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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

novembre 26, 2008

I beni culturali ridotti allo stato di hamburger


Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi aveva garantito che per la figura (in ogni caso quanto mai discutibile) di super direttore e coordinatore dei musei statali italiani avrebbe operato una selezione di livello internazionale dalla quale far emergere una figura di indiscussa competenza specifica. Nulla di tutto ciò: egli ha nominato direttamente per quella funzione l’ex presidente del Casinò di Campione che è pure l’ex amministratore delegato della Mc Donald’s. Il quale, nelle prime, forse improvvide, interviste, ha subito dichiarato tre cose: 1) di non sapere nulla, prima dell’incarico, di ristorazione e di aver però rilanciato la vendita di hamburger e patate fritte; 2) di non sapere nulla delle gestioni museali; 3) di volere “far rendere” i musei italiani. Fra hamburger, o casinò, e musei egli non vede dunque una gran differenza.
Siamo così precipitati in pieno fast food museale e culturale. Il super manager dei musei italiani forse non sa che i maggiori musei inglesi sono gratuiti. Forse non sa che il Metropolitan Museum di New York e il Grand Louvre non rendono alcun profitto, ma ricevono quote più che consistenti di denaro pubblico per chiudere i loro bilanci. Forse non sa che, nei musei italiani, una metà circa dei visitatori non paga o paga un biglietto ridotto perché si tratta di studenti, di studiosi, di intere scolaresche. Forse non sa cioè che i musei sono, prima di tutto, istituzioni culturali le quali sono state create per educare gli utenti di ogni età al bello, alla storia, all’arte, alla conoscenza. Inoltre il Ministero crea, a costi sicuramente elevati, questa Super Direzione Generale mentre accetta di veder tagliate con la mannaia le risorse per l’arte, per la cultura, per la ricerca, mentre accetta di ridurre le Soprintendenze alla mera sopravvivenza sterilizzando così la tutela e la conservazione di quei beni stessi.
Protestiamo vibratamente contro il rilancio di questa deriva consumistica e commerciale che rischia di fare dell’insieme dei nostri preziosi, spesso unici, beni culturali e paesaggistici soltanto una merce da sfruttare, da vendere, da consumare. Protestiamo appassionatamente contro una politica schizofrenica che da una parte accentra tutta una serie di funzioni museali in una sola figura “manageriale” e dall’altra promette di trasferire tutta la tutela agli Enti locali senza normative tecniche adeguate frantumando così l’idea unitaria di Stato e di Nazione, a partire dalla sua cultura, dalla sua arte, dal suo paesaggio. Contro l’illuminato articolo 9 della Costituzione. Contro le nostre leggi e tradizioni migliori che hanno fatto scuola nel mondo.


Comunicato Stampa:
Assotecnici
Associazione “Ranuccio Bianchi Bandinelli”
Comitato per la Bellezza
Associazione “Italia Nostra”
ICOM Italia (International Council of Museums)

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