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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

maggio 10, 2011

Giallo Mondadori. Le censure a Monaldi e Sorti


Lo strano caso di un best-seller mondiale scomparso dalle librerie Il numero monografico di “MicroMega” dal titolo “Crimini d'establishment” da oggi in libreria pubblica in esclusiva l’incipit di “Secretum”, romanzo della coppia Monaldi & Sorti, autori molto apprezzati e venduti all’estero, ma misteriosamente censurati in Italia. Anticipiamo uno stralcio dello scritto in cui Giovanni Perazzoli ricostruisce questo “giallo nel giallo”.

“Secretum”, il libro di cui avete letto l’inizio, non si può leggere in italiano, sebbene sia stato scritto in italiano. È il secondo di una serie di thriller storici ambientati verso la fine del Seicento, che hanno avuto un grande successo commerciale e di critica in tutto il mondo. Benché siano stati tradotti in 60 paesi, nessuno di essi è disponibile in italiano, ad eccezione del primo, “Imprimatur”, pubblicato da Mondadori nove anni fa, ma poi scomparso dalle librerie. Oggi l’Imprimatur italiano viene stampato in Olanda, presso l’editore De Bezige Bij. Ed è alla sesta edizione. Gli autori della saga sono due scrittori italiani, marito e moglie nella vita. Si firmano Monaldi & Sorti. (...) Sono ormai considerati due autori classici del thriller storico. Hanno aperto per due volte la fiera del libro di Francoforte. Grandi quotidiani come The Independent, Le Monde, Die Süddeutsche Zeitung, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Le Figaro hanno dedicato ai due autori ampi servizi. Il regista Peter Greenaway ha dichiarato di volere realizzare una versione cinematografica dei loro romanzi. (...) Un tempo i libri proibiti venivano distrutti, spesso insieme ai loro autori. Oggi, tutti sono contro la censura. Le logiche del potere, in democrazia, hanno bisogno della maschera (...) Ma Monaldi & Sorti hanno voluto sfidare questa nebbia postmoderna . Prima di diventare giallisti, erano giornalisti e di formazione sono filologi, con una vocazione ottocentesca ai fatti positivi. La risposta credono di averla trovata. Alquanto suffragata, visto che la stampa internazionale la riprende ogni volta che si parla di loro: il libro è stato boicottato dall’editore che lo ha pubblicato. Su pressione del Vaticano.
NEL 2007 le televisioni nazionali tedesche 3SAT e Deutsche Welle, nonché la televisione pubblica austriaca ORF, hanno mandato in onda – così riporta
Simone Berni nel suo “Il caso Imprimatur” (Biblohaus 2008) – un documentario dedicato ai libri di Monaldi & Sorti. La giornalista Imogena Doderer, autrice del documentario, costernata per aver trovato durante la sua indagine in Italia solo porte chiuse, non indugia in un’ermeneutica «debole»: «Nonostante la forte richiesta di mercato, durante il governo Berlusconi “Imprimatur” è scomparso dagli scaffali delle librerie italiane senza un commento della casa editrice, dell’editor, dell’agente. Anche il tentativo della nostra tv di ottenere una dichiarazione dalla Mond
adori o un’intervista con critici letterari italiani è andata a vuoto. L’impenetrabile azienda letteraria italiana è manovrata da logiche mafiose, e questo lo pensano non solo i due autori Monaldi & Sorti» (...).
ANDIAMO CON ORDINE
e raccontiamo quello che all’estero si scrive sull’esilio di questi gialli storici e dei loro autori. Il
primo dei libri di Monaldi & Sorti, “Imprimatur”, esce nel 2002 per Mondadori. Il libro scala inaspettatamente le classifiche delle vendite. La prima edizione va subito esaurita; “Imprimatur” si piazza al quarto posto dei 10 libri più venduti della classifica stilata dal “Corriere della Sera”. Senonché, esaurite le copie, le ristampe ritardano di settimane e le vendite si fermano. Monaldi & Sorti, però, che sono ancora in possesso dei diritti per l’estero, pubblicano il libro in traduzione e, di nuovo, scalano le classifiche. Il libro scavalca, per alcune settimane, “Il Codice da Vinci”. Vende bene in Francia come nella lontana Corea; in Bulgaria come in Olanda. Livres Hebdo (25 ottobre 2002) gli dedica la copertina e titola: «Imprimatur. Un successo
mondiale». (...) Il boicottaggio è un fatto. A questo punto, però, manca ancora il movente. In due ampie pagine, sul britannico “The Independent” (13 maggio del 2008), il movente ci viene raccontato sotto il titolo: «Un mistero papale. La vendetta del Vaticano». Due fotografie, che non ci aspetteremmo di trovare in un articolo su un romanzo storico, corredano il testo: una è di Silvio Berlusconi, l’altra di papa Ratzinger. Monaldi & Sorti, scrive “The Independent”, hanno scoperto, nell’archivio segreto vaticano, documenti in grado di comprovare un fatto imbarazzante per la Chiesa di Roma...
di Giovanni Perazzoli, IFQ

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