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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

aprile 13, 2010

Io c'ero

Paolo Fresu, flicorno, tromba, effetti
Ralph Towner, chitarre classica e baritono

Un concerto che ci ha riscaldato, all'interno di un intimo e confortevole teatro, mentre fuori il freddo inverno del 2010 non ne voleva sapere di lasciare il posto all'imminente primavera. I musicisti hanno voglia di suonare, nonostante un "intensa tournee europea" (il giorno precedente erano avvolti nella neve di Berlino), ha rivelato Fresu durante la presentazione dei primi tre brani, ed una prossima negli States. Nove le composizioni eseguite, sette delle quali compaiono nella scaletta dell'unico disco finora pubblicato, nato da una telefonata di Towner a Fresu, ben contento di partecipare ad un'incisione ECM. Si parte con "Punta Giara", quasi a ricordare il primo incontro fra i due vent'anni fa, per un progetto sulla musica sarda commissionato a Towner. Il morbido, altalenante e toccante suono del flicorno recita la parte principale, come peraltro la chitarra classica. Ma quando Fresu utilizza la tromba con la sordina per eseguire ‘Blue In Green' della gloriosa coppia Davis/Evans, chiudendo gli occhi ci potrebbe apparire, come per incanto, il carismatico Miles. Rispetto al disco, i due rivisitano con eleganza due altri standard, "I fall in love too easily", il secondo brano di tre bis e "Beautiful Love", quasi un collegamento alla poetica evansiana. Molto bello il quinto brano in programma, ancora senza titolo ci dice Fresu a fine concerto, che conferma l'eccellente qualità della scrittura di Towner. I brani iniziano quasi sempre con un'introduzione più o meno lunga del chitarrista su cui si inserisce con delicato tempismo il fiato di Fresu.
Ottime, tecnicamente inappuntabili e fantasiose, le improvvisazioni di entrambi. Peccato che Towner non abbia portato con sé anche la chitarra a 12 corde, la cui sonorità la rende subito riconoscibile ad un "blind test". Applausi, tre bis come già detto, per una durata complessiva di 90 minuti di musica che ritempra lo spirito e mette tutti di buon umore.
di Giovanni Greto Jazzitalia.net

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