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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

ottobre 23, 2008

La menzogna di Delbono.


Il dramma dell'acciaieria Thyssen-Krupp di Torino, dove nella notte fra il 5 e 6 dicembre 2007 scoppiò un incendio costato la vita a sette operai, è il motivo ispiratore del nuovo spettacolo La menzogna, che Pippo Delbono e la sua variopinta compagnia stanno provando in questi giorni alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri, dove lo spettacolo debutterà il 21 ottobre, in apertura della stagione 2008-2009 dello Stabile di Torino.Sulla scelta di Delbono come autore in grado di rappresentare lo sgomento della città di fronte al dramma che l'ha così profondamente percossa, ma anche il suo desiderio di farne un'occasione di mobilitazione contro il fenomeno delle "morti bianche", Mario Martone - da circa un anno nominato direttore dello Stabile piemontese - ha detto: "Delbono ha intuito l'importanza che Torino, col suo passato e la sua trasformazione attuale, può rivestire in questo momento di passaggio così cruciale dal punto di vista politico, e ha aderito non solo all'idea di far nascere qui il suo spettacolo, ma di farne per Torino una versione speciale, un debutto che sia anche un pezzo unico. Il luogo non poteva essere che le Limone di Moncalieri, un teatro che contiene la memoria di una fabbrica". Lo spettacolo, che segue cronologicamente Questo buio feroce (leggi la recensione), è prodotto dallo Stabile di Torino con Emilia Romagna Teatro Fondazione (Progetto Prospero), Teatro di Roma e con il Théâtre du Rond-Point di Parigi, la Maison de la Culture d'Amiens e il festival Malta della città polacca di Poznan. In scena troveremo come sempre il folto gruppo di attori professionisti e non che Delbono ha creato attorno a sé nel corso degli anni, di cui fanno parte anche persone profondamente segnate dalla vita, come Bobò e Nelson Lariccia, diventati ormai navigati esperti dell'arte recitativa. "Il nuovo spettacolo non credo sia esclusivamente politico. Sarà politico-poetico - aveva dichiarato il regista in sede di presentazione dello spettacolo -. Credo che questa città (Torino. N.d.T) porti con sé un dolore e la coscienza di un dolore, che mi sembra sia stata nel nostro tempo un po' dimenticata. Quello che ci succede attorno - proseguito Delbono - come delle persone che muoiono ogni giorno in una fabbrica, è qualcosa di profondamente 'umano'. La coscienza di un dolore, che è poi il dolore della nostra nascita, del nostro morire, delle nostre guerre: tutto questo sembra che sia stato dimenticato".Proprio per evitare che la tragedia della Thyssen-Krupp fosse rapidamente "digerita" dalla società onnivora in cui viviamo, essa è stata al centro in questi mesi di molte inchieste giornalistiche, saggi e produzioni artistiche, le più recenti delle quali sono state il film di Mimmo Calopresti La fabbrica dei tedeschi e il documentario di Pietro Balla e Monica Repetto Thyssen Krupp Blues, entrambi presentati a Venezia, nell'ambito della 65.ma Mostra del cinema.
DelTeatro.it

Fino al 2 novembre alle Fonderie Limone, Moncalieri (To)

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