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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

ottobre 27, 2011

Non aprite quella mostra, ci sono solo corpi morti,

Non un sospiro (anzi forse uno), una protesta, una vaga indignazione, un commento bacchettone. Nulla. Nel paese del fiato cardinalizio – dove vengono oscurate foto di semplici nudi nei blog o nei profili fb, dove in troppi si scandalizzano e vietano le visite alle scuole per L’origine del mondo di Courbet (1866) esposto al MART di Rovereto – dei cadaveri essiccati e sospesi in movimenti audaci (pardon ‘plastinati’) dopo la loro morte (spesso precoce), non importa nulla a nessuno. Non uno sdegnato piagnisteo, nemmeno da parte di qualche fedele di una qualunque parrocchia, laica o religiosa. Body Worlds, la mostra dei Mostri, in trasferta (privata naturalmente: per visitarla euro 16) a Monte Mario, approdata in Italia a metà settembre dopo inverosimili successi esteri (33 milioni di visitatori), registra sinora solo le affettuose entrate dei fedelissimi dello splatter mascherato, ma (guarda un po’) esclusivamente interessati alla salute e all’evolversi dello studio anatomico, che grazie all’invenzione dell’eccentrico dottore Gunther von Hagens, “illustrano il corpo umano come non è mai stato fatto”. Peccato che quei corpi morti (con tanto di modulo di donazione) siano stati ‘plastinati’ e messi in mostra come gioiosi saltimbanchi: suonano la chitarra elettrica, giocano a basket e al limite si fanno pure una partitina a poker. Oppure, come la donna in posa da Paolina Borghese, espongono in relax il dramma di una morte simultanea con il proprio figlio in pancia. Il Dottor von Hagens sostiene di non essere un artista, ma “di voler offrire ai visitatori maggior consapevolezza della vitalità del proprio corpo attraverso l’osservazione di corpi estranei e privi di vita”. Afferma anche di aver fatto smettere di fumare tante persone, grazie al classico polmone annerito buttato lì fra un cadavere e l’altro. Sarà.
di Claudia Colasanti,

Body Worlds. Officine Farneto. Via dei Monti della Farnesina 73,

3 commenti:

Anonimo ha detto...

il senso di quest'articolo qual è, pubblicità subliinale ad una mostra che non ne ha bisogno?

Fenjus ha detto...

In realtà, l'articolo cerca di mettere in evidenza la decadenza della nostra società, che poco civilmente mette in mostra cadaveri. Come ha detto lei, la mostra (ahimé) non ha necessità di grande pubblicità. Ma far finta che tutto questo non accada (come giustamente dice l'articolista) e senza che si sia levato un sussulto ribrezzo, penso sia peggio di una involontaria pubblicità. (per quanto mi riguarda non sopporto nemmeno le mummie e gli animali impagliati in mostra).

Anonimo ha detto...

in tutta sincerità, credo che il giudizio dipenda esclusivamente dal punto di vista dello spettatore, mai come in questo caso. Per un appassionato di Anatomia, per un amante della perfezione strutturale del Corpo Umano, questa mostra può apparire anche romantica.
perchè decadenza della nostra società? l'esposizione non è di cadaveri, di corpi inerti,ma di strutture eccessivamente vive e capaci di suscitare emozioni e stupore nello spettatore, stupore inteso non come emozione superficiale e transitoria, ma come presa di consapevolezza della Armonia e Bellezza del Corpo Umano! mi creda, nessun atlante di anatomia ( nè Sobotta nè Netter) rende giustizia dello spettacolo di cui siamo portatori!