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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

aprile 15, 2011

Leggere Saffo in Sardegna

FORSE L’ASSESSORE all’istruzione della provincia di Olbia Giovanni Pileri non sa che nei licei si studiano ancora le poesie di Saffo, donna i cui gusti sessuali sono talmente noti che lungo i secoli il suo nome è diventato un aggettivo per apostrofarli. Se l’assessore lo sapesse è probabile che anche la poetessa amata da Catullo finirebbe tacciata come artista «oscena e pericolosa» per le giovani menti degli studenti, proprio come è successo pochi giorni fa alla scrittrice Savina Dolores Massa. Invitata a partecipare alla rassegna “Sfogliare con classe” rivolta agli studenti del quarto e quinto anno di liceo, la scrittrice avrebbe dovuto condividere con loro la lettura della sua opera Mia figlia follia (Il Maestrale), un intenso romanzo dove la protagonista - una donna che cammina sul confine tra follia e profezia - si immagina incinta di tre uomini del suo paese, ciascuno con un segreto demone noto solo a lei. Il libro della Massa è un inno alla dignità dei cosiddetti diversi, contro l’arroganza di ogni pretesa normalità e di sicuro avrebbe avuto qualcosa da insegnare agli studenti del liceo, alle prese quotidianamente con la faticosa affermazione delle proprie molteplici diversità.
MA IL LIBRO HA UNA COLPA che agli occhi dell’assessore non poteva passare inosservata: contiene una scena carnale omosessuale, elemento giudicato «osceno e pericoloso» dai pudichi (e pavidi) organizzatori della rassegna, tanto da spingerli a ritirare alla scrittrice l’invito che aveva appena ricevuto. Sarebbe facile mettere in ridicolo la censura omofobica dell’assessore Pileri ricordandogli che a scuola per fortuna si studiano ancora le passioni di Oscar Wilde, l’amore sovversivo tra Verlaine e Rimbaud, le ambiguità di certi sonetti shakespeariani e le opere di Proust e di Pasolini, tutti geni per i quali la preferenza sessuale ha spesso fatto la differenza anche nell’espressione artistica; ma lo scandalo autentico non è che l’assessore ignori questa evidenza. Cosa assai più grave è constatare ancora una volta l’esistenza di una politica che pretende di scegliere cosa è rappresentabile e cosa non lo è sulla base del proprio orientamento personale.
NON È LA CHIUSURA MENTALE di un politico di provincia, nel senso più asfittico del termine a scandalizzarci, quanto sapere che si pretende di piegare la formazione degli studenti ai dettami di una morale stabilita nei gabinetti di un consiglio provinciale. Dopo la tentata censura degli autori ideologicamente sgraditi di cui è stato protagonista il Veneto pochi mesi fa, quello che è accaduto a Savina Dolores Massa è riprova di una classe politica che non distingue più la morale dall’arte, né la cultura dalla propaganda.
di Michela Murgia, Saturno

1 commento:

flora soppelsa ha detto...

Ho letto il meraviglioso libro della Savina Dolores e ne sono rimasta incantata. Certo ad Oristano si deve respirare un'aria speciale se ne sono uscite scrittrici come lei e la Michela!