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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

ottobre 04, 2010

Scuola e università in movimento, nasce la “Rete della Conoscenza”




Siamo studenti medi, universitari, dottorandi e accademici. Siamo quelli che tutti i giorni vivono le scuole, le università, le accademie, i conservatori, i centri di ricerca, gli istituti di formazione professionale. Molti di noi hanno già partecipato alle tante mobilitazioni in difesa di un sapere pubblico e accessibile a tutti, altri si sono mobilitati per la prima volta in occasione del primo giorno di scuola, siamo generazioni diverse ma condannati ad un destino simile fatto di precarietà e angoscia per il futuro.

Per questo ci siamo riuniti lo scorso week end in una grande assemblea nazionale a Terni per fondare la Rete della Conoscenza. In rappresentanza di più di cento associazioni locali aderenti a Unione degli Studenti e Link-coordinamento universitario, in più di 250 tra studenti e studentesse, ci siamo confrontati in vista della già fitta agenda delle lotte per questo autunno. Abbiamo deciso di costruire uno spazio unitario e plurale, un'associazione di associazioni, per essere più forti, più organizzati, per avere un megafono più altisonante. In gioco c'è il nostro futuro, c'è la possibilità di contribuire ad un cambiamento radicale di un paese ormai ridotto alla balcanizzazione culturale e sociale. In gioco ci sono le nostre vite, troppo spesso ridotte a statistiche di consumo, ad un pezzo di audience sempre più appetibile per il mercato pubblicitario.

Il nostro è uno spazio nuovo di partecipazione, è uno spazio libero, autonomo e plurale. Serve una spinta nuova alla politica, che interpreti le esigenze delle nostre generazioni non in modo strumentale ma scavando in profondità. Siamo il paese della fuga dei cervelli, della migrazione da nord a sud per garantirsi un'opportunità di lavoro e di studio, della disoccupazione giovanile al 30%, siamo il paese dove la precarietà è diventata condanna esistenziale alla schiavitù per milioni di persone. Vogliamo lanciare una sfida alla politica troppo spesso sorda e distante. Siamo convinti che mettere al centro dell'agenda il tema del “sapere per sapere essere” sia il terreno più fertile per costruire l'alternativa al berlusconismo, è l'unica strada per riavvicinare milioni di giovani alla partecipazione e alla politica.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come facemmo meno di due anni fa durante l'Onda, quando lanciamo un grido d'allarme alla politica e al paese tutto, chiedendo attenzione per il futuro a rischio delle nuove generazioni, chiedendo di ritirare quei tagli a scuola e università che oggi, a distanza di soli due anni, sono la causa del possibile differimento dell'anno accademico nonché del paradossale licenziamento di massa dei precari della scuola giacchè gli studenti sono in continuo aumento.

Sono circa 80 i cortei già programmati in tutta Italia per l'8 Ottobre, la giornata di mobilitazione indetta dall'Unione degli Studenti in difesa della scuola pubblica che vedrà la partecipazione anche di docenti precari e non. Ma torneremo in piazza solo una settimana dopo, il 16 Ottobre, al fianco degli operai della Fiom, perchè l'attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici ci riguarda da vicino, rientra nella stessa logica di attacco ai beni comuni nel lavoro come nella formazione. E' nostra intenzione lanciare una vera e propria vertenza sul futuro per porre al centro del dibattitto pubblico l'investimento sulla formazione e sulla ricerca come investimento sul futuro dell'intero sistema/paese. Ma in gioco c'è anche la qualità della nostra democrazia, per questo abbiamo lanciato un percorso di vera partecipazione per costruire dal basso l'AltraRiforma, per scrivere insieme il cambiamento di scuola e università che sarà la base delle nostre rivedicazioni.

La Gelmini spesso ci ha accusato di essere conservatori, nei prossimi giorni dimostreremo l'esatto contrario, noi abbiamo un'idea chiara del futuro, desideriamo giustizia sociale e diritti per tutti e tutte, lei caro Ministro è l'unica ancorata ad una società prefeudale mentre noi siamo fin troppo realisti, esigiamo forse quello che per lei è impossibile realizzare, una società all'altezza dei nostri sogni.

di Roberto Iovino Micromega

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