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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

agosto 28, 2009

Venezia 66

«Nel 2004 avevo detto che avrei voluto fare una Mostra per chi fa i film, per chi li fa circolare e per chi li va a vedere: oggi, dopo cinque anni di rodaggio, la macchina Festival è stata messa definitivamente a regime, la velocità di crociera è stata raggiunta e mai come questa volta, dopo aver visionato poco meno di 4.000 film, la kermesse dimostra la sua natura non di contenitore, ma di vera e propria costruzione, frutto di libere associazioni e molte scelte». Così il direttore della Mostra di Venezia, Marco Muller, illustra le linee guida della 66ª edizione del Festival, in programma dal 2 al 12 settembre, che ospita il più alto numero di paesi da cinque anni a questa parte (25), il più alto numero di opere prime (16, di cui 5 in concorso, 7 in "Orizzonti") e seconde (9, tra le quali il cingalese Between two worlds di Vimukthy Jayasundara in concorso) e fa registrare – soprattutto rispetto allo scorso anno – un notevole incremento dei film provenienti dagli Stati Uniti (15), dopo la crisi produttiva dello scorso anno dovuta allo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood.I film statunitensi in gara sono ben sei, tra cui Capitalism: a love story di Michael Moore (per la prima volta al Lido), A single man, esordio alla regia per lo stilista Tom Ford, e The road di John Hillcoat, dalromanzo omonimo di Cormac McCarthy. I lungometraggi italiani sono 18, compresi i quattro già annunciati. Si nota, invece, la carenza di opere provenienti dai paesi latino-americani, con l'eccezione di due brasiliani presenti in "Orizzonti", il documentario Viajo porque preciso, volto porque te amo di Marcelo Gomes e Karim Ainouz e Insolaçao di Felipe Hirsch e Daniela Thomas, quest'ultima aiuto-regista in molti film di Walter Salles, cineasta che proprio durante la Mostra di Venezia (venerdì 4 settembre) riceverà il Premio Bresson, attribuito dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dalla «Rivista del Cinematografo» al regista che si sia maggiormente distinto per la ricerca sul significato spirituale della vita. Tre film a sorpresa (uno sicuramente statunitense) saranno annunciati il 5 settembre per Venezia 66, l'11 settembre per "Orizzonti" e il 12 per il "Fuori concorso".Per il direttore artistico è difficile individuare un filo rosso: «Ad emergere con forza da ogni singololavoro e nelle forme più differenti sono le sfaccettature del nostro presente». Inoltre, nonostante lacrisi economica, la selezione dimostra quanto «il cinema continui ad essere vivo, forte, capace ancora oggi di rappresentare e sperimentare attraverso diversi livelli espressivi».Oltre a Michael Moore riceverà il "battesimo" del Lido Fatih Akin, regista di Soul kitchen. Tra gli ospiti ormai "di casa", Todd Solondz e Shinya Tsukamoto, entrambi in concorso con Life during time eTetsuo The Bullet Man. Non ci sarà, invece, Giorgio Diritti, che era stato invitato a presentare L'uomo che verrà nella sezione "Orizzonte". Tra le altre novità di quest'anno la Sala Perla 2 da 450 posti, destinata alla Sic e alle Giornate degli Autori; la Sala Darsena (Palalido) ospiterà, invece, la sezione "Orizzonti". Potrebbero presentarsi alcuni disagi dal punto di vista logistico, a causa dell'imminente cantiere per la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema. Anche quest'anno, quindi, le consuete proteste potrebbero accompagnare la mostra.

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