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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

febbraio 01, 2009

La Musica è finita


Gentile pubblico, i lavoratori delle quattordici Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane sentono il dovere di fornirvi delle informazioni che i media ufficiali stanno eludendo o deformando. I Teatri d’Opera italiani sono a rischio chiusura a causa del taglio indiscriminato previsto dalla legge finanziaria che entro tre anni ridurrà le risorse, già erose negli anni scorsi, di un ulteriore 35 per cento.
Con tali risorse non sarà possibile programmare le prossime stagioni teatrali e migliaia di lavoratori rischiano di perdere il lavoro.
Questi tagli letali ad un settore già strutturalmente deficitario, oltre a creare ulteriore disoccupazione e precarietà nell’intero settore, causeranno inestimabili danni all’indotto, produrranno un’immagine di declino del Paese e lo priveranno dei suoi più rappresentativi simboli di identità nazionale. Il tutto a fronte di un risparmio irrisorio per le casse dello Stato.
Perché questi tagli? Come si è giunti a tale emergenza? D chi sono le responsabilità?
Molti mass-media hanno ritenuto opportuno dar voce solo ed unicamente a personaggi disinformati che tentato goffamente di attribuire la genesi del problema ai presunti costi elevati del personale dipendente e alla scarsa produttività- Basterebbe consultare le dichiarazioni dei redditi dei dipendenti ed i verbali delle trattative sindacali per verificare la falsità di tali affermazioni. Mai un accenno ai veri responsabili, ai dirigenti (C.d.A. – Sovrintendenti) di molti Teatri che persino in presenza di rovinosi bilanci, mai hanno risposto in prima persona del loro operato. Le poche virtuose eccezioni, come quella del Teatro Regio di Torino: (costo del personale basso e alta produttività) oltre a non essere imitate, vengono anche emarginate politicamente. Solo silenzio su bilanci incontrollati frutto di un fallimentare sistema produttivo, costellato da produzioni inutili quanto costose, da agenzie artistiche eccessivamente invasive da dubbie consulenze, da ingerenze partitiche e da un clientelismo diffuso.
Adesso ci si appella a quel “senso di responsabilità” che generalmente precede la liquidazione di un settore.
Così anche quei lavoratori che riusciranno ad evitare il dramma del licenziamento rischieranno di subire gli effetti di riforme contrattuali e salariali talmente estreme che persino in seno all’ANFOLS (l’organizzazione dei Sovrintendenti) sono sorte delle conflittualità così aspre da portare alle dimissioni il loro Presidente e la fuoriuscita dell’associazione datoriale di importanti Sovrintendenti.
Strategie politiche interessate stanno tentando da anni di fare apparire questo settore come un’inutile spesa e fonte di sperpero improduttivo. Tale tentativo non è forse una semplice operazione di risparmio economico ma risponde ad un’esigenza di emarginazione di una possibile fonte di crescita e di coscienza sociale dei cittadini.
Questi sono i motivi che spingono i lavoratori delle Fonazioni ad intraprendere una stagione di lotte che avranno come strumento questo primo comunicato, conferenze stampa illustrative della realtà dei teatri, giornate di apertura al pubblico delle Fonazioni, (come hanno già fatto alcune di queste nei mesi scorsi) ed Internet, dove potrete trovare anche i CUD dei dipendenti
(http://www.salviamoiteatri.net/).
Attiveremo altresì ogni forma di resistenza e di forte contrapposizione per contrastare un disegno ormai palese di destrutturazione della Fondazioni Lirico Sinfoniche.
Nel 2008 sono state rappresentate circa 19.000 serate d’opera in tutto il mondo, di queste oltre una su tre è in lingua italiana. Qui, nel paese dove l’opera è nata, qualcuno lavora per ridurla al silenzio. Così arriveremo presto a dire che la musica è finita e sarà dilapidato un patrimonio culturale unico fortemente identitario per il Paese.


Fondazioni:
Teatro Regio Torino, Teatro La Scala Milano, Teatro Carlo Felice Genova, Arena di Verona, Teatro La Fenice Venezia, Teatro Verdi Trieste, teatro Comunale Bologna, Teatro Maggio Musicale Fiorentino Firenze, Teatro dell’Opera Roma, Accademia di Santa Cecilia Roma, Teatro San Carlo Napoli, Teatro Petruzelli Bari, Teatro Lirico cagliari, Teatro Massimo Palermo.

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