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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

settembre 04, 2008

Festivaletteratura, al via l’edizione 2008

Si apre a Mantova la kermesse letteraria. Per cinque giorni, fino al 7 settembre, le voci della letteratura mondiale si incontrano nella città dei Gonzaga.
Parte con successo la dodicesima edizione della rassegna mantovana, il più importante appuntamento italiano per gli appassionati di libri. Parte con l'incontro affollatissimo con il giovane premio Strega Paolo Giordano, che con il suo La solitudine dei numeri primi ha dominato la classifica dei libri più venduti negli ultimi mesi, e con Daniel Pennac, l'amatissimo scrittore della saga di Malaussène. Mentre oggi si aspettano altri grandi protagonisti della letteratura italiana e straniera, da Alessandro Baricco a Scott Turow, questo inizio promettente conferma che la lotta alla banalità dei tempi si può condurre sfogliando un libro, incontrando chi l'ha scritto e potergli chiedere, sorseggiando con lui un caffè, perché ha usato quella parola o quell'immagine e non altre. Quelle che avremmo scritto noi. E sentirsi, di ritorno, raccontare le storie dei mondi da cui provengono, quasi sempre intrise di violenze e drammi, spesso fantastiche, sempre originali. Conosciamo così donne e uomini che mai rinunciano però ad attraversare le porte che la speranza tiene aperte.La letteratura riesce a far volare gli infiniti mondi, che a torto pensiamo altrove, fino a noi, nella piccola Mantova, racchiusa nei laghi ma capace di guardare con l'imponente bellezza della sua storia all'Europa e al mondo. Patrimonio dell'umanità, è bene ricordare, ma anche patrimonio della cultura. Mantova da dodici anni non si è stancata di volare, convinta che fino a quando ci sarà il ticchettio di uno scrittore, in qualsiasi altrove, ci sentiremo tutti rassicurati. La volgarità e le brutture si trovano davanti, testardi e sublimi, i nemici di sempre: chi pensa e chi racconta come va davvero il mondo dopo averne scrutato le profondità, chi disvela ricchezze inesplorate del pensiero, dei luoghi e delle azioni e chi, con generosità, alza un dito per indicarci un angolo di cielo.Il Festivaletteratura è la risposta semplice e geniale alla cultura unica, al conformismo, alla rassegnazione per il mondo che va così e non come dovrebbe. Ha offerto un riparo, ha tolto la disabitudine a scavare sotto la superficie delle cose, ha dato e dà l'energia per intraprendere un viaggio della mente.Lo stare fermi non s'addice al Festival. Pochi passi, tra le mura, le vie e le piazze antiche, e si aprono i mondi dell'Est, dell'Asia lontana, del Sudamerica, dell'Africa più vitale.Non ci sono a Mantova effimeri tornaconti o piaceri passeggeri. Lo vedi dai giovani volontari che per alcuni giorni s'affannano a far sentire tutti a casa propria, generosi e disponibili.

di Piero Di Antonio www.repubblica.it

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