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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

gennaio 21, 2010

Shodo: l'arte della scrittura


In Occidente la parola "calligrafia" evoca esercizi di bella scrittura di altri tempi, l'opera paziente e minuziosa degli amanuensi,ma certamente niente che sia affine alla pittura o alla crezione artistica in senso stretto. In Oriente invece la calligrafia è intimamente legata alla pittura, è una vera e propria forma d'arte... anzi, qualcosa di più: una pratica di vita.
La parola Shodo , che viene comunemente tradotta con "arte della calligrafia", è composta da due ideogrammi che significano rispettivamente "arte della scrittura" e "via, percorso morale, insegnamenti di vita". Una traduzione che consente di avvicinarsi di più al suo significato più profondo è dunque "ricerca e comprensione della vita tramite la pratica della calligrafia".
E' quindi innanzitutto una disciplina che implica un lungo apprendistato e una pratica costante. In Oriente, come detto, è intimamente legata alla pittura, ne è anzi il fondamento. Un buon pittore è prima di tutto un buon calligrafo, dal momento che l'apprendimento delle due arti avviene parallelamente: entrambe infatti sono accomunate dai medesimi principi, utilizzano i medesimi materiali e si eseguono con procedure analoghe.
Come la vera pittura l'arte dello Sho richiede innanzitutto la padronanza del tratto, l'immediatezza del gesto, la continuità del ritmo, il controllo della forza impressa al pennello e non tollera ritocchi o correzioni.
Così si comprende perchè sia necessario dedicarsi all'esercizio costante della tecnica dei tratti che consente di arrivare alla spontaneità del gesto, approfondire la conoscenza dei materiali, attenersi ad una metodologia rigorosa, nonché arricchire la propria interiorità.
Ciò detto emerge una domanda: che cosa si scrive? Una parola, una frase, una poesia, una preghiera... ciò che importa è riuscire a trasmettere lo spirito, il senso, l'emozione o cos'altro si desidera sul foglio, in modo che le parole colpiscano prima gli occhi di chi le osserva, per poi andare più in profondità.
Lo Shodo è un'arte antica che si pratica con strumenti tradizionali e tuttavia sempre aperta a qualsiasi possibilità di arricchimento dello spirito e di espressione. Sono i suoi principi, sopra citati parlando della pittura, che restano immutati.

Pare che un grande maestro di calligrafia riferendosi al modo con cui impugnare il pennello abbia detto: "Se intendi scrivere un tratto, una linea, una curva, sia nello stile regolare che nel corsivo devi scrivere con tutta la tua forza". In altre parole ogni tratto, ogni ideogramma è un'espressione della forza dell'artista, intesa come la sua interiorità, la sua anima.
Una composizione rigida, regolare non si può chiamare calligrafia. La simmetria è abbandonata per realizzare una prospettiva spaziale con più fuochi. Si ricerca l'equilibrio nell'irregolarità e nell'asimmetria. Anche quando i tratti del pennello e i caratteri sono organizzati in posizioni apparentemente sbilanciate, vi è tuttavia uno scheletro stabile che lega ogni elemento e ne costituisce l'armonia.
Un altro grande calligrafo e poeta diceva: "Lo spirito deve essere tondo e il principio con cui si scrive è il cerchio". I gesti del calligrafo infatti si compiono su percorsi circolari, senza soluzione di continuità, immediati e ritmati.
Su un foglio bianco di carta di riso le tracce di un pennello espandono inchiostro nero. Linee scure, morbide, sinuose, forti, energiche, aspre, sembrano disporsi casualmente nello spazio, in libertà. Ad uno sguardo appena più attento subito appare evidente un ordine di composizione, emergono rapporti di pieni e vuoti, armonici e contraddittori. Si percepisce un ritmo, un fluire di gesti, una variabilità dell'intensità e ancora dell'altro, qualcosa che affascina lo spirito e lo rapisce in contemplazione, la stessa in cui è immerso l'artista mentre realizza l'opera.
Se volete avvicinarvi allo studio dello Shodo un primo passo potrebbe essere la lettura di questo breve manualetto introduttivo sulla tecnica dello stile fondamentale (in italiano) ad opera del maestro Nagayama Norio, che dopo una rapida introduzione storica e teorica, illustra con chiarezza come procedere per realizzare una buona opera di Shodo, presentando tutta una serie di esercizi di difficoltà gradualmente crescente. Più numerosi invece i titoli disponibili in lingua inglese.
La rete offre, a dire il vero, pochi siti veramente originali sull'argomento, tanto in italiano quanto in inglese, molti sono spesso i cloni di altri già presenti o comunque non forniscono notizie diverse da quelle già lette altrove. Su tutti questi potete comunque trovare qualche accenno alle differenze tra i vari stili di calligrafia giapponese (e, ovviamente, cinese, poichè è dalla Cina che quest'arte è poi arrivata nel Paese del Sol Levante), alla nomenclatura dei materiali necessari e alcune note storiche. Si veda per tutto questo ad esempio qui.
Di qualità decisamente superiore e, a mio parere, miglior sito (per quanto commerciale) offerto dal web sullo Shodo è quello dedicato all'arte di Eri Takase, non tanto per le informazioni contenute, quanto per la meravigliosa qualità e l'enorme quantità di opere riprodotte, suddivise per categorie.
Per chi invece desiderasse provare a praticare lo Shodo è d'obbligo una visita virtuale prima e fisica poi (se possibile) ad un centro Surimono. Il sito internet non è sicuramente di facile navigabilità, ma nei negozi troverete tutto il materiale necessario, originale e a costo contenuto, per provare a cimentarvi con la calligrafia giapponese.
Io stesso mi dedico allo Shodo, sebbene in veste di completo principiante. Nonostante questo, le mie calligrafie su carta di riso costituiscono in genere un'ottima alternativa ai più banali biglietti di auguri in occasione di matrimoni, lauree, inaugurazioni, compleanni o qualunque altra occasione particolare.

spazioinwind.libero.it/culturatradizionalegiapponese

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