______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

maggio 21, 2009

Dilemmi educativi: insegnare la scienza o le superstizioni?

Ho sempre pensato che, quando si insegna qualcosa, è giusto parlare di tutti i punti di vista sulla questione. Questo studio condotto da un docente dell’Università del Minnesota forse mi dà torto. Il professor Randy Moore ha intervistato 1.000 studenti universitari iscritti al corso introduttivo di biologia per capire se l’accettazione della teoria dell’evoluzione può dipendere dal tipo di approccio a cui i ragazzi sono esposti durante gli anni del liceo. Ha scoperto che basta parlare del creazionismo per indurre il dubbio circa la scientificità dell’evoluzionismo.
Gli stessi autori della ricerca sono rimasti stupefatti dall’impatto che l’introduzione del creazionismo nelle scuole (sia pure come “visione alternativa” a quella evoluzionistica) ha sulla percezione di scientificità della teoria dell’evoluzione.
Morale: questo è quanto si ottiene quando si mescolano capre e cavoli. Chi sostiene che in nome di una non meglio precisata “democraticità” bisogna dare spazio a tutte le visioni del mondo (comprese quelle antiscientifiche) non fa i conti con la gran confusione che ne ricavano i più giovani. Come giustamente fanno notare gli autori dello studio, il problema è il contesto. Il creazionismo è una teoria religiosa o filosofica, se si preferisce, e come tale va insegnata. A lezione di biologia, invece, si deve insegnare ciò che è dimostrato.
E se pensate he si tratti di problemi che riguardano solo quegli invasati degli americani, date un’occhiata al grafico che vi riporto più sotto. È tratto da un lavoro apparso su Science nel 2006, che valutava l’adesione generale alla teoria dell’evoluzione in diversi Paesi, tra cui l’Italia.
Non siamo mica messi così bene…

di Daniela Ovadia per lescienze.espresso.repubblica.it/




Nessun commento: