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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

dicembre 28, 2009

Thoni Sorano, l’eclettismo mediterraneo

Ho sentito Thoni Sorano per la prima volta al Teatro Incontro di Pinerolo, in provincia di Torino, in uno spettacolo intitolato “L’Amore dall’Egeo al Caspio” nell'ambito della rassegna culturale “Per sentieri e remiganti”. Thoni cantava, accompagnato da tre musicisti eccezionali: Fakhraddin Gafarov , Carmelo Siciliano e Simone Amodeo . Dopo il concerto, breve chiacchierata con l'artista siciliano, giusto il tempo di scoprire che era appena rientrato da Berlino dove ha sonorizzato e musicato lo spettacolo teatrale "Aufbruch aus Troja" -Fuga da Troia- (coproduzione del Ballhaus Naunyn/ Teatroinstabile Berlino in scena al teatro Ballhaus Naunynstrasse).Ciò che colpisce del lavoro di Thoni è l'eclettismo. Il suo percorso è una ricerca continua di suoni, strumenti, tecniche...Ma in realtà non è solo per il lavoro, tutta la sua vita è sotto il segno dell'eclettismo. Thoni è musicista, cantante e ballerino. Si occupa di musica, danza e teatro, scrive, compone, monta ed esegue spettacoli di vario genere. Ha studiato danza, musica e canto con vari maestri in giro per il mondo. Ma la musica e la danza lo affascinano anche dal punto di vista antropologico e culturale. E quindi esegue studi sulle musiche orientali e mediterranee (in particolare la musica sufi) presso la facoltà di Lingue e Civiltà Orientali di Roma. Oggi, oltre agli spettacoli, diffonde anche attraverso l'insegnamento le conoscenze che ha raccolto lungo il suo percorso intorno alle musiche e ai canti popolari del Mediterraneo. Quella per l'Oriente profondo sembra una attrazione irresistibile per un artista che però si dichiara siciliano e attaccato alla sua “sicilianità”, mediterraneo e attaccato alla sua “mediterraneità”. Lo si trova spesso a vagare (artisticamente) per le pianure e le montagne dell'Asia minore: Persia, Turchia, Azerbaigian…cantando nelle varie lingue e dialetti che abitano questi luoghi così misteriosi per l'immaginario occidentale. Ma non è assolutamente una contraddizione. In effetti l'artista, nato a Siracusa, ha una visone molto interessante del Mediterraneo come spazio culturale. Di questo e di tante altre cose ci parla Thoni Sorano in un incontro cordiale, qualche giorno dopo il concerto in un piccolo bar di San Salvario, il più simpatico dei quartieri popolari multiculturali di Torino.
Sei un cantante di origine siciliana, giri il mondo ma rimani attaccato alla tua terra e alla tua mediterraneità, perché?
Semplicemente citerei Socrate, Gnoti Seauton, conosci te stesso. Inoltre ricordo che una volta, a lezione di turco, la mia professoressa Anna Masala ci disse che, per ricercare all’interno della cultura orientale, non dovevamo dimenticare chi eravamo ed era necessario conoscere la cultura greca classica; quella posizione, espressa da un’orientalista, fu per me sorprendente. Direi quindi che la Sicilia è, e sempre sarà, lo spazio più intimo della mia identità; è inevitabile e onestamente trovo che sia un punto privilegiato di osservazione rispetto al Mediterraneo.
Dici di essere attaccato alla Sicilia ma poi canti di tutto in turco, persiano, azero... Cosa c'entra la Sicilia con le steppe dell'Asia Minore?
In quelle regioni del mondo ho trovato una vitalità e varietà musicale che in Sicilia non esiste più; in quei paesi si ascolta ancora musica tradizionale, s’ impara a suonare strumenti tradizionali anche come passatempo. Da noi in Italia la musica popolare è ormai stata sradicata dal proprio contesto originale, viene ricercata con nostalgia ma è relegata a scenari museali; sono solo andato là dove sentivo la vita, in Sicilia non l’ho mai sentita. Naturalmente anche in quei luoghi il mio destino è quello di essere comunque sempre uno straniero, ma lo accetto. Mi basta immaginare di sentirmi uno di loro.
Quindi la tua visione del Mediterraneo non è legata al mare, va molto oltre. Cos'è il Mediterraneo per te?
Che il Mediterraneo non sia solo mare l’ho imparato da Predrag Matvejevic, leggendo il suo famoso saggio. Quel punto di vista mi ha incoraggiato a sentimi io stesso il Mediterraneo, quindi qualsiasi senso di affinità possa avvertire rispetto a una cultura nuova è sempre l’eco del Mediterraneo che mi ci conduce.
Ti capita di suonare queste musiche nella tua città di origine? Se sì, qual è la reazione della gente a queste tue contaminazioni?
Ricevo annualmente proposte per esibirmi nella mia provincia ma poi cadono nel vuoto anche perché si pretende che gli artisti locali, se non raccomandati, suonino gratis. Tutto questo mi rattrista perché è proprio nella mia terra che sarei felice di dare un esempio di dignità. La verità è che in Sicilia le persone capaci e creative non hanno soldi mentre quelle in carica alle istituzioni sono totalmente disinteressate alla cultura. Non so, magari se finisco in tv a qualche rissa m’invitano e mi pagano pure!
Nel tuo ultimo disco "Principia" hai inserito una cover della celebre canzone popolare "Vitti 'Na Crozza" (già interpretata da artisti come Domenico Modugno, Amalia Rodriguez, Gabriella Ferri etc), hai inoltre incluso in questo brano le voci di Pippo Fava e di Paolo Borsellino trasformandolo in un canto "Antimafia", quali sono i motivi di questa scelta?
Volevo restituire dignità a questo brano dal testo così profondo e lirico, che è stato spesso confuso con una banale tarantella; per questo ho scelto di arrangiarlo con uno strumento turco, il saz suonato da Carmelo Siciliano; questo strumento solitamente accompagna i canti poetici. Riguardo le voci di Fava e Borsellino, le ho scelte perché furono entrambi assassinati dalla mafia pochi giorni dopo aver pronunciato quelle parole, considero quindi quei discorsi come una specie di loro eredità. Il loro coraggio e senso di dignità è comprensibile se si ascolta con attenzione il contenuto di quelle dichiarazioni.
Progetti nel futuro prossimo?
Continuano i concerti con il maestro Fakhraddin Gafarov e con Carmelo Siciliano, con i quali abbiamo realizzato un repertorio di canzoni d’amore tradizionali dal titolo “L’Amore dall’Egeo al Caspio”; in febbraio riprenderò lo spettacolo “Malpelo e Iqbal” e la perfomance “Help the Child Within” nella quale, in un mix di musica elettronica e acustica, si parla dell’uso e abuso delle armi da fuoco. E poi, incrociamo le dita, un disco nuovo.
Per approfondimento, vedere i progetti e ascoltare alcuni brani di Thoni Sorano:

di Karim Metref http://www.babelmed.net/



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