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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

settembre 21, 2010

Anche i moralisti frodano il prossimo


La notizia non ha avuto molta eco sulle pagine dei giornali italiani, ma negli Stati Uniti è stata ripresa addirittura dal New York Times, per ben due volte. Marc Hauser, professore di psicologia all’Università di Harvard e biologo evoluzionista, uno dei massimi esperti di neuropsicologia cognitiva comparata (la disciplina che confronta le prestazioni cognitive di umani e animali) avrebbe falsificato i dati di uno studio pubblicato nel 2002 sulla rivista Cognition nel quale dimostrava come le scimmie siano in grado di comprendere semplici regole algebriche e di discriminare tra diversi tipi di operazioni. Lo ha dichiarato pochi giorni fa il direttore di Cognition, lo psicolinguista Gerry Altman, che sul suo blog spiega nel dettaglio come è giunto a queste conclusioni e fa anche un interessante distinguo tra il concretto di frode scientifica e di errore nel disegno sperimentale, esprimendo pubblicamente la difficile situazione in cui si è trovato nel momento in cui ha dovuto prendere una decisione sul caso in questione.
La colpa di Hauser sarebbe quella di aver falsificato l’esperimento di controllo. Gli studi di psicologia cognitiva prevedono infatti che gli animali siano sottoposti a uno stimolo test il cui risultato deve essere confrontato con quello ottenuto in risposta a uno stimolo non significativo. Questo disegno sperimentale è simile a quello che si utilizza in altre situazioni, come nella ricerca farmacologica, dove l’efficacia di una nuova molecola viene messa alla prova confrontandola con gli effetti di una sostanza inerte, il placebo. Lo scopo di tutto ciò è di essere certi che il processo analizzato, o l’effetto riscontrato, non siano frutto del caso.
Come mai nessuno se ne è accorto prima e perché ci sono voluti otto anni perché Cognition, una rivista tra le più serie e sottoposta a processo di revisione tra pari, annunciasse ufficialmente il ritiro dell’articolo? Semplicemente perché nessun esperto aveva pensato di ripercorrere passo dopo passo l’analisi statistica che aveva dato luogo ai risultati: mentre le risposte allo stimolo test hanno una distribuzione sufficientemente casuale da apparire reale, le risposte alla prova di controllo mostrano un’anomala regolarità che il più delle volte è data dal fatto che sono inventate di sana pianta (oppure, nell’interpretazione più benigna, che sono frutto di un esperimento disegnato molto male). Il ricontrollo è stato fatto solo perché, nel 2007, alcuni studenti di Hauser lo hanno denunciato al rettore di Harvard ritenendo di essere stati spinti a trarre conclusioni che non convidevano al solo scopo di pubblicare su riviste più prestigiose. Dopo tre anni di indagine, l’Università ha deciso, alla fine di agosto, di sospenderlo per un anno, poiché ha riscontrato “otto gravi esempi di cattiva condotta scientifica”. Cosa si celi esattamente dietro questa formula sibillina al momento non è dato sapere, perché l’accusato ammette di aver commesso “errori” ma non di aver frodato la comunità scientifica.

Qualche avvisaglia che avrebbe dovuto destare sospetti, a dire il vero, c’era stata. Nel 1995 Hauser aveva pubblicato uno studio sui tamarini di Edipo, un primate sul quale ha fatto la maggior parte dei suoi esperimenti, nel quale affermava che questi erano in grado di riconoscersi allo specchio. Un altro psicologo, Gordon Gallup, aveva chiesto una videoregistrazione e dopo un po’ Hauser aveva ammesso di non essere riuscito a replicare i risultati. Anche nel caso dello studio di Cognition ci sono dei videotape nei quali si vedono le scimmie impegnate solo nella condizione di test e non in quella di controllo. D’altronde chi va a guardare i video dei controlli? La parte interessante di uno studio è sempre quella in cui si trova ciò che si cerca! E poiché non sono molti gli studiosi che nel mondo hanno a disposizione colonie di primati per studi di questo genere, Hauser ha potuto pubblicare i suoi articoli senza temere troppo che ad altri venisse in mente di rifare tal quale il suo lavoro. Ora, poiché molti dei suoi esperimenti arrivavano alla conclusione che le scimmie si comportano spesso come i piccoli umani, se si dimostrerà definitivamente che la pratica della falsificazione è una costante del suo lavoro, bisognerà anche rivedere molte convinzioni sulle funzioni cognitive dei primati.
Nella storia di Hauser ci sono diversi elementi che, umanamente parlando, lasciano attoniti (in primo luogo, per chi legge la vicenda dall’Italia, l’idea che la denuncia sia partita dai suoi stessi dottorandi!). Si tratta infatti di uno studioso di primo piano, uno dei padri della teoria della morale naturale. Per molti anni, infatti, si è dedicato allo studio delle basi della morale negli animali e negli uomini, riscontrando nella nostra specie una sorta di “codice innato” (che lui chiama grammatica morale, per analogia col concetto di grammatica generativa di Noam Chomsky) condiviso a tutte le latitudini e indipendentemente dagli aspetti culturali. Tra queste regole di base si annoverano, per esempio, la riprovazione per l’omicidio, la distinzione tra danno intenzionale e accidentale e quella tra danno per azione (più grave) e danno per omissione (meno grave). Il suo pensiero sulla morale naturale è ben riassunto in un libro di grande successo, Menti morali, edito in Italia da Il Saggiatore, nel quel spiega benissimo anche la distinzione tra conoscenza della morale e rispetto delle regole morali. In sostanza, tutti sappiamo che frodare il prossimo non è un gesto elegante, ma alcuni lo fanno anche se sanno di compiere un atto riprovevole e di rischiare l’espulsione dalla comunità scientifica.


di Daniela Ovadia Le Scienze-Scientific American
Marc Hauser

1 commento:

Anonimo ha detto...

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