______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

ottobre 21, 2011

Sulle tracce di Ontani


LUIGI ONTANI è uno dei rari artisti contemporanei capaci di affrontare qualsiasi spazio espositivo, anche il più difficile e impervio, rendendolo personale, cancellando dietro la forza attrattiva della sua opera il dato ambientale che, dalla formulazione del white cube, si vuole neutro, ma non lo è mai e non può esserlo. La Manica Lunga del Castello di Rivoli, quadreria seicentesca, un ampio e lungo corridoio, ha in passato reso difficoltoso l’ordinamento di ottime mostre, ma ha risposto docile al profluvio di simboli e icone color oro, magenta e azzurro cielo che l’artista ha disposto con grazia nello spazio. Da questa base d’ordine si libera il volo rocambolesco e fittamente arabescato del suo immaginario. Le opere rispondono le une alle altre in una continua trama di riferimenti mitici, letterari e storici, dagli esempi più antichi, gli Oggetti pleonastici iniziati nel 1964, giocattolini di cartone e gesso memori dei balocchi di Savinio, fino all’opera più recente i Grilli di Bali Ballerini del 2011, composta da un piccolo ponte in bambù e legno gremito di idoli e figurine mitiche ibridate tra loro. Ogni spazio per Ontani diventa la sua dimora, persino le camere d’albergo che abita temporaneamente si modificano in sua presenza con l’apparire di opere da viaggio. È l’amore e il desiderio dell’arte che sembrano cristallizzarsi nel contatto tra la sua persona e i luoghi che visita, si tratti della Torino che fu di amici come Luciano Pistoi, a cui Ontani dedica la mostra, dell’India o di Bali dove realizza le sue maschere, o si tratti di luoghi storici e letterari come l’Ottocento di Garibaldi o il medioevo dei cavalieri. Al centro di ogni suo ibrido iconico c’è sempre il suo autoritratto, il suo corpo e il suo pensiero che si nutrono di simboli, culture e testi restituendone immagini inesauribili, variazioni polimorfe e incroci.
Andrea Bellini, curatore della mostra e direttore del museo, ha scelto Ontani come primo artista del suo nuovo progetto Scatole Viventi che prevede accanto all’esposizione un secondo spazio dove alcune casse, provenienti dai depositi e d
a altre collezioni, vengono aperte in occasione di conferenze perché le opere contenutevi siano poste in dialogo con quelle in mostra. I relatori si troveranno così a parlare in presenza dei lavori e chissà che nella forza simbolica di quell’atto di disvelamento, l’apertura della cassa, non avvenga davvero un ritrovato incontro con l’opera, il ritorno a un puntuale esercizio d’analisi formale e storica che possa restituire al nostro disorientato discorso sull’arte il proprio oggetto.
di Elena Volpato, Saturno

Luigi Ontani, RivoltArteAltrove, Rivoli (To),
Museo d’Arte Contemporanea, fino al 15 gennaio;

www.castellodirivo
li.org

Nessun commento: