______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

agosto 18, 2009

Liberi di leggere

“Gli faccia leggere qualcosa quest’estate: qualsiasi cosa, signoraAggiungi video, basta che non sia “Geronimo Stilton”…”
Il succo è tutto qui: nella maggioranza dei casi, i consigli di lettura delle vacanze affidati dalla scuola agli studenti si limitano a uno “sconsiglio”. E il libro sconsigliato è sempre uno di quelli che il destinatario amerebbe di più. Uno di quei casi editoriali che negli ultimi anni hanno portato libri per ragazzi nelle classifiche di vendita assolute: una cosa mai vista fino all’arrivo di “Harry Potter”. Da una parte ci sono i libri più amati dai ragazzi, dall’altra quelli indicati dai professori. Due liste che non si incontrano mai. Primo Levi contro Federico Moccia. Jacopo Ortis contro Harry Potter. E a restare sul tappeto è la lettura. I ragazzi imparano che i libri sono sempre compito, dovere, fatica. Se leggere è un piacere, allora non vale. Per i bambini delle elementari, la lettura che non va bene è il più clamoroso caso editoriale italiano degli ultimi anni: dal 2000 a oggi il topo ispirato da Francesca Dami ha venduto 35 milioni di copie in 135 paesi. Con una formula mista di grafica e avventura che spinge al collezionismo, tipica caratteristica dei “lettori forti”.
Per gli adolescenti , invece, i libri “sbagliati” sono i quattro della saga dei vampiri di “Twilight” si Stephenie Meyer che pure sono tomi dalle 300 pagine in su. Al liceo l’autore da non confessare è Moccia. E i fantasy? Niente da fare: nelle liste dei libri consigliati dai professori non si incontrano neanche i padri nobili, Tolkien o C.S. Lewis, figuriamoci Licia Troisi o Cristopher Paolini.
Certo, ad ogni estate Pirandello torna agli onori delle classifiche di vendita. Il fatto è che rispetto a qualche anno fa c’è stato un cambiamento epocale. I ragazzi di oggi leggono molto di più rispetto ai loro fratelli maggiori. E anche dei loro genitori: “In Italia, il 61 per cento degli adulti non legge neanche un libro all’anno”, ricorda Roberto Denti, fondatore e animatore insieme alla moglie Gianna Vitali della Libreria dei ragazzi di Milano. Il sospetto è che i ragazzi di oggi leggano anche più dei loro professori: “Ho alunni che in un anno prendono in prestito 30 libri della biblioteca scolastica”, racconta Carmine Abate. Questo scrittore docente meridionale trapiantato al Nord tiene il polso della lettura dei giovani italiani in due situazioni molto diverse: dal Trentino “pieno di biblioteche pubbliche belle come monumenti” alla Calabria, dove il premio di narrativa per ragazzi che Abate ha organizzato con la Comunità montana dell’Alto crotonese è una mosca bianca.
“Ma i gusti sono gli stessi: quello che conquista i miei alunni piace anche ai giurati”, assicura.
Per capire quanto la situazione è cambiata basta conforntare due classifiche: i libri più letti dagli adolescenti nel 1997 e nel 2007. Nel ’97 vincevano i classici “obbligatori” (“Il fu Mattia Pascal”, “I Malavoglia” e “Se questo è un uomo”), dieci anni dopo invece i bestseller sono i libri di Moccia (editi da Feltrinelli) e i fantasy. È successo qualcosa di grande: i ragazzi di oggi leggono per piacere, non per compito:
Scrittori, editori e librai lo sanno ma la scuola anche in questo si fa trovare impreparata a tenere il passo con gli studenti. E diventa controproducente. Far capire ai ragazzi che leggono libri stupidi, significa fargli perdere fiducia nei propri gusti. E non è una buona idea. “I docenti devono consigliare libri mirati: non è possibile che lo stesso titolo vada bene per tutta la classe, e per decine di anni di seguito”, commenta Eraldo Affinati, che anche se ha curato una introduzione al “Diario di Anna Frank” per la Einaudi, ai suoi allievi della Città dei ragazzi romana legge “Il richiamo della foresta” di Jack London: “Tutti si identificano con Buck, il cane in fuga”. Conferma Denti: “A chi ha amato Moccia si può consigliare altro: già Camilleri è un passo avanti. Ma devono sempre essere consigli buttati lì, senza la spocchia di chi dice: leggi questo, è molto meglio del libro che hai scelto tu”.
E invece. Già durante l’anno la scuola fa passare la voglia di leggere (“Anche un grande romanzo come “I promessi sposi” a scuola diventa noia mortale”, commenta Denti: almeno in vacanza “lasciate i ragazzi liberi di leggere quello che vogliono!”. Nessuno mette in dubbio che Primo Levi sia meglio di Moccia. Ma anche ammettendo che i libri di evasione siano libri di serie B, chi legge libri di “serie B” prima o poi può passare in serie A. Mentre chi non legge da piccolo, non leggerà da grande. Da “Harry Potter” a “Dorian Gray”, da “Tre metri sopra il cielo” a “Orgoglio e pregiudizio”, il passo non è troppo lungo per un adolescente. Il dibattito è aperto. E coinvolge tutti gli addetti al mondo del libro. Intanto Abate un consiglio di lettura lo dà ai professori: “Dovrebbero leggere i libri che fanno impazzire i giovani, per parlarne in classe. Se un ragazzino passa ore e ore in compagnia di un libro, vuol dire che quel libro qualcosa di buono ce l’ha. E poi, una volta conquistata la loro fiducia, allora sì che potranno consigliare qualcosa di più serio”.

di Angiola Codacci-Pisanelli

Nessun commento: