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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

ottobre 01, 2008

Torino nel segno di Saturno celebra i ribelli malinconici

Oliafur Eliasson-The Weather Project

Depressi ma ispirati, pessimisti ma ribelli. Caratteri che sembrano opposti, ma sono complementari nello spirito saturnino, che fin dall’antichità governa la natura degli artisti. Sono i “nati sotto Saturno” i protagonisti della Triennale di Torino T2. Cinquanta lune di Saturno, diretta dal critico svedese Daniel Birnbaum, che si inaugura in tre sedi espositive diverse il 5 novembre.
“L’influsso cosmico di Saturno, l’asctro della malinconia, detemrmina molte cose diverse, spesso contrastanti” spiega Birnbaum. “La malinconia è uno stato d’animo ambivalente e sconcertante, dal quale scaturisce la sensazione che una trasformazione radicale sia possibile nonostante tutto. È lo stato d’animo dell’ispirazione”.
Solitari e introspettivi, a attirati dalla dimensione infinita del cosmo, e perciò 2saturnini”, gli atristi invitati si sono spesso ispirati a una rilettura personale della storia dell’arte, alla ricerca di una classicità da recuperare. “Ho invitato volutamente alcuni artisti che, consapevoli di essere arrivati tardi sulla scena, hanno saputo trasformare questo ritardo in una modalità produttiva” aggiunge il curatore. “Molti sono raffinati flaneurs, che rubano con estrema eleganza, altri sono cannibali che cercano di divorare la storia dell’arte”.
È il caso del polacco Wilhelm Sasnal, autore di una serie di piccoli quadri dedicati ai pianeti, accompagnati da tele dove compaiono persone comuni ritratte in atteggiamenti ispirati ai capolavori del passato dedicati alla malinconia.
L0americano Matthew Brannon, trasforma invece gli oggetti della vita quotidiana n semplici silhouette, dipinte su tele bianche con uno stile minimalista in bilico tra grafica e design, mentre lo scozzese Donald Urquhart ha realizzato proprio per la mostra un ciclo di grandi disegni dedicati all’accidia, peccato capitale che gli antichi collegavano alla malinconia.
Non poteva mancare la fotografia, con gli inquietanti scatti della svedese Annida Von Hausswolf (che ritrae figure di donne sole e sofferenti, con una chiara allusione alla violenza sessuale) e con i paesaggi dell’irlandese Gerard Byrne, densi di riferimenti alla letteratura e alla pittura romantica inglese dell’Ottocento.
Nella scultura predomina il tema della scomparse dell’opera, evocata dalle sculture ricoperte di lenzuoli bianchi come fantasmi realizzate dal danese Simon Dybbroe Möller, o da Spazzola da autolavaggio, l’installazione dell’italiana Lara Favaretto, composta da una serie di spazzole per ripulire le macchine, destinate a consumarsi nel tempo.
Per tenere a battesimo i cinquanta malinconici, Birnbaum ha chiamato due star del panorama artistico internazionale, il danese Olafur Eliasson e il cino-americano Paul Chan, presenti con due mostre personali al Castello di Rivoli e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Eliasson, diventato celebre per aver fatto splendere un sole artificiale all’interno della Tate Modern di Londra, ha realizzato un progetto per trasformare la luce del giorno in una sorta di aurora boreale nel salone centrale del Castello di Rivoli. “Mi ha sempre interessato il modo in cui la natura ci parla di come l’uomo guarda alla natura stessa” spiega l’artista, che rappresenta l’interesse per la scienza presente nei saturnini.
Paul Chan invece ha dedicato la sua opera, creata appositamente per T”, al Marchese de Sade, trasferito nel mondo di oggi con disegni animati e videoinstallazioni dove la filosofia del Divin Marchese si combina con la cultura del fumetto contemporaneo.
Con un occhio alla Pop Art e l’altro alla politica internazionale, Chan si è fatto notare per i suoi video dai contenuti sociali, come Baghdad In No Particolar Order (2002), che mostrava immagini della vita quotidiana nella capitale irachena prima dell’invasione americana. “Il mio lavoro si basa sull’idea della rilettura della storia, perché credo che questo sia il compito dell’arte contemporanea” spiega l’artista. Un malinconico in chiave politica per completare la nuova genealogia dei “nati sotto Saturno”.

di Ludovico Pratesi

T2. Cinquanta Lune di Saturno.
Castello di Rivoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzina della Società della Promotrice Belle Arti.
Dal 6 novembre 2008 al 18 gennaio 2009
Ingresso 15 euro, ridotto 12www.torinotriennale.it

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