______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

dicembre 19, 2008

Da fabbriche operaie a fabbriche di cultura

Agli inizi del XX secolo la loro costruzione alterò la fisionomia di molte città e paesaggi, oggi, alla soglia del XXI secolo, sono considerati luoghi di valore storico, nei quali la memoria del lavoro deve essere preservata, mentre segni di grasso e fumo sono lasciati sulle pareti a testimonianza della loro passata funzione.Sono fabbriche, singole o a gruppi, costruite vicine a un agglomerato urbano con lo scopo di ospitare un gran numero di macchinari e di lavoratori. Abbandonati per la non idonea localizzazione o per una caratterizzazione non adeguata, quei manufatti sono, già a un cinquantennio di distanza, oggetto di valorizzazione e recupero. Pensati come grandi contenitori a servizio della cittadinanza, sono spesso riconvertiti in luoghi della cultura. Roma, Milano, Torino ospitano le prime e più grandi testimonianze di archeologia industriale.In queste grandi città hanno preso corpo associazioni per la tutela e valorizzazione delle aree industriali dismesse. Audis e Aipai, per citarne alcune; a livello internazionale, la T.I.C.C.I.H., Comitato Internazionale per la conservazione dell’Eredità industriale, fondata nel 1978 e che raccoglie rappresentanti di ben 30 paesi. Al di là delle vaste aree industriali delle città metropolitane, altri esempi di archeologia industriale sono da cercare in aree puntiformi.Territori e paesi minori che hanno vissuto una industrializzazione incisiva ed i quali paesaggi sono stati fortemente segnati dallo skyline di agglomerati industriali. La Sardegna ospita numerose miniere abbandonate, musei a cielo aperto come il borgo minerario di Montevecchio: una intera città costruita per ospitare operai e fabbriche oggi in via di restauro e recupero. Nel 2001 è stato istituito il Parco Geominerario Storico- Ambientale della Sardegna, che coinvolge 125 comuni, nei quali sono presenti siti minerari dismessi. Nel 1997 era stato il Parco Geominerario della Sardegna era già considerato “Patrimonio culturale dell’intera umanità “. In questo caso, parliamo di archeologia mineraria.Dal ‘600 fino ad oggi, la connotazione industriale ha rappresentato l’elemento fondamentale e ordinatore della “Forma urbis” di Isola del Liri, un paese oggi di dodicimila abitanti circa che ha visto in passato la sua rendita economica principale legata alla carta. Una città -fabbrica lambita da due fiumi che formano che formano cascate proprio all’interno del centro storico. Le residenze padronali ed operaie rappresentano un enorme patrimonio di archeologia industriale, oggi oggetto di riuso e ristrutturazione mediante progetti finanziati con i fondi strutturali dell’Unione Europea, per la riconversione globale dell’antica città -fabbrica in Città -Parco Fluviale e Tecnologico.Riuso, riconversione significa non solo salvare dall’abbandono luoghi prima deputati a dar lavoro a migliaia di persone e a mantenere viva l’economia di un territorio, ma anche attivare nuove forme di economia in territori che hanno subito processi di marginalizzazione. Una nuova identità , nel rispetto di una memoria storica di un territorio.

Angela Dellisanti www.tafter.it

Nessun commento: