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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

novembre 30, 2010

Disney & Dalì Amici di penna e di lenza


Un carteggio appena pubblicato svela un rapporto di affettuosa stima. Scrive Salvador a Walt: “La sera in cui ci siamo conosciuti non ho dormito”.

Le lettere che Salvador Dalí e Walt Disney si scambiarono ci fanno capire come da una felice collaborazione professionale scaturì tra i due una profonda amicizia. La corrispondenza è stata resa pubblica da poco e rivela per la prima volta che l’artista surrealista Salvador Dalí e il magnate del cinema d’animazione Walt Disney non furono soltanto collaboratori, ma anche amici intimi. Una delle cose che li avvicinò fu il comune amore per la pesca, sempre stando alle lettere scovate dagli archivisti dei Disney Studios dalle quali emerge il livello di intimità e amicizia tra il grande artista e il più celebre animatore di tutti i tempi. Salvador Dalí e Walt Disney si conobbero a un party in casa del magnate del cinema Jack Warner, fondatore della celeberrima e omonima casa di produzione cinematografica, nel 1945 e iniziarono un rapporto che li portò a collaborare al progetto riguardante la realizzazione del cortometraggio “Destino”. Scrivendo al suo “caro, carissimo amico”, Dalí diceva a Walt Disney che si sentiva “incoraggiato dal nostro comune destino” e dal fatto che “la sera in cui ci siamo conosciuti, alla fine del party sono andato a letto e praticamente non ho chiuso occhio”. In un’altra lettera indirizzata a Walt Disney e datata 2 giugno 1946, Salvador Dalí prevedeva che Destino “sarebbe diventato uno dei momenti più alti e brillanti della sua [di Dalí] carriera artistica” e aggiungeva che “attendiamo con ansia il miracolo della realizzazione tecnica e so che sei esigente e scrupoloso quanto Salvador Dalí... Non dimenticare che è proprio al culmine dell’avventura artistica che dobbiamo anche cercare di consolidare tra noi profondi legami di amicizia”. Disney e sua moglie Lillian parlavano di andare a pesca con Salvador e Gala Dalí e i Dalí scrivevano ai loro “carissimi amici” quanto erano “felici di sapere che state per arrivare... Non vediamo l’ora di vederti insieme a tua moglie per pescare quei favolosi gamberoni”.
E NELLA LETTERA che porta la data dell’11 giugno 1946, Disney scriveva: “Sono felice di sapere che siete tutti e due così entusiasti del nostro comune progetto: Destino. Faremo in modo di evitare che la fretta ci impedisca di confezionare un prodotto degno del talento di Dalí. Se ne avremo la possibilità, mia moglie ed io saremo felici di venirvi a trovare ancora un volta e di andare a pesca di gamberoni nel fiume Carmel”. Walt Disney scrisse un’altra lettera pochi giorni dopo, per l’esattezza il 3 luglio 1946, per confermare all’amico che “non vediamo l’ora di venirvi a trovare... sarà un immenso piacere”. Dalí, dal canto suo, si congratulava con l’amico per lo “straordinario successo” di Zio Remo (Un anziano piantatore di cotone che racconta leggende e favole ai ragazzi, ndt) in “Una canzone del Sud” e ribadiva che “è il trionfo di questa formula – e non ho potuto fare a meno di immaginare cosa vorrà dire per il nostro cortometraggio Destino – basata sulla ‘miracolosa fusione’ di azione e cartoni animati”. Purtroppo il lievitare dei costi portò alla decisione di accantonare il progetto del lungometraggio Destino. Ma la cosa non ebbe alcuna ripercussione negativa sulla loro amicizia tanto che i coniugi Disney fecero visita ai coniugi Dalí nella loro casa di Port Lligat, Spagna, anni dopo il loro primo incontro. I bozzetti iniziali della loro collaborazione furono a lungo dimenticati prima di essere riscoperti da Roy, nipote di Walt Disney, che finì di realizzare Destino nel 2003. Nel cortometraggio della durata di sei minuti si vedono due occhi in smoking, una parete erosa dalla sabbia del tempo e la testa di una ballerina che ruota in una palla da baseball. Quest’anno, in occasione del settantesimo anniversario dell’uscita di Fantasia, il cortometraggio Destino viene presentato per la prima volta al pubblico.
BRIAN SIBLEY , esperto e studioso del cinema di Walt Disney, ha detto: “Le idee di Dalí erano estremamente audaci e avventurose, ma Disney sembrò disposto ad accettarle – sapeva che non sarebbe stato il solito cartone animato con Topolino come protagonista”. Non di meno le lettere hanno sorpreso persino Brian Sibley. “Avevo sempre pensato che il loro fosse un semplice rapporto di collaborazione professionale. Certo non mi ero reso conto di quanto invece fossero intimi. Ma erano entrambi uomini di spettacolo e capirono immediatamente che avevano qualcosa in comune. Entrambi avevano avuto un padre molto severo e un’infanzia difficile. Ci sono nella loro vita elementi che ci fanno capire per quale ragione avvertirono immediatamente questa sorta di istintiva intimità”. Quando gli è stato chiesto se un rapporto professionale come il loro sarebbe possibile oggi, Brian Sibley ha risposto: “A mio modo di vedere John Lasseter [capo della Pixar] è una specie di Walt Disney moderno. Non mi è difficile immaginare che potrebbe collaborare con un artista contemporaneo, che so, con uno come Damien Hirst, ad esempio. È possibilissimo che un realizzatore di film d’animazione del livello di Lasseter decida di fare qualcosa di sperimentale con un artista del livello di Damien Hisrt”.
di Jonathan Owen (c) The Independent
Traduzione di Carlo Antonio
Biscotto
IFQ
1932, da sinistra: Salvador Dalí, Walt Disney, Gala Dalì e la signora Disney (FOTO OLYCOM)

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