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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

ottobre 04, 2011

Lo Stato italiano contro i benefattori dell'Arte

Bertrand du Vignaud non è uomo che si arrende. Da otto anni, come presidente del World Monument Found Europe si scontra con la stolida burocrazia italiana. Lui gir il mondo alla ricerca di finanziatori per restaurare i nostri monumenti e in cambio riceve pesci in faccia da funzionari e ministri dei beni culturali. Eppure, non demorde. Ha appena concluso felicemente il restauro della Chiesa di San Clemente a Casauria (Pescara) crollata col terremoto dell’aprile del2009, e adesso ha annunciato insieme con l’ambasciatore francese in Italia Jean-Marc de La Sablière, ed escludendo in nostro ministero dei Beni culturali, il restauro della Galleria dei Caracci di palazzo Farnese. Venti metri di affreschi dipinti da Annibale e Agostino, tra il 1597 e il 1605, secondi solo a quelli della Cappella Sistina di Michelangelo. Un regalo allo Stato italiano proprietario di Palazzo Farnese.

Il Wordl Monument Found è la più grande organizzazione internazionale privata che si occupa del restauro del patrimonio artistico mondiale. Nata nel ’66 con l’alluvione di Firenze per aiutare la città in ginocchio, da oltre quarant’anni cerca mecenati e benefattori. In quattro decenni ha racimolato sessanta milioni di dollari assegnandoli a quattrocento progetti sparsi in ottanta paesi: dai templi buddisti di Angkor in Cambogia, al giardino Qianlong nella città proibita di Pechino, alle chiese barocche in Perù, ai siti Maua in Messico.

In Italia, detentrice del cinquanta per cento del patrimonio mondiale, il Wmfe ha avuto, ovviamente, parecchio da fare. A lui si deve il restauro del Bartolomeo Colleoni del Verrocchio a Venezia, della facciata della Limonaia del Giardino di Boboli a Firenze, del chiostro dei santi Coronati a Roma. L’ultimo la chiesa di San Clemente a Casauria vicino a Pescara. “Ero a Salisburgo il 6 aprile del 2009, quando ho visto in televisione le immagini devastanti del terremoto”, racconta Bertrand du Vignaud nel suo perfetto italiano con erre arrotate alla francese. “Mi sono subito detto: devo fare qualcosa per l’Abruzzo. Nessuno mi ha cercato dall’Italia e di mi spontanea volontà sono volato a New York, ottenendo dal Robert Wilson Challenge to Conserve Our Heritage un milione di dollari di finanziamento, a condizione che ne trovassi altrettanti in Italia”. Nel privato ovviamente. E du Vignaud li ha trovati.

“Su Internet, nella persona di Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo”. In due anni di lavori du Vignaud non è mai riuscito a parlare con l’allora ministro Bondi, né con un altro funzionario del Ministero, La latitanza delle nostre istituzioni si leggeva tra le righe dell’invito all’inaugurazione della chiesa restituita alla cittadina lo scorso 8 aprile. I padroni di casa du Vignaud e Mattoscio annunciavano l’evento. Nel cartoncino assenti i nomi del ministro, di Roberto Cecchi, potentissimo direttore dei Beni culturali, del vice commissario Luciano Marchetti. Assente anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Eppure tutti questi signori si sono presentati il giorno dell’inaugurazione a prendere gli applausi e la diretta televisiva.

A questo punto è lecito chiedersi perché gli amministratori del nostro patrimonio, trattano con indifferenza i benefattori?

Risponde Bertrand du Vignaud: “Forse perché due milioni di dollari per loro sono spiccioli. Forse perché in Italia siete troppo viziati, troppo ricchi. E capita spesso di essere snobbati in tutti i Paesi ricchi. In Francia, per esempio, ho avuto delle brutte esperienze”.

Quanto brutte? Anche in funzionari francesi sono irraggiungibili? Non richiamano mai? Disdicono incontri venti minuti prima mentre lei su un taxi appena sbarcato all’aeroporto si appresta a raggiungerli a una riunione? Anche loro fanno saltare all’ultimo una conferenza stampa a causa dello scandalo del loro responsabile della Protezione Civile invischiato in una storia di escort? Senza mai una parola di scuse? Senza mai una telefonata diretta? Passando attraverso segreterie, spesso isteriche? Non si dovrebbe accogliere col tappeto rosso un uomo che porta soldi per i Beni culturali affetti da costante miseria?

Le domande sono tante e Bertrand du Vignaud non vuole rispondere, è troppo diplomatico. Ma poi una battuta se la concede. “In Italia avete i migliori restauratori, degli eccellenti organizzatori. IL problema è di fondo. Avete delegato al potere pubblico il patrimonio culturale, che rappresenta la vostra grande ricchezza, il vostro petrolio. E l’Italia non pone il suo patrimonio come una priorità. Il risultato è che i funzionari si sono appropriati di questo territorio lasciando fuori i mecenati che potrebbero avere ruoli importanti. Le carriere dei vostri funzionari non procedono per merito. E molti sono sfiduciati. Per portare a buon fine una trattativa in Italia io devo parlare con decine di persone diverse. Nessuno si assume mai la responsabilità. La prima sta andando in pensione e mi rimanda a una seconda che è una facente funzione che mi spedisce da un’altra che non ne sa nulla e si informerà e poi sparisce. Da tre anni ho trovato i fondi per il restauro della Casina di Farnese al Palatino, e da tre anni aspetto che qualcuno mi dia il via. Ecco perché la conferenza stampa per i restauri della galleria Caracci l’ho fatta in Francia ignorando l’Italia”.
di Brunella Schisa, Il Venerdì

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