mai chiesti perché gli uomini litigano, sono discordi nelle opinioni, insistono e a volte con arroganza? Gli uni si avventano contro gli altri, tutti convinti che ciò che sentono sia la cosa più giusta che si possa pensare, vedere oppure sentire.La persona che vive in questa convinzioneè in buona fede. Ciò non toglie che avrà sempre discussioni con chi non la pensa come lei. Osserviamo il fenomeno da altre visuali. Normalmente l’uomo osserva ciò che ha davanti a sé, e lo vede solo dal lato ove l’occhio lo fotografa. Facciamo un esempio: immaginiamo di essere in un giardino pieno di fiori, ci fermiamo ad osservare un magnifico roseto rampicante tutto fiorito. L’occhio “fotografa” il lato che sta di fronte alla persona, e vede una cascata di rose che scendono dal lato destro, perché vi è più luce. Un’altra persona che entra nel giardino, si ferma a guardare la fioritura da un’altra angolazione, e può vedere che le rose scendono tutte di fronte a lei. Le due persone hanno messo nella propria memoria un’immagine diversa della pianta fiorita. Immaginiamo ora di ascoltare le due persone singolarmente. Una dirà che le rose si mostravano come una cascata girata a destra, e l’altra che davanti a lei le rose si inchinassero ad accoglierla. Il problema sta nel fatto che ognuno di noi pensa che, ciò che ha visto, sia l’unica realtà. In natura tutto è movimento e creazione e le ottiche cambiano ogni giorno, ogni momento. Ogni singola persona, se ascoltata da sola, ha ragione di ciò che sostiene di aver visto, ma bisognerebbe avere la bontà di capire che ogni essere umano vede ciò che è in grado di vedere; intendo la sua sensibilità, la sua coscienza, ed il suo vivere il cuore. Soltanto quando l’uomo comprende di far parte di un disegno evolutivo, si sente integrato e parte predominante di questa evoluzione. Solo allora l’umiltà gli fa scuola e la tranquillità interiore gli fa vedere altre ottiche dello stesso roseto.In tal modo la conoscenza diventa completa. Ovviamente questo esempio può essere paragonato a qualsiasi situazione della vita. Questo accade man mano che l’uomo prende coscienza che la sua esistenza va vista non solo con la visuale vissuta sino a quel momento, cioè con abitudine. Come se le cose fossero sempre uguali. Ma con la consapevolezza che ogni giorno pur avendo le stesse cose attorno, in realtà l’espansione di coscienza ci toglie i limiti che da soli mettiamo nel nostro cammino, per mancanza di esperienza e la conseguente conoscenza. Quante discussioni, quante prepotenze, quante presunzioni in meno ci sarebbero, se si imparasse ad ascoltare altre visuali, altre sensazioni, altre conoscenze. Sapete chi ne gode? Il nostro “Io”!


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