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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

maggio 27, 2011

Orgoglio pinguino



La love story di Gus e Waldo, i due animali gay nati dalla matita di Massimo Fenati.
Te ne accorgi soltanto a metà del libro: Gus & Waldo, i due pinguini del fumetto, sono due maschi. Perché i libri di Massimo Fenati sono sì la storia di una coppia gay, ma sono soprattutto il racconto di un amore. Sincero, profondo, con i suoi slanci e le sue crisi. Ma Gus & Waldo è anche il racconto di un fumetto nato nelle mura domestiche e poi finito in decine di migliaia di case in giro per il mondo. Quasi per caso. Racconta Fenati: “Una mattina stavo preparando il panino per Walter che andava al lavoro. E ho deciso di fargli uno scherzo, di incartarlo con un fumetto. Avevo appena letto la storia di due pinguini gay nello zoo di New York e così, in un minuto, sono nati Gus & Waldo”. Poi da quel foglietto volante sono nate altre avventure, le storie dei due pinguini sono arrivate agli amici, finché non sono giunte nelle mani di un editore. E qui è iniziata la loro fortuna. Libri stampati in Inghilterra, Australia, Sudafrica, Canada, poi tradotti in Italia, Germania, Austria, Svizzera , Brasile e Finlandia. Addirittura si parla di un film: Comedy Central il grande colosso americano di South Park è interessata a Gus & Waldo. Fenati è uno dei tanti italiani che hanno fatto fortuna all’estero. Un cervello in fuga, direbbe qualcuno. Dopo la laurea in Architettura ecco la solita amara trafila, decine di curriculum spediti senza risposta in giro per l’Italia. E uno inviato quasi per sfida a Londra, a Jasper Morrison. Ma ecco la sorpresa: uno dei pochi a rispondere è proprio il grande designer inglese. Bastano due parole e Massimo si trasferisce a Londra, comincia a lavorare con lui. Poi all’improvviso ecco che il destino, anzi, Gus & Waldo ci si mettono di mezzo. Per Fenati comincia una nuova vita: i fumetti.
LA FORTUNA dei due pinguini sta in ingredienti che l’autore sa dosare con cura. Prima di tutto, nonostante la delicatezza del tema, non è un fumetto per soli adulti. Certo, susciterà magari domande, i genitori dovranno prepararsi risposte non sempre comode, e però Gus & Waldo appassionano anche i bambini. E non li confondono, perché prima di tutto vedono amore e spesso nemmeno si chiederanno il sesso dei due protagonisti. Fenati non si stanca di ripeterlo: “È un libro su una coppia che si vuole bene, non sull’essere gay. Quando mi hanno chiesto di pubblicarlo ho pensato di cambiare il sesso di uno dei due
protagonisti, ma non mi sembrava giusto. Era questa la storia che volevo raccontare, mi veniva spontanea così”. Poi c’è l’altro ingrediente: l’ironia. Racconta Fenati: “L’umorismo è utile, riesci a conquistare il lettore facendolo sorridere. Facendolo stare bene, lui è più pronto anche ad accogliere il messaggio”. Ecco allora Gus & Waldo che all’inizio vivono in solitudine, persi in un cinema affollato di estranei che hanno la faccia di giraffe, scimmie, castori. Poi si riconoscono e scatta la scintilla. Due disegni e una frase per pagina, ecco il ritmo della storia. I pinguini corrono innamorati su due vespe: “Gus & Waldo amano sentire il vento nei loro becchi”. Così ecco l’unicità del fumetto: racconta un amore gay, ma conquista lettori di ogni tipo. Fenati assicura: “Certo, ci sono molti lettori gay, ma anche tanti eterosessuali. Ho ricevuto messaggi da mariti e mogli, mi hanno detto che quei due pinguini innamorati gli ricordavano il loro matrimonio. Le dinamiche di coppia sono universali. Ho anche degli amici che leggono il Libro dell’amore di Gus & Waldo ai figli primi di addormentarli”. Fenati aggiunge: “Non volevo parlare di omosessualità, di omofobia. Ogni volta che si raccontano storie gay si finisce per parlare di problemi. Nessuno racconta mai una semplice, serena situazione romantica. Ecco io voglio questo, magari rispecchia meno la realtà, ma abbiamo tutti bisogno di vie di fuga”. Un messaggio in contrasto con quelli più “d’urto”? “No – spiega Fenati – Penso che a volte una manifestazione della cultura gay più d’urto possa servire, anche soltanto per dire: ci siamo. Il problema non è neanche l’intolleranza, è che molti pensano che i gay non esistono. Ma al messaggio più deciso, anche provocatorio, deve seguire molto altro. In un primo stadio devi alzare la voce per dire che ci sei. Quando è chiaro che esisti, puoi anche parlare sottovoce. Serve anche un discorso più delicato. Io ho scelto questa strada perché l’altra non è nella mia natura, non ne sarei nemmeno capace”.
ECCO ALLORA Gus & Waldo che pure nella “bidimensionalità” (come dice Fenati) dei fumetti hanno caratteri profondamente diversi, si compensano: “Nella coppia c’è sempre la differenza, si rischia di pensa
re che le diversità possano creare problemi e invece portano a completarsi, ad arricchirsi. Gus è più puntiglioso, ordinato, preciso, razionale. Legge romanzi più corposi, ascolta musica classica. Waldo è quello più facilone, emotivo, che spende e spande, legge riviste trash e romanzetti da spiaggia. E ama il gossip”. Un fumetto che non nasce da una penna: “Faccio soltanto uno schizzo a matita, poi mi affido al computer che mi garantisce maggiore libertà di forme e colori. Posso aggiungere luci, effetti. Gus & Waldo vivono in un ambiente metropolitano neutro, l’ho scelto apposta perché tanti ci si possano riconoscere. Certo, si sente un’influenza italiana, perché è la mia cultura, ma anche inglese perché ormai passo la maggior parte del tempo a Londra”. Così ecco i primi tre volumi: Il libro dell’amore, Il libro del sesso (entrambi pubblicati in Italia da Tea) e Il libro del successo non ancora tradotto in italiano. Ma Gus & Waldo invecchieranno? “Nel fumetto ci sono due scuole: Mafalda non invecchia, ma cresce, tanto che Quino a un certo punto si è fermato sennò sarebbe diventata donna. E poi ci sono i Peanuts che restano sempre bambini. Anche Gus & Waldo resteranno sempre così”. Massimo parla guardando le due figure immobili, stampate su un foglio di carta. Ma capisci che lui le sente vive: “Quando li ho visti la prima volta parlare alla tv, mi sentivo come Geppetto. Un amore quasi paterno.”
di Ferruccio Sansa, Saturno

1 commento:

Elena P ha detto...

bellissimo articolo che coglie in pieno la delicatezza e l'universalita' con cui tratta del tema delle relazioni. io ero gia' una fan di Gus & Waldo, ma consiglio a tutti di conoscerli: www.gusandwaldo.com
prima ancora di comunicare cose importanti, sono semplicemente da morire dal ridere