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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

maggio 07, 2009

Anima


La storia della parola anima si è strettamente intrecciata con quella della voce greca psyché, che originariamente significava soffio. Il latino presentava infatti due termini distinti dal solo genere grammaticale.
Il primo, animus, corradicale al greco anemos, cioè vento, indicava gli stadi superiori razionali ed emotivi dell'interiorità umana.
Il secondo, anima, era usato come termine corrispettivo della parola greca psyché ed era il nome di quel soffio vitale che, secondo la concezione antica, risiedeva all'interno degli esseri viventi e veniva espirato fuori al momento della morte.
La religione cristiana fece pero assumere alla parola greca anemos il significato completamente nuovo di parte spirituale e immortale dell'uomo, centro della sua vita morale, del pensiero, della volontà libera, dei valori etici. La nuova accezione si trasferì così sulla voce latina anima, a mano a mano che il Cristianesimo si diffondeva anche nella parte occidentale del Mediterraneo.
Il sostantivo animus uscì quindi dall'uso, mentre anima ha avuto seguito in tutte le lingue derivate dal latino. In italiano si ebbero due derivati: alma di origine popolare, ma che venne poi accolta dalla lingua poetica, e anima di origine colta, religiosa e filosofica.
Soltanto all'inizio del secolo scorso il termine anima comincia a restringere il suo campo di applicazione: in quegli anni, infatti, inizia a diffondersi in Europa l'indagine scientifica della personalità umana, effettuata con metodo sperimentale e con la pratica di laboratorio già affermatasi in altri rami della biologia e della medicina.
Per indicare il complesso della coscienza e del pensiero, ma anche dell'inconscio, delle pulsioni e delle ansie, venne così riutilizzata la parola psychè, adattata nella forma psiche e usata come prefisso in molti composti tra cui psicologia e psicanalisi.
Una pagina importante nella storia della parola anima è stata scritta proprio, all’inizio del Novecento, in ambito psicanalitico.
La teoria di Carl Gustav Jung definisce infatti funzione animica l’atteggiamento che il soggetto assume verso il mondo interiore che agisce in lui: nell’uomo questa funzione è detta anima, nella donna animus.
Ma, fatta eccezione per la vasta scuola junghiana, con il tempo il termine anima si è attestato in prevalenza in ambito religioso, ed attiene soprattutto al linguaggio morale e letterario o comunque a quelle concezioni filosofiche che vedono nella capacità creatrice dell'uomo e delle idee un diretto rapporto con il divino.

di Stefano Gensini e Giancarlo Schirru http://www.educational.rai.it/

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