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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

maggio 07, 2009

Spazio


La parola spazio è presente in italiano fin dal XIII secolo, e deriva da un adattamento della forma latina spatium di cui assume anche il significato.
Il termine indica infatti un luogo più o meno ampio, una porzione della superficie della terra.
Spazio può denotare una distanza fisica tra due punti oppure un intervallo di tempo tra due avvenimenti, o anche, più comunemente, un luogo in cui abitare.
Dal Cinquecento in poi, questo significato originario ha iniziato a dilatarsi in un processo che è ancora in atto e che va in due diverse direzioni.
In entrambe, la voce italiana segue lo stesso destino delle forme corrispondenti nelle altre lingue europee, sia di quelle che derivano dal latino - il francese ‘espace’ e l'inglese ‘space’ - sia di altre, come il tedesco ‘Raum’.
Il senso di spazio si amplia in rapporto al ruolo crescente che le nuove lingue europee hanno assunto, durante il Rinascimento, nella comunicazione filosofica e scientifica.
Un settore, questo, nel quale in precedenza veniva utilizzato quasi unicamente il latino.
Nel XVI secolo, appare in italiano il significato assoluto di spazio, inteso come quella entità illimitata in cui si muovono i corpi.
Questo valore della parola spazio viene dal pensiero greco, soprattutto da Aristotele, e venne poi ereditato dall'uso filosofico della forma latina spatium durante l'età classica e il Medioevo.
Nei secoli successivi, il termine seguì il progredire della filosofia e delle scienze sperimentali in Europa.
L'inglese Isaac Newton, nel XVII secolo, coniò il concetto di spazio assoluto, vale a dire astratto dalla percezione sensibile dei corpi.
E il filosofo tedesco Immanuel Kant, nel secolo successivo, sostenne che spazio e tempo erano le strutture di base della conoscenza, non determinate dall'esperienza, ma necessarie per accedere all'esperienza dei fenomeni esterni.
Il concetto di spazio ha assunto così una posizione chiave nella fisica moderna.
Dal Rinascimento in poi la parola spazio ha gradualmente esteso il suo significato anche per l'ampliarsi della percezione del mondo seguita alle esplorazioni geografiche.
La coscienza europea entrava in contatto con aspetti inattesi del globo, e la scoperta di una città, di una nazione e di un paese implicava anche l'incontro con popoli e culture fino ad allora sconosciuti.
Emergevano così dimensioni fisiche di cui prima non si aveva esperienza, come l'inaspettata estensione della terra o i grandi oceani.
Si giunse poi all'esplorazione dei corpi celesti e del vuoto siderale esterno all'atmosfera terrestre.
Nel nostro secolo si diffonde infine il significato di spazio come cosmo, probabilmente per influsso dell'espressione inglese 'outer space', letteralmente spazio esterno.

di Sfefano Gensini e Giancarlo Schirru http://www.educational.rai.it/

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