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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

dicembre 15, 2009

L'arte dell'Africa Sub-Sahariana

Oggi più che mai l'Africa è fonte di sfide e di opportunità, non solo per via delle sue potenzialità umane, naturali ed economiche ma anche per la ricchezza del suo patrimonio culturale e per la vitalità e l'originalità della sua arte.
Con lo scopo di contribuire a far conoscere al grande pubblico l'arte contemporanea africana, il Complesso del Vittoriano ospita una significativa mostra in cui sono esposte ottanta opere tra dipinti, sculture, installazioni e video di trenta artisti di diverse generazioni, nati nei Paesi dell'Africa Sub-Sahariana.
Il curatore della mostra, il professor André Magnin, sottolinea l'originalità delle opere esposte, alcune delle quali inedite, e che "comportano uno shock sul pubblico, creando un forte impatto. E' una mostra che permette di far vedere la ricchezza in cultura, arte e storia del continente africano e che racconta gli artisti africani, rispettandone la singolarità".
L'esposizione è divisa in due sezioni: la prima è composta dalla "Collezione di Arte Contemporanea Africana", proveniente dalla celebre raccolta di Jean Pigozzi, il più importante collezionista di arte contemporanea africana; la seconda, denominata "ArtistiAfricani" è costituita dalle opere di artisti indicati da diverse Ambasciate di Paesi Africani.
All'interno della prima sezione i disegnatori, pittori, scultori, videasti inventano e realizzano opere che ci proiettano in universi fantasmagorici, che traggono spunto al contempo dalla realtà quotidiana, da credenze o sogni o aspirano a rivolgersi a un pubblico internazionale.
La seconda sezione è composta da opere spesso figurative e colorate, dove non predomina tanto l'interesse per la tecnica o il riferimento, quanto piuttosto una forte volontà di vicinanza con il pubblico, con l'attualità, sia locale sia mondiale.
Gli autori creano il proprio linguaggio che si richiama a immaginari prospettici, spostando i confini conosciuti dell'arte tradizionale. Essi sono riusciti a fondere sapientemente, ciascuno nel proprio ambito, il carattere individuale delle creazioni e quello collettivo della percezione delle loro opere. La mostra, che vuole proprio dimostrare come l'arte attinga la sua linfa vitale dalla molteplicità di relazioni che scorrono in ogni direzione, è estremamente interessante e porta il visitatore a scoprire un tipo di arte diversa meno conosciuta al grande pubblico e a incuriosirsi delle nuove pulsioni artistiche internazionali.
Tra le opere più interessanti vi sono "La riconciliazione è il bacio della morale" di Amani Bodo, "Senza titolo" di Pathy Tshindele, "I nuovi padroni del mondo" di Chéri Chérin, "Senza titolo" di Esther Mahlangu e "Tsunami" di Richard Onyango.

di Simone di Tommaso

Complesso del Vittoriano, Salone Centrale, con ingresso in via San Pietro in Carcere - Roma
dal 19 novembre 2009 al 17 gennaio 2010
aperto dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30.
Venerdì e sabato fino alle 23.30.
Domenica fino alle 20.30.
Ingresso gratuito
http://www.comunicareorganizzando.it/

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