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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

aprile 29, 2011

Il Salone del Libro di Torino si mette la Kefiah


Dalla Palestina di Suad Amiry ai nuovi autori russi, senza dimenticare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Dal 12 al 16 maggio torna il Salone del Libro di Torino, la più importante kermesse dell'editoria italiana, con un'edizione intitolata “La memoria, il seme del futuro”. Delle difficoltà della vita in Palestina, altro Stato a cui è dedicata una parte del programma, parleranno gli autori provenienti da questa terra, a tre anni dalle polemiche sulla presenza di Israele al Salone: “La Palestina aveva già avuto uno spazio nell'edizione del 2008 – ha ricordato il direttore editoriale della kermesse Ernesto Ferrero –. Abbiamo deciso di rinnovare questa collaborazione perché mi piace molto la definizione di 'letteratura come resistenza' e non 'letteratura della resistenza'”. Agli incontri parteciperanno autrici come Suad Amiry, e poeti tra i più rappresentativi come Mourid Barghouti e Mohammad Ali Taha, ma si discuterà anche del futuro della Palestina con lo storico israeliano Ilan Pappé, il sociologo arabo Jamil Hilal e Sari Nusseibeh, rettore dell'Università al-Quds di Gerusalemme ed ex consigliere di Yasser Arafat.
RIFLETTORI accesi anche sulla Russia. Dalla patria di Dostoevskij arriveranno nuovi autori contemporanei ancora poco conosciuti in Italia. Si tratta di personaggi come Viktor Erofeev, che si definisce un “killer della letteratura socialista prostituita al potere ideologico”, autore di "Russian attack", in cui prende posizione contro le censure e le pressioni politiche sugli intellettuali. Il mondo artistico e accademico russo è lo sfondo dei romanzi di Ljudmila Ulitskaja, autrice molto apprezzata in Francia, che terrà il discorso introduttivo all'inaugurazione .
NON BISOGNA perdere d'occhio uno scrittore solitario e riservato come Sasha Sokolov: nonostante abbia pubblicato solo tre libri è già considerato un autore classico. La presenza della Russia come paese ospite sarà anche l'occasione per occuparsi della situazione del Caucaso o dei gulag, che hanno ispirato i lavori di scrittori perseguitati dal regime sovietico come Aleksander Solzenitsin e Varlam Salamov. Al di là dei paesi ospiti il filone principale di quest'edizione, I 150 anni di Unità nazionale saranno rivisti criticamente, dando spazio ad ambiti poco esplorati. Per l'occasione alcuni personaggi storici saranno messi sotto accusa, in una serie di cinque incontri, da Lorenzo Del Boca, autore di libri sul contro-risorgimento molto apprezzato dal presidente della Regione, il leghista Roberto Cota, con cui presenterà il suo ultimo lavoro, “Polentoni”. L'importanza della lingua nazionale e dei dialetti sono altri temi vagliati, mentre nell'ambito di Lingua Madre verranno analizzate le narrative regionali con gli autori più rappresentativi. Per quanto riguarda invece le questioni future, si potranno ascoltare i dibattiti di scrittori ed esperti su ambiti come la lotta la mafia, la mancanza di rispetto delle regole, l'economia globalizzata, la fuga dei cervelli, il lavoro, la scuola e l'immigrazione. Del futuro parlerà anche Slavoj Zizek, lo star-philosopher che arriva per la prima volta al Salone per una lezione sul tema “Vivere alla fine dei tempi”.
SUL TEMA della memoria si terrà la mostra “L'Italia dei libri”, che ha suscitato molte polemiche sia per i costi, sia per l'esclusione di grandi autori e grandi libri dalla selezione dei 15 grandi autori e 150 grandi opere che hanno unito gli italiani. Il curatore, Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, ieri è tornato proponendo di riutilizzare l'allestimento creando un museo nazionale del libro. "Non è una boutade per raccogliere i favori del pubblico che ascolta”, ha assicurato Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura.
di Andrea Giambartolomei, IFQ

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