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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

marzo 24, 2010

Aggressività e aggressione

L’aggressività, che cosa è veramente? E’ solo una parola a cui associamo subito pensieri negativi o possiamo pensare che riguarda un aspetto positivo di noi? Se andiamo a vedere l’etimologia della parola aggressività possiamo già capire alcune sfumature. Aggressività viene dal latino ad-gredior che significa “andare verso”, si tratta di un movimento volto a cambiare le situazioni e le persone intorno a sé, volto a chiedere e prendere quello di cui si ha bisogno o ad allontanare quello che non ci piace. Un movimento a volte deciso e forte ma altre volte giocoso e affettuoso. Giocoso in che senso? Pensiamo a un bambino piccolo quando vuole misurarsi con la propria forza in giochi di lotta, sia con i pari ma in modo particolare con gli adulti; possiamo notare come i ragazzi adorano essere “schiacciati” su un materasso o sul divano, essere sbatacchiati, si divertono a fare il solletico, essere tirati… e tutto questo non ha niente a che fare con la cattiveria e la distruttività. Nel senso comune invece spesso tendiamo ad assimilare l’aggressività all’Aggressione. Questo abbinamento, aggressività = violenza come qualità negativa, non ci aiuta a capire l’aggressività nella sua completezza e nei suoi funzionamenti sani. Quando accade che l’aggressività può alterarsi? Possiamo dire che nel momento in cui al bambino non viene permesso di esprimere apertamente la sua forza, perchè si scontra continuamente con attacchi e critiche, comincia a vivere nella sfiducia e facilmente perde la possibilità di raggiungere i suoi obiettivi muovendosi con tenerezza, sensibilità e affettuosità nei confronti del mondo. Perdendo la capacità di vivere serenamente la sua aggressività “affettuosa”, di esprimere la sua forza in modo pieno e aperto, accumulerà sempre di più rabbia e rancore che sfocerà all’esterno con episodi di violenza. In questo caso l’aggressività originaria si altera e diventa aggressione. Nello sviluppo dell’aggressività vi sono differenze tra maschi e femmine. Alle bambine vengono date regole di comportamento che limitano le capacità esprimere pienamente la loro forza, devono essere educate, stare al loro posto, viene così meno la capacità lanciarsi in progetti importanti e viene meno l’autostima. Con i bambini si è più tolleranti e compiaciuti verso i modi forti e bruschi, i movimenti intensi, la lotta, i giochi violenti . Se le bambine vengono spinte alla fragilità e la passività, ai maschietti tutto questo viene inibito e negato, con il risultato che qualsiasi movimento è privo di tenerezza. Sicuramente possiamo dire che la famiglia oggi riesce a fare poco da filtro rispetto a messaggi negativi che vengono da fuori, i bambini sono spesso soli davanti a modelli di successo, di potere, che trasmettano la sensazione di non essere mai all’altezza, alimentano la rabbia che si trasforma nell’essere disposti a tutto per avere quello che si vuole. Tenerezza, calma, sentirsi appoggiati e guidati sono sempre meno presenti nella dimensione emotiva.

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