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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

agosto 27, 2009

Mole , il grande restauro. Ingabbiata per un anno.

Prepariamoci. Sarà spettacolare. Con gli uomini ragno che saltellano sulla pancia del simbolo di Torino per suturarne le ferite inflittegli dal tempo. E pazienza se la Mole Antonelliana dovrà indossare per quasi un anno una specie di vestito mobile. Sarà bella lo stesso, o meglio, starà rifacendosi il trucco in occasione del 2011. Si tratta di un cantiere-evento e per una volta non si tratta di un luogo comune. Era dall’estate del 1953 che delle transenne non erano salite tanto in alto. Dai giorni successivi alla terribile tromba d’aria che decapitò la guglia del gioiello di Antonelli. La punta della Mole collassò colpendo anche il rivestimento della cupola: allora saltarono decine di lose in pietra di Luserna. Oggi però sono ben 350 le «tesserine» grigie che necessitano di un accurato restauro. «Le condizioni del manto - spiega Sergio Brero direttore alla Divisione edifici storici - che appare ben ancorato ed è stato controllato all’inizio degli anni '80, durante un intervento di manutenzione straordinaria, risultano buone in generale, ma sono numerose sia le lastre sia i costoloni lesionati ed ora incollati e bloccati con staffe in acciaio inossidabile. Tali elementi dovranno essere analizzati per verificare l’efficacia degli interventi eseguiti nel passato o per verificare la presenza di nuove lesioni». Aggiunge: «Le stelle in ghisa che risultano rotte sono, invece, numerose. Tale situazione non è da sottovalutare, in quanto le stelle costituiscono i capochiave delle chiavarde di ancoraggio del rivestimenti con i costoloni interni, ossia bloccano i costoloni che a loro volta ancorano le lastre; un movimento o un cedimento di un costolone potrebbe provocare lo spostamento di almeno quattro lastre con conseguente rischio di distacco».Come si diceva, mentre la punta della Mole è stata più volte riqualificata (l’ultima nel 2004, che seguiva un intervento analogo del 1961), la sua «cupola» non è mai stata oggetto di un autentico cantiere. «Sì, periodicamente controllavamo la tenuta del rivestimento - spiega l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri - attraverso l’impiego di rocciatori che si arrampicavano sul monumento simbolo della città. Ma un cantiere tanto lungo ed elaborato non era mai stato allestito in passato».L’intervento, per mettere fine alle sofferenze della Mole, costerà 660 mila euro. E non si può rimandare. Nessun pericolo per i passanti, per carità, perché ogni pietra del rivestimento è stata messa in sicurezza, ma l’intervento va fatto: «Ci sono sigillature con il silicone da rinfrescare, stelle di ancoraggio da sostituire». I lavori partiranno a novembre e dureranno circa un anno.Ma come si presenterà il cantiere? Si userà un lenzuolone per avvolgere il simbolo di Torino? Oppure si rivestirà la Mole con un enorme cartellone pubblicitario? O ancora, come accadde per il Duomo di Modena, si vestirà il cantiere con un’opera d’arte in grado di sollevare polemiche? «Niente di tutto questo - tranquillizza l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri - procederemo per gradi, anche perché sarebbe impensabile riuscire a transennare tutta la circonferenza della Mole in un’unica soluzione. Suddivideremo la cupola in diverse parti e avanzeremo con i lavori poco per volta. Sapremo dosare l’intervento». I lavori in corso - assicurano in Comune - non avranno alcuna ricaduta né sull’apertura del Museo del Cinema né sul funzionamento dell’ascensore interno. «Si tratta di un lifting molto profondo ed accurato che interesserà soltanto la superficie esterna del monumento - spiegano ancora all’assessorato alla Cultura - e non andrà a interferire sul funzionamento delle attività interne alla Mole». Il Museo del Cinema è pronto a diventare protagonista di un film sui lavori. «Già gli uomini-ragno - che a suo tempo montarono il “Volo di numeri” firmato da Mario Merz sulla pancia della Mole - furono immortalati da decine di videocamere amatoriali - spiegano in Comune - figuriamoci un cantiere vero, con gli operai rocciatori che in tuta bianca saltellano a 100 metri di altezza per togliere le rughe al simbolo di Torino...». Anche se non è ancora ufficiale, pare ci sia già pronta una troupe di un grande regista interessata a trasformare il cantiere storico in un lungometraggio cult.
di Emanuela Minucci lastampa.it


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