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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

marzo 01, 2011

Il libertino e la bambola gonfiabile

A CHE PUNTO siamo col sesso? Ah, mio Dio. San Pier Paolo, accorri in mio aiuto! Sono diventati tutti matti.

Quando filmavi le orge di Salò, era evidente che il delirio politico fosse legato alla morbidezza dei corpi e della sessualità. Che si trattasse della morte dell'umanità nel desiderio di dominazione. Ma il delirio ha cambiato aspetto. Oggi tutto è clean, come si dice in francese aggraziato. Il denaro possiede il mondo, e per farlo ha steso un velo nero fra il popolo e la verità, fra il popolo e la sua legittima aspirazione alla vita, all'amore, alla bellezza, alla libertà. Il popolo è pregato - anzi, pregato sarebbe troppo bello, diciamo piuttosto obbligato a consumare a colpi di stordimenti pubblicitari. In Salò s'inghiottiva merda. E lo stesso al giorno d'oggi. Solo che oggi è una merda travestita. Televisione idiota, abbuffate malsane, letteratura e cultura industrializzate, stampa sotto controllo: suvvia, cittadino, mangia! Tutto si vende, tutto si vomita, tutto si consuma veloce, purché non si finisca mai di comprare.

Che resta da vendere quando tutto è già stato venduto? Ma certo, quello che il diavolo compra: le anime. Arthur Rimbaud parlava di «possedere la verità in un'anima e un corpo». Non separava l'anima e il corpo perché sono inseparabili. Chi vive nella gratuità, nella bontà, nell'onestà, possiede la verità nella sua anima e nel suo corpo. Chi vende la sua anima, vende il suo corpo. E viceversa. Oggi la corruzione delle anime è nascosta sotto l'aspetto ingentilito dei corpi. A che punto siamo con i corpi? Beh, ecco una buona merce. Assistiamo all'orrore dei traffici di esseri umani e di organi. Ma coloro che si dedicano a queste infamie sono barbari, mentre altri hanno modi molto più raffinati di trattare i corpi umani come cose o vacche da mungere. Una certa industria farmaceutica, per esempio, che prima di tutto vuol vendere i suoi prodotti anche quando sa che sono pericolosi. Una certa medicina, che fabbrica e traffica gli embrioni, li mette nel congelatore e li tira fuori come volgari pezzi di carne. Una certa chirurgia, che vi prende il grasso dalle chiappe per mettervelo sugli zigomi, che vi aspira lo strutto qua e là, tira la vostra pelle e vi riempie le tette, le labbra, i muscoli, vi accorcia questo e vi gonfia quello, vi trapianta sul cranio capelli allineati come piante di mais transgenico…

LIBERO DESIDERIO IN LIBERO CORPO

ECCOVI CONCIATI come una bambola gonfiabile, bella, aitante, abbronzata, abbigliata e vestita all'ultima moda. Con tutto quello che vi è costato, che vi resta da fare se non vendervi? Vendervi, o anche meglio, se ne avete i mezzi, comprare gli altri. Poiché nei fatti è la stessa cosa. Ogni uomo che ricorre alla prostituzione, sia come venditore che come consumatore, è un prostituito. Ogni essere umano che con un altro essere umano contratta deliberatamente un rapporto senza gratuità, senza dignità né fiducia, si prostituisce. Questo vale per la sessualità, ma più drammaticamente vale per l'insieme delle relazioni umane. Relazioni snaturate dai preservativi mentali che ci si mette in bocca, nelle orecchie, nelle narici: per non dire, non ascoltare, non sentire la verità. E accettarla. Qualcuno chiama tutto ciò libertinaggio. Bisognerebbe dire piuttosto: il cadavere appena riscaldato del libertinaggio. All'origine il libertino è un libero pensatore. Invece il “libertinaggio” di oggi, cioè la compravendita di esseri umani, non è certo roba da pensatori o uomini liberi. Nel XVIII secolo, il libertinaggio intellettuale era rifiuto dei dogmi religiosi e rivendicazione della ragione, per poi trasferirsi nel romanzo come libertinaggio sessuale. Le relazioni pericolose di Laclos, le opere di Crébillon, all'estremo quelle di Sade, mettono in scena la crudezza delle relazioni umane attraverso rapporti sessuali o amorosi.

È una grandissima ingenuità (e ignoranza) della nostra epoca immaginare il libertinaggio come una maniera libera e affascinante, piccante, di vivere i rapporti amorosi e sessuali. Pier Paolo, il tuo Salò è un adattamento di Sade, vero? Non vi si trova galanteria.

Non vi sono la libertà né i diritti degli uomini, che sono costantemente messi in ridicolo. Ancora meno i diritti della donna, del bambino, del povero, dell'onesto, del puro e di tutti i deboli. Questi romanzi non sono apologie della liberazione sessuale, ma spietate denunce del male che opera nell'uomo e nelle relazioni sociali.

E quando oggi si considerano lo scambismo o la prostituzione come forme di libertinaggio, bisogna ammettere che sono in effetti gli ultimi scampoli di questa filosofia che non ha più niente di filosofico, niente di pensato, niente d'artistico, niente di sovversivo. Nient'altro che scambi e commercio di carni pronte, in perfetto adattamento e cieca complicità con la corruzione e l'imbecillità d'un mondo governato dal denaro.

Noi non siamo obbligati ad accettare ciò che ci si presenta come accettabile, di desiderare ciò che ci si presenta come desiderabile. Non siamo affatto obbligati a soccombere alla mediocrità, e attraversare la vita come un'anima morta. Il nostro desiderio è libero, e il nostro desiderio ci porta verso la libertà reale, che è libertà di pensare e agire nella verità, nel rispetto altrui anche (e soprattutto) nei giochi più azzardati e osé: la libertà di vivere l'amore e le sue fantasie contemporaneamente nell'anima e nel corpo, con il nostro volto autentico, il nostro volto di essere umano responsabile e degno.

di Alina Reyes - Saturno IFQ

(Traduzione di Marco Filoni)

I libri della scrittice francese Alina Reyes sono pubblicati in Italia da Guanda.

Tra i suoi ultimi titoli:

Il macellaio, Corpo di donna, La ragazza e la vergine


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mille grazie di aver pubblicato questo articolo di Alyna Reyes !!

Fenjus ha detto...

Grazie a te per averlo letto.