______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

luglio 15, 2011

Dina Basso e la sua poesia


’nto dialettu
i puntini puntini
nun ci stanu:
nunn’è lingua ppi cu
nun sapa cca ffari.
(Nel dialetto/
i puntini di sospensione/
non ci stanno:/
non è lingua per chi/
non sa cosa fare.)
Dina Basso

Ventidue anni, scrive nel dialetto di Scordia, un paese del catanese: Dina Basso legge anche le traduzioni delle sue poesie, fatte da lei, ma che non cura particolarmente. Si deve, con lei, scendere nei suoni del suo dialetto per sentire gli scarti, le altezze e i velluti neri del suo mondo. Uccalamma (Le voci della luna) vuol dire bocca dell’anima, o meglio bocca dello stomaco. Le sue poesie sono veri e propri fendenti fonici, per riprendere un titolo di Iolanda Insana che certo le è maestra. Sorprende in lei la consapevolezza totale di usare una lingua non letteraria, anzi di riprendere quella tradizione anti-letteraria del mondo capovolto di bachtiniana memoria. Le sue poesie, materiche e al tempo stesso sublimi, ironiche e filosofiche, fondano ex-novo la vita, i dettagli, il desiderio, le tradizioni, i maschi e le femmine, l’infanzia, le madri. È una letteratura empirica, che si fonda su ciò che sentiamo con evidenza. Scordia non è Catania, il dialetto è pieno di sofisticate variazioni, di scivolamenti del parlato, ed è ancora più suggestivo e preciso perché è usato da lontano. Dina Basso infatti oggi vive a Bologna. La sua lingua è quella del distacco e della distanza. Un lingua come dice in una splendida poesia («i morti e chiddi ca stanu luntani/ i stipu ’ntò stissu casciolu,/ picchì su‚ chiddi ccu cu parru/ e mentri ci parru/ nunn’i vidu». I morti e quelli che abitano lontani/ li stipo nello stesso cassetto/ perché sono quelli con cui parlo/ e mentre ci parlo/ non li vedo) ancora più attiva perché serve a vedere da lontano, a raggiungere cose che potrebbero scomparire nel nulla, tutto ciò, insomma, che un poeta sa fare molto bene.
di Alba Donati, Saturn
o

Dina Basso è nata nel 1988 ed è cresciuta a Scordia. Nel 2002 ha pubblicato alcune sue poesie in dialetto siciliano su la Gazzetta ufficiale dei dialetti per la casa editrice Prova d’Autore; l’anno dopo ha curato, sempre per la stessa, il volume di fotografia Oscuru, di cui è stata autrice di didascalie e di una poesia. Sue poesie sono state pubblicate nel 2009 dalle riviste Le Voci della Luna e Tratti, nel 2010 da Periferie. È arrivata seconda al Premio Mezzago Arte 2009 e i suoi testi sono stati pubblicati nell’antologia del premio Questo dolore che mangia. Con la sua opera prima, Uccalamma – Bocca dell’anima (2010), ha vinto per la sezione “Autore Giovane” il premio Gozzano 2010.
Dal 2007 vive a Bologna, dove lavora e studia Scienze dell’educazione.


Nessun commento: