______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

ottobre 27, 2011

Riapre il Bolshoi dopo un restauro da 700 milioni


Il celebre Teatro Bolshoi riapre domani i battenti dopo 6 anni di restauro e una spesa di 700 milioni . Lo fa in grande stile collegandosi via satellite con le sale di tutto il mondo (l'elenco degli 40 cinema italiani è in rete su www.nexodigital.it  ) per mostrarsi in tutta la sua bellezza ritrovata. Curato da Dmitri Tcherniakov, il galà racconterà la storia del Bolshoi nel corso dei secoli e proporrà un viaggio tra le opere e i balletti russi con l'interpretazione, tra gli altri, di Placido Domingo, Nathalie Dessay, Dmitri Khvorostovski, Angela Gheorghiu. Questa estate battaglioni di operai, stuccatori, artisti, orafi e architetti hanno lavorato 24 ore al giorno per portare a compimento una totale ristrutturazione del teatro prima della riapertura a settembre. Il teatro e’ rimasto chiuso per sei anni, da quando, nel 2005, si temette che potesse crollare. Domani sarà una giornata memorabile per il più celebre teatro della Russia, ma non è stato esente da polemiche che potremmo definire all'italiana. I lavori hanno subito pesanti ritardi e il costo ha subito incrementi vertiginosi rispetto ai preventivi. E’ stata persino aperta una indagine per appropriazione indebita di milioni di euro.
IL TEATRO dell’era zarista aveva la forma di un violino e proprio questa forma gli conferiva una acustica straordinaria, ma quando il terreno sottostante il teatro fu riempito di cemento, fu la rovina. Da qui il varo degli ammodernamenti, tra cui l’installazione degli ascensori, ma anche la volontà di riportarlo all'eccellenza acustica del passato. Il nuovo palcoscenico misura 21 metri per 21 ed è doppio: uno per l’Opera, costruito in modo da riflettere il suono in direzione del pubblico, e uno per il balletto, progettato in maniera da attutire il suono e da offrire, grazie ai materiali impiegati, una certa protezione alle preziose gambe delle ballerine e dei ballerini. Nella sua sostanza il progetto intende restituire al Bolshoi l’aspetto che aveva nel 1856. E dire che, se l’avesse spuntata Lenin, il teatro sarebbe stato chiuso quasi un secolo fa. Alla fine i bolscevichi piuttosto che chiuderlo, preferirono appropriarsene. I fregi con le aquile a due teste furono sostituite con la falce e il martello e la facciata fu coperta con drappi recanti slogan che inneggiavano al comunismo. Uno degli episodi piu’ tristemente famosi della storia del teatro risale al 1936 durante l’esecuzione di Lady Macbeth di Mtsensk di Dimitri Shostakovich. Stalin, che si trovava tra il pubblico, disgustato dallo spettacolo lasciò furibondo il teatro. Il compositore fu stroncato dai critici e la sua opera tolta dal cartellone.
PIÙ DI RECENTE, una produzione de Il gallo d’oro di Nikolay Rimsky-Korsakov ha riportato la politica in scena. Nell’opera lo zar, circondato da figli imbelli e viziati, pretende di governare dormendo. Nell’ultima scena si vede una parata militare con enormi missili che attraversano il palcoscenico e bambini che ballano indossando costumi assurdi a glorificazione dello Zar. Chiare le allusioni ai gruppi giovanili pro-Cremlino e alle sfilate del Giorno della Vittoria volute da Vladimir Putin. La ribalta piu’ famosa della Russia e’ stata spesso il riflesso di quanto accadeva nel Paese. Oggi si parla solamente di come assegnare i posti per il Gala inaugurale che si tiene poco prima di sapere chi siederà al Cremlino l’anno prossimo: il presidente Medvedev o il primo ministro Putin? In attesa di saperlo, su il sipario.
di Shaun Walker,
(c) The Independent
Traduzione di Carlo Antonio
Biscotto, IFQ

Nessun commento: