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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

agosto 03, 2009

Herbie Hancock: "La mia vita oltre le note"

A sette anni inizia a studiare pianoforte, a undici esegue un concerto di Mozart con l'Orchestra Sinfonica di Chicago ed il successivo mezzo secolo lo trascorre esplorando tutte le forme musicali possibili, dal jazz alla musica elettronica. Dodici Grammy Award e primo musicista jazz a vincere il disco di platino. Ora il grande pianista Herbie Hancock di anni ne ha quasi settanta, ma non li dimostra. Il suo concerto con il pianista cinese Lang Lang ha concluso il Ravenna Festival, quest'anno dedicato a tutte le voci della preghiera, dal muezzin al canto sinagogale ai riti della chiesa russo-ortodossa.

Restando in tema, lei segue il Buddismo di Nichiren Daishonin da 37 anni. Questa pratica ha cambiato la sua musica?
"Il Buddismo serve a trasformare la propria vita. La fonte della mia musica è la mia vita e se cambia l'una cambia anche l'altra. La differenza più importante è che prima di praticare pensavo "sono un musicista", mentre ora penso "sono un uomo che fa il musicista". Suonare è solo una delle tante funzioni che ho: sono anche un marito, un padre, un amico, un buddista, un cittadino degli Usa e del mondo. Ho aperto la mia vita agli altri. Oltre alla giusta tonalità o al buon sound, ora cerco di capire qual è il mio messaggio, come posso, attraverso la musica, fare in modo che le persone provino quello di cui hanno bisogno".

E cosa desidera la gente?
"Innanzitutto la pace. Anche suonando cerco la collaborazione tra le culture: abbiamo cibi, vestiti e linguaggi diversi. Ma le difficoltà e le sofferenze nella vita sono le stesse, e non importa se sei ricco o povero, alto o basso: il cuore è lo stesso. Come esseri umani in realtà siamo uguali".

Ma le differenze possono arricchire...
"Certo sono interessanti e dialogando con gli altri nella musica possono essere create moltissime cose nuove, forme fantastiche che da soli non saremmo mai riusciti a realizzare. Il modo in cui penso alla musica è diverso da quando pratico il Buddismo: ci sono tante cose che non ho mai pensato di poter fare come musicista, così tante possibilità. Per questo è nato il disco "Possibilities". Se si pensa che l'essere umano ha potenzialità infinite diventa tutto molto più eccitante. Cambia il punto di vista".

"Una nuova strategia per un nuovo mondo", dice Barak Obama. Le piace il nuovo presidente USA? "
Sì, molto. È un grande uomo, e penso che diverrà uno dei più grandi presidenti che l'America abbia mai avuto. Molto di quello che dice suona come se venisse dal cuore. Pensa alle persone, al loro benessere, all'ambiente in cui vivono".

A proposito di ambiente...
"Personalmente spero di poter fare qualcosa con il progetto CarbonZero, che studia l'emissione di anidride carbonica nell'aria. Volo spesso da un paese all'altro: ora devo andare a Parigi, poi a Londra e prima ero stato in India. Questo produce ovviamente molto carbonio, ma c'è un modo per aiutare il pianeta, aderendo ad un programma di afforestazione, cioè piantare tanti alberi quanti ne servono per compensare l'anidride carbonica prodotta. Anche mia moglie si occupa d'ambiente, in America e in Africa".

Il suo primo contratto con la Blue Note lo ha ottenuto fingendo di dover partire militare e sempre mentendo riuscì ad entrare nel leggendario Quintetto di Miles Davis. Che rapporto ha con le bugie?
"Non mi piace dire bugie, ma ci sono state occasioni nella mia vita in cui è stato necessario. Nella maggior parte dei casi, però, non lo è, anzi penso sia meglio sviluppare la propria capacità di dire il vero, esprimendosi in modo da creare un'atmosfera che dia a noi e alla persona con cui parliamo l'occasione di crescere".

Di cosa ha paura?
"La morte è certamente una delle cose che fa più paura. Da quando pratico anche questo tema è diventato più facile da affrontare: ne ho ancora paura, ma non come prima, perché il Buddismo cambia il nostro modo di guardare la morte, aiuta a capire, a vederla come parte della vita, perché lo è. Naturalmente, ho qualche preoccupazione per il futuro dell'umanità, ma allo stesso tempo sono pieno di speranza perché c'è tanta gente che fa molto per gli altri anche senza essere buddista".
di Anna Cepollaro

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