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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

settembre 09, 2011

Premiato marchettificio Mondadori


Segrate dà una consulenza a Bondi, caccia uno stimato collaboratore e pubblica Alfano, Sacconi e Lupi. Augias: “Troppi tre politici della maggioranza”

Siccome stiamo diventando un popolo di semi-analfabeti, Mondadori ha trovato una comoda soluzione, avviando al suo interno un processo di alfabondizzazione: Sandro Bondi, ex ministro ai Beni culturali è stato premiato dal premier-padrone con un contrattino di consulenza per la saggistica italiana, forte dello straordinario successo del suo ultimo pamphlet La cultura è libertà, in cui si produce in un’accurata analisi del pensiero di Antonio Gramsci. L’ex ministro era già stato gratificato con una rubrica di recensioni letterarie su Panorama.
E NON SI PUÒ dire che abbia un ghostwriter, ci sono le prove: “Finalmente un libro che ci invita a riflettere” (recensione di Addio alla natura di Gianfranco Marrone, Einaudi); “Finalmente parole cristiane, capaci di rivolgersi al cuo
re trepidante e alla ragione dubbiosa dell’uomo moderno” (recensione di Perché restare cristiani di Paolo Curtaz, Mondadori). Finalmente un critico letterario, preparato, libero e senza conflitti d’interesse. Vedremo se continuerà a scrivere di libri (specie di quelli di casa), dopo aver incassato la generosa collaborazione direttamente dalla sua musa preferita (indimenticabile la poesia di leopardiana memoria A Silvio: “Vita assaporata/ Vita preceduta/ Vita inseguita/ Vita amata”). Per ora gli tocca d’incassare il caustico commento di Antonio Pennacchi: “Mi viene un pò da ridere...Mi ci vedo proprio a discutere di un libro con lui!”. In linea con le nuove politiche editoriali, pure le prossime uscite in calendario a Segrate: La mafia uccide d’estate opera di un altro ex ministro, Angelino Alfano (sarà dedicato allo stalliere di corte, Vittorio Mangano?) e Che ci faccio qui di Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera che finalmente risponderà all’interrogativo di milioni di cittadini. I quali ricordano tra i suoi meriti l’aver fatto da padrino al battesimo di Magdi Allam divenuto poi Cristiano e l’aver scritto con Formigoni una lettera ai cattolici per sospendere il giudizio morale su Berlusconi a proposito di Ruby. La missiva era firmata anche da Maurizio Sacconi, altro ministro targato B, pure lui in uscita con un libro. Manca solo un saggio di Nicole Minetti (Igiene dentale e civiltà?), per distruggere i bilanci di Segrate. Che non è certo nuova a pubblicare opere di politici amici (Brunetta, Tremonti, perfino Cicchitto). Ma almeno il precedente direttore, Gianni Ferrari, tentava di nascondere le uscite più imbarazzanti. La notizia del Bondage a Segrate arriva insieme a quella del licenziamento di Andrea Cane (vedere articolo a fianco), apprezzato editor di Mondadori: la coincidenza non è piaciuta a molti autori che hanno scritto una lettera, pubblicata ieri da Repubblica: “È per noi motivo di grande stupore che Mondadori abbia pensato di fare a meno della collaborazione di Andrea Cane. Stupore che si tinge di profonda inquietudine, alla notizia che la casa editrice avrebbe di recente arruolato come consulente per per la saggistica l’ex ministro Sandro Bondi”.
Corrado Augias, al telefono, è ancora più preciso. E spiega: “Due elementi mi hanno sorpreso nel ‘licenziamento’ di Cane. Il provvedimento in sé e il modo. Non si manda via un editor esperto e attento come lui, non lo si manda via in
quel modo. C’è stato nel provvedimento un più di brutalità che attribuisco al clima cambiato della casa editrice, credo su ispirazione del presidente Marina Berlusconi. Me lo confermano le uscite di ben tre libri di uomini politici. Che un editore pubblichi libri di politici va benissimo, hanno diritto anche loro di scrivere”. Cos’è allora che non va nei tre titoli annunciati? “Non va che siano tre politici della maggioranza. Alla Mondadori devono rendersi conto che un libro di Alfano o di Lupi o di Sacconi va benissimo. Tre libri insieme diventano un brutto segnale. Via Cane dentro Bondi è un altro brutto segnale. Ho molto rispetto per Bondi: ha fatto male, anzi malissimo, il minist
ro della Cultura perché non era il suo mestiere, un pesce fuor d’acqua. Come lo era Urbani prima   di lui. Per fare il ministro della cultura, soprattutto in Italia con il putiferio di cose che abbiamo, bisogna avere competenza e passione. Bondi ha detto obbedisco e s’è trovato nei guai. Ha fatto bene ad andarsene. Male invece ha fatto la Mondadori a offrirgli una consulenza per la saggistica. Sono mestieri difficili, Cane lo faceva benissimo. Dubito che Bondi possa fare altrettanto”. Mondadori tenta una precisazione per bocca del direttore generale Riccardo Cavallero: “Mai e poi mai è successo e succederà in Mondadori che figure con ruolo esplicitamente e attivamente politico e militante possano assumere responsabilità editoriali e manageriali”. Non smentisce la consulenza ed è peggio la toppa del buco.
MA PERCHÉ tanto stupore ora? Einaudi rifiutò un Nobel, José Saramago (vende più di Alfa-no), perché parlava male del nostro premier. Marina Berlusconi ha attaccato più volte Roberto Saviano (il quale, a differenza di qua
nto scrive Repubblica, ha ancora un contratto con Mondadori per Cocaina). Perché Mondadori dovrebbe essere diversa dagli altri avamposti del potere berlusconiano (Mediaset, Rai, giornali vari), usati per piazzare amici, ingraziarsi potenziali nemici e fidelizzare cortigiani e cortigiane?
di Silvia Truzzi, IFQ

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