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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

luglio 01, 2008

Ugo Nespolo e il cinema


Torino, Museo Nazionale del Cinema - Dal 13 giugno al 14 settembre

Il Museo Nazionale del Cinema presenta TIME AFTER TIME. NESPOLOCINEMA, una “personale” che mette in scena, in maniera inconsueta, il rapporto di Ugo Nespolo con la Settima Arte, attraverso una mostra di inediti alla Mole Antonelliana e una rassegna di film al Cinema Massimo. Curata dallo stesso Artista, la mostra è allestita nell’Aula del Tempio, cuore del Museo Nazionale del Cinema, e sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana. In tutto, 125 opere di grande formato che ripercorrono la sua carriera, dai primi lavori in Super8 del 1967 sino ai giorni nostri: un centinaio di fotogrammi dei suoi film ingranditi e “trattati” sino a farli diventare veri e propri quadri dotati di un propria autonomia espressiva, una selezione dei famosi acrilici aventi per oggetto il cinema, dieci manifesti storici di mostre e rassegne ristampati su stoffa. Completano il percorso della mostra alcune videoinstallazioni che ripropongono (in loop o a richiesta del visitatore) tutta l’opera cinematografica dell’artista e la proiezione sulla cupola della Mole di alcune immagini della mostra. Se il principio del riciclo di materiali preesistenti, opportunamente rielaborati e parzialmente decontestualizzati, appartiene alle coordinate dell’arte di Ugo Nespolo, tra gli esiti meno scontati di questa mostra va sottolineato un effetto documentaristico forse inaspettato. Dall’album fotografico di famiglia, riaffiorano infatti figure mitiche e protagonisti indimenticati del paesaggio artistico del secolo scorso: Lucio Fontana, Enrico Baj, Renato Volpini, Alighiero Boetti, Allen Ginsberg, Michelangelo Pistoletto, Renato Volpini, Gianni Piacentino… Per non parlare degli artisti evocati o direttamente citati: Mario Merz, Man Ray, Duchamp, Satie, Picabia, Wahrol, Jarry e molti altri, coinvolti in un esercizio di ideale mappatura dei debiti e riferimenti dell’Artista ai linguaggi e alle figure dell’avanguardie storiche del Novecento. Consegnati una volta per tutte alla fissità intemporale dell’immagine stampata, i volti noti e meno noti, le figure di un immaginario amato e condiviso, gli oggetti d’affezione ripresi o rifatti, si cristallizzano così in una sorta di ideale campionario, quasi un museo virtuale della Cultura del Novecento, che è la traccia più autentica e vitale - perché vissuta in prima persona - di quella straordinaria stagione artistica che ancora oggi non smette di esercitare il proprio fascino e la propria influenza. Usare la cinepresa come un pennello - racconta Ugo Nespolo - era una sorta d’imperativo categorico di tutto il cinema degli artisti. A Parigi, in un giorno grigio, il vecchio Man Ray me lo disse sottovoce. Ma anche quelli del New American Cinema l’avevano ribadito con forza da tanto tempo. In questa mostra chiamata “Time after time” si è raccolto tutto l’impegno esecutivo ed espressivo che ho cercato di mettere in atto in non pochi anni di lavoro. Ho seguito ombre di artisti, ho lavorato con sguardi rapidi, appunti febbrili, teatrini fragili. Il Museo Nazionale del Cinema, il più straordinario al mondo, mi entusiasma con la sua vita. E proprio al museo ho deciso di mettere in scena i miei “glances” come parte di un progetto che non intende concludersi. La mostra verrà inaugurata al Museo Nazionale del Cinema il 12 giugno 2008 alle ore 19.00.

In occasione della mostra, il Museo Nazionale del Cinema e l’Editrice Il Castoro manderanno in libreria il catalogo Time after Time. NESPOLOCINEMA, che raccoglie le immagini di tutte opere in mostra, con un saggio di Marco Giusti e l’introduzione di Alberto Barbera.

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