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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

maggio 07, 2009

Estetica


Il greco aisthetikòs si riferisce alla facoltà di percepire, di sentire, e deriva dal verbo aisthanesthai, percepire.
L’estetica è la dottrina della conoscenza sensibile, vale a dire della conoscenza del mondo attraverso i sensi, e in questa accezione il termine è usato dal filosofo Immanuel Kant.
La fortuna della parola e dei suoi derivati nel loro significato moderno, è dovuta invece al pensatore tedesco Alexander Gottlieb Baumgarten.
Questi fece uso per primo di estetica, con il suo valore attuale, in un opuscolo scritto nel 1735.
Da quel momento, comincia a delinearsi quello che diventerà il significato quasi esclusivo del termine: l’estetica diventa la dottrina del bello, dell’esperienza del bello, della produzione e dei prodotti d’arte.
Il vocabolo e il concetto hanno ampia diffusione nella cultura italiana soprattutto dal secondo Ottocento in poi, grazie a grandi studiosi quali Francesco De Sanctis e Benedetto Croce.
Nel corso della storia della filosofia si sono sviluppate molte teorie estetiche, diverse tra loro.
Il problema della possibilità di definire criteri generali del bello è infatti antico quanto la filosofia.
Esiste un bello di natura - le forme degli esseri umani, degli animali, dei fiori - e un bello d’arte - dipinti, statue, armonie musicali e altri prodotti umani.
Si è discusso a lungo se esista un criterio scientifico per distinguere ciò che è bello da ciò che è brutto.
A seconda delle epoche, dei paesi, delle culture, i modelli cambiano.
Nelle diverse epoche storiche si riscontra in genere un consenso nei riguardi di alcuni esempi di bello, ma neanche questi possono essere considerati eterni.
Accade infatti che nel corso della storia l’idea di bello sia oggetto di revisioni e di superamenti.
Fa parte dell’estetica la teoria del valore dell’arte.
Nell’antichità, l’arte fu definita come imitazione della natura, poiché il criterio del bello consisteva nella perfezione dell’imitazione.
In epoca moderna, l’arte è soprattutto quella capacità di inventare ed esprimere qualcosa che in natura non esiste.
In passato, all’arte si attribuiva il compito di educare; oggi si definisce artista chi ha una particolare abilità nel creare qualcosa di bello.
La caratteristica dell’opera d’arte è dunque quella di rappresentare una creazione autonoma, fine a se stessa.
Tale teoria si esprime nel detto l’arte per l’arte.
In questo senso il termine estetica indica anche il programma artistico al quale un autore si ispira nel corso della sua attività o la poetica che è alla base di un’opera d’arte.
Il vocabolo perde gradualmente il riferimento diretto all’esperienza artistica.
Alla fine del secolo scorso, passa nel linguaggio comune ad indicare oggetti di vario tipo, e così automobili, lumi, sedie, diventano prodotti estetici.
Estetica si trasforma in sinonimo di bellezza esteriore, per cui se ne parla a proposito della cura della bellezza femminile, e ci sono varie estensioni banali di questo termine di grande spessore culturale.
Ad esempio, il cosiddetto centro estetico, dove opera l’estetista, la persona esperta di trucco e maschere facciali.
Infine, ci sono gli inestetismi, difetti grandi e piccoli del corpo umano che innumerevoli prodotti di bellezza pretendono di eliminare.

di Maurizio Dardano e Gianluca Frenguelli http://www.educational.rai.it/

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