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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

aprile 09, 2009

Abbado e gli alberi.



I direttori d'orchestra sono persone particolari. Esseri dotati di grande cultura e talento, padroni di un'arte misteriosa e dai contorni non troppo definiti, sono il respiro della musica. Sarà l'attenzione all'immateriale e all'aria che muove con la bacchetta dal suo esordio nel 1959, ad aver spinto Claudio Abbado, direttore di fama mondiale che ci invidia il mondo intero, a tornare alla Scala di Milano in cambio di alberi.

Abbado è già stato direttore musicale del Teatro alla Scala dal 1969 (a soli 35 anni), fino al 1986, anno in cui lasciò il teatro tra aspre polemiche che divisero la comunità musicale italiana: da una parte chi amava le sue scelte ardite quasi di sperimentazione musicale; dall'altra chi invece per la Scala si aspettava una direzione artistica più vicina ai gusti del pubblico e invocava l'avvento di Riccardo Muti, che di lì a poco ne prese il posto.
Da allora il maestro, anche se a lungo corteggiato, non è più tornato a dirigere l'orchestra scaligera tranne una sola volta nel 1993, quando tornò alla Scala ma con i Berliner Philharmoniker nell'apertura della loro tournée italiana. Berliner Philharmoniker di cui Abbado è stato tra l'altro direttore artistico dal 1991 al 2002. Poi l'annuncio tre mesi fa al Corriere della Sera: potrei tornare alla Scala ma solo in cambio di 90mila alberi per Milano.
Quello che sembrava uno scherzo, è oggi diventata una realtà. Claudio Abbado avrà i suoi alberi piantati a Milano e tornerà alla Scala il 4 e 6 giugno 2010. Provincia e Comune hanno accettato la sfida, anche se 90mila alberi sono tanti, quasi un bosco e rappresentano il 50% dei 180mila delle piante già presenti sul territorio milanese.
"L'idea è nata un pò così" spiega Abbado al Corriere, "pensavo ai novemila alberi che ho piantato nel terreno intorno alla mia casa in Sardegna. Visto che Milano è un po’ più grande, facciamo 90 mila, mi son detto. Pagatemi in natura, dimostratemi che questa città vuol prendere un impegno per una migliore qualità della vita, e io tornerò... Milano ha fame di verde e cultura e natura possono e devono andare insieme".
L'idea è di creare 8 raggi che dal centro arrivano in periferia: i primi cento alberi verranno sistemati entro un mese in via Dante, poi in piazza Duomo e piazza della Scala e via via tutt’intorno, sistemati in vasi per via della metropolitana e dei parcheggi sotterranei. Abbado ha scelto anche il tipo di piante: pioppi, cipressini e magnolie che si aggiungeranno a quelle offerte alla città dai mercatini dei vivaisti. Insomma, speriamo che a Milano nell'aria possa circolare una musica tutta nuova.

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