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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

agosto 04, 2009

Quando Amazon gioca a fare il Grande Fratello.

In Usa sul lettore elettronico di molti clienti scompaiono «1984» e «La fattoria degli animali»
Quante volte il vostro libraio di fiducia si è introdotto furtivamente in casa vo­stra per riprendersi quello che vi aveva ap­pena venduto (restituendo però corretta­mente i soldi da voi spesi, lasciandoli sul vo­stro comodino)? Vi è successo eccome, se siete clienti di Amazon.com — la libreria via Internet più grande del mondo — e possessori del letto­re elettronico Kindle, una specie di grosso iPod che non contiene musica ma libri, sca­ricabili via Internet senza fili e leggibili tra­mite il grande visore delle dimensioni di un libro tascabile.
La notizia, che in prossimità del 1˚aprile non sarebbe mai apparsa sui giornali perché è tanto paradossale da sembrare un prover­biale, memorabile, incredibile «pesce» è que­sta: molti clienti di Amazon che avevano com­prato le edizioni elettroniche di 1984 e La fat­toria degli animali di George Orwell si sono accorti nei giorni scorsi che quei libri erano spariti improvvisamente dal loro Kindle. E che la cifra spesa per acquistarli era stata rim­borsata sulla loro carta di credito. Un guasto? No: Amazon, con una mossa francamente in­quietante e per la quale si è immediatamente scusato, si è collegato ai Kindle dei clienti e ha cancellato senza avvisarli quei due testi, regolarmente acquistati. Amazon aveva rile­vato un problema di copyright, i responsabili delle due edizioni elettroniche non erano cioè titolari dei diritti sui lavori di Orwell, una sorta di pubblicazione abusiva. Le moda­lità certo lasciano perplessi: è chiaro che i clienti avrebbero dovuto essere almeno av­vertiti del problema. E’ così finita inevitabilmente sotto accusa la scelta fatta da Amazon di agire direttamen­te calpestando privacy, buona educazione e — garantiscono numerosi giuristi americani che via Internet si sono immediatamente sca­tenati sulla questione — in violazione del con­tratto sottoscritto dai clienti Kindle.
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Il fatto che la cancellazione dei file — su un Kindle di libri ce ne stanno a centinaia — abbia colpito proprio George Orwell, e in particolare i suoi due libri più famosi, j’accuse di quel grande contro i pericoli del totalitarismo, rende l’incidente ancora più imbarazzante. Certo, da una parte bisogna ammettere che nella giungla dei diritti d’autore è sempre più difficile orientarsi. Ma un gigante come Amazon, che ha utili di oltre mezzo miliardo di euro all’anno e varie filiali nel mondo tra Giappone, Germania, Francia, Regno Unito (non esiste Amazon Italia, però, anche a cau­sa degli evidenti problemi del nostro servizio postale che danneggiano il commercio onli­ne) dovrebbe sapere quali libri può vendere e quali invece sono off-limits per questioni di diritti. Perché la tecnologia che permette di comprare 1984 comodamente senza passare dalla libreria è la stessa che dà al Grande Li­braio il potere di riprendersi la sua merce sen­za avvisare. E, verrebbe inevitabilmente da di­re, tutto ciò è parecchio orwelliano.
corriere.it

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