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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

agosto 24, 2009

Biblioteche: Solo quelle di qualità aiutano la cultura.

Anni fa un sondaggio tedesco sosteneva che dei libri comprati in media se ne legge l’8%. Mi pareva strano, poi ho riflettuto: anche a me è successo di comprare un libro e di accorgermi che già lo avevo, ma non l’avevo letto. Le statistiche non sono complete, né confrontabili, ma è ragionevole pensare che siano più colti e prosperi i popoli che dispongono di biblioteche più grandi e numerose. La più grande del mondo è la Library of the Congress Usa (ha decine di milioni di libri). In Italia ci sono 300 biblioteche importanti e altre 14.500 minori. In Svizzera quelle importanti sono 13.
Certo per recarsi in una biblioteca pubblica ci vuole tempo e lo spostamento dei volumi di carta è disagevole anche se i cataloghi sono computerizzati e il reperimento è automatico. Converrebbe sfruttare Internet. In Italia esiste Cabi, la Campagna per l’Accessibilità dei libri in rete, iniziativa che ha registrato qualche successo, ma risolverebbe solo parte del problema. Sono state realizzate molte iniziative: basta cercare su Internet per trovarle. La Public Library of New York ha fatto digitalizzare 32.000 volumi (pubblicati prima del 1923) da Google che li ha messi in rete. (Curioso: il primo della lista è “Memorie della Società Geografica Italiana” e il sesto un trattato di probabilità di J.M. Keynes.) Il Massachusetts Institute of Technology (Mit) sta mettendo in rete i suoi libri di testo (vedi: http://ocw.mit.edu ). Non equivalgono a corsi universitari ma sono di grande aiuto: ne ho trovati di geologia, fisica dell’atmosfera, matematica, meccanica. La grande Bibliothèque Nationale Française (13 milioni di libri) offre su Internet soprattutto bibliografie. C’è poi l’enorme enciclopedia Wikipedia, proliferata con i contributi apportati a titolo gratuito da collaboratori anonimi. Pare sia più vasta dell’Encyclopedia Britannica e con articoli di valore molto variabile: alcuni ottimi, altri inadeguati. È ben noto, poi, che si possono comprare in rete libri recenti e antichi su www.amazon.com, www.alibris.com e cercando in rete “libri online” o “books on line“. (Attenti ai prezzi molto variabili, però) Alcune biblioteche su Internet sono offerte a pagamento da imprese commerciali. Sono numerose: ne cito una sola (che uso ogni tanto con soddisfazione). È www.questia.com che costa circa 100 dollari all’anno e offre l’accesso a circa 100.000 libri e qualche milione di lavori scientifici e articoli di giornale su argomenti svariati: arte, architettura, economia, business, educazione, storia, legge, letteratura, filosofia, politica, scienza, tecnologia, etc. I testi sono scelti bene: autorevoli, informativi - e hanno indici ben fatti - anche se lo spostamento da una pagina all’altra è un po’ goffo e disagevole.
Certi autori offrono i loro scritti on line gratis o a pagamento. C’è di tutto (anche io offro miei libri su www.printandread.com). Altre fonti interessanti di informazione sono i bollettini informativi (newsletter) inviati gratis da aziende, ma anche da gruppi non profit. Ce ne sono di tutti i tipi. Ne cito solo due di carattere tecnologico/informatico: www.slashdot.com e www.theregister.co.uk che mandano rapporti giornalieri con link alle fonti (periodici scientifici o tecnici). La rete è piena anche di blog prodotti da giornali, associazioni o anche individui singoli. Alcuni di questi sono interessanti finchè qualche operatore disinteressato lavora a raccogliere, elaborare e commentare notizie rilevanti. Purtroppo i commenti dei partecipanti sono stroppo spesso verbosi e irrilevanti. Bisogna starci attenti.
È ovvio che per accedere alla enorme mole delle pubblicazioni internazionali bisogna conoscere le lingue. Anche nelle biblioteche nazionali la grande maggioranza dei libri interessanti è in inglese, ma ce ne sono tanti in francese, tedesco, spagnolo, russo e sempre di più in cinese: dobbiamo esortarci alla linguistica! E certo non basta conoscere le lingue. Occorre anche aver imparato a usare strumenti di grammatica, di logica, di matematica e aver appreso nozioni di base: se no i testi più avanzati non si capiscono. È essenziale che chi accede alla immane biblioteca in rete - prodotta da accademici e scienziati, ma anche da volenterosi più o meno bravi e da improvvisatori, pazzoidi, imbroglioni - sia capace di applicare ragionevoli criteri di giudizio e di distinguere i testi validi da quelli di bassa qualità. La biblioteche, di carta o in rete, sono un valido aiuto se i livelli culturali vengono innalzati, altrimenti non vengono nemmeno guardate. Dunque un fattore sempre più essenziale (data la crescita della massa di dati disponibili) è costituito dalla presenza di bibliotecari addestrati a fare i mentori, le guide - a consigliare non solo libri, ma percorsi di apprendimento, a sconsigliare i tentativi di avventurarsi in vicoli ciechi e di ascoltare cattivi maestri comprovatamente scervellati. Le biblioteche tradizionali già non avviate a usare tecnologie moderne, devono crearsi accesso alle fonti in rete scegliendole con sagacia. I servizi già sperimentati di scambio di informazioni e di volumi, vanno ampliati. Vanno evitate le duplicazioni delle attività mirate a scandire, codificare, registrare, indicizzare i libri esistenti per poi disseminarli in rete. Si tratta, infatti, di un’impresa gigantesca che viene ignorata da molti decisori pubblici e privati, quindi è vitale ottimizzare l’uso delle scarse risorse disponibili. Come accade in altri settori, è consigliabile integrare le attività. Questo già accade nelle biblioteche universitarie (anche se non tutte hanno tutor che aiutano i lettori). L’integrazione va estesa affiancando alle biblioteche le scuole di ogni grado e quelle serali per giovani, adulti e anziani, in ogni contesto: pubblico, privato e aziendale. Un ruolo importante dovrebbe essere svolto da giornali, radio e televisione purtroppo largamente assenti da questi scenari.

di Roberto Vacca
Laureato in ingegneria elettrotecnica e libero docente in Automazione del Calcolo (Universita' di Roma). Docente di Computer, ingegneria dei sistemi, gestione totale della qualita' (Universita' di Roma e Milano). Fino al 1975 Direttore Generale e Tecnico di un'azienda attiva nel controllo computerizzato di sistemi tecnologici, quindi consulente in ingegneria dei sistemi (trasporti, energia, comunicazioni) e previsione tecnologica. Tiene seminari sugli argomenti citati e ha realizzato numerosi programmi TV di divulgazione scientifica e tecnologica.




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