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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

gennaio 12, 2010

Leonardo ritrovato: Il profilo della bella principessa

Dal 20 Marzo al 15 Agosto 2010 si potrà ammirare il “Profilo della bella principessa”, opera attribuita al grande maestro Leonardo da Vinci e realizzata alla fine del 1400. Un grande capolavoro su pergamena che sarà esposto in Svezia a Goteborg, nell’Eriksbersghallen all’interno di una rassegna artistica interamente dedicata ad altri due grandi artisti italiani dell’epoca rinascimentale: Michelangelo e Raffaello.
Questo ritratto ha origine negli anni intorno al 1490, quando Leonardo da Vinci era ancora molto giovane e nella sua bottega lavorava interamente da solo, perché non aveva ancora il denaro sufficiente per pagarsi un assistente. Secondo Martin Kemp, massimo esperto mondiale sulle opere di Leonardo da Vinci e docente di storia dell’arte a Oxford, il dipinto raffigurerebbe Bianca Sforza, figlia del duca di Milano Ludovico Sforza, detto il “Moro” , la cui reggenza nel capoluogo lombardo durò fino all’anno 1500.
Di questo lavoro si erano perse le tracce fino al 1998, quando venne battuto all’asta da Christe’s per la cifra di 19.000 dollari. Già ora vale più di cento milioni di euro. Inizialmente si pensava fosse attribuibile alla scuola tedesca del 19° secolo. Il compratore Peter Silverman, un canadese incuriosito dai tratti e dalla bellezza dell’opera, decise di sottoporre la pergamena affidandola ad una equipe di esperti per una serie di analisi approfondite con lo scopo di capirne la provenienza e confermarne l’autenticità.
Non c’è voluto molto, grazie alle moderne tecniche di analisi del carbonio, a collocare il ritratto in un periodo temporale compreso tra il 1140 e il 1650. A dare una svolta definitiva al processo di indagine è stato il successivo ritrovamento grazie alle analisi multispettrale (un particolare tipo di studio fotografico basato sulla stratificazione dei colori) di una impronta digitale, molto simile a quella ritrovata in un’altra opera di Leonardo da Vinci, il “San Girolamo”, conservato nei Musei Vaticani.
Il dipinto sulla pergamena inoltre presentava elementi stilistici particolarmente coincidenti ad altri alcuni lavori giovanili di Leonardo conservati nel castello di Windsor: l’uso del gesso, il tratto e soprattutto l’uso della mano sinistra da parte dell’artista, che da sempre ha contraddistinto l’opera di Leonardo da Vinci, che era per l’appunto mancino. La conferma della paternità dell’opera è stata poi data professor Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale da Vinci e facente parte del team di esperti che ha partecipato al lavoro di riconoscimento.
La Svezia avrà così la possibilità di ammirare il tratto e il genio di uno dei nostri più grandi artisti e uomo di scienza. Speriamo di poterlo ammirare anche noi al più presto e dal vivo. Da sempre l’arte italiana vanta capolavori, patrimonio della nostra cultura la cui bellezza non invecchia mai e che tutto il mondo ci invidia.
di Adriano Ferrarato wakeupnews

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