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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

giugno 17, 2011

Oro per l'Aids



NEL MONDO della ricerca sull’AIDS qualcosa si muove. Una ricerca italiana ha sfruttato il richiamo dell’oro per stanare i virus HIV dal nascondiglio in cui si annidano durante le cure, pronti a riattivare la malattia non appena queste vengono sospese. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità è riuscito a eliminare le cellule che li ospitano con un composto a base di oro, usato contro l’artrite reumatoide. Il trattamento non è ancora stato sperimentato sugli esseri umani, mentre è sui malati di AIDS che ha dimostrato le sue virtù un altro farmaco già ben noto, l’idrossiclorochina, un antimalarico molto diffuso ovunque. Con questo vecchio medicinale Mario Clerici, dell’Università di Milano, ha ristabilito i livelli di globuli bianchi in una ventina di pazienti in cui la terapia antivirale non era riuscita nell’intento, un parametro questo determinante ai fini della loro sopravvivenza. La scoperta dei ricercatori milanesi, se sarà confermata, è di particolare interesse, perché si basa su un rimedio di cui si conoscono da decenni pregi e difetti, già sperimentato su milioni di persone e, soprattutto, facilmente reperibile proprio nelle aree del mondo che ne avrebbero più bisogno.
Meno praticabile è invece la via sperimentata con successo dai National Institutes of Health statunitensi. Anche in questo caso, nessun nuovo farmaco, ma un uso più esteso di quelli esistenti: uno studio condotto su oltre 1.700 coppie di tutto il mondo, nelle quali uno dei due partner era sieropositivo, ha dimostrato che per evitare il contagio basta trattare subito con gli antivirali chi ha contratto il virus, senza aspettare i segni di una compromissione del sistema immunitario, come normalmente si fa. Ma qu
esti farmaci costano. Ed è difficile pensare di poterli dare per tutta la vita a tutti i sieropositivi, che secondo gli ultimi dati sarebbero 33 milioni, 30 dei quali nei paesi in via di sviluppo, dove non si riescono a curare neppure i malati.
di Roberto Villa, Saturno

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