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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

aprile 13, 2012

Come Facebook sta diventando “sfigato”


Il tema non è nuovo. “Facebook è diventato uncool, sfigato” dichiarava nel 2010 l’americana Cbs. Allora la preoccupazione era la perdita di appeal della creatura di Zuckerberg nei confronti dei teenager. Si era in pieno boom “social” e i ragazzini non sopportavano che papà e mamma chiedessero l’amicizia per poi lasciare in bacheca frasi tipo: “Il mio Mike sta tornando a casa dopo le vacanze: siamo così fieri!!!”. Per aiutare gli under20, nacque anche un apposito gruppo di supporto online chiamato, senza giri di parole, “Oh merda, i miei si sono iscritti a Facebook”. Adesso, mentre il sito blu si avvia verso quota “un miliardo” di utenti e si appresta a raccogliere in Borsa 100 miliardi di dollari (oltre 100 $ a utente), il tema torna alla ribalda. Se ne è avuta una plastica rappresentazione nei giorni scorsi quando Facebook ha acquistato per un miliardo di dollari il social network delle foto Instagram (azienda nata nel 2010 che avrà anche 33 milioni di utenti, ma conta appena 13 dipendenti). Appena si è diffusa la notizia dell’acquisto, spiega la Cnn, si è registrata una mezza sollevazione popolare in Rete, con utenti che correvano a ritirare le foto dal loro account e gridavano al tradimento. Una reazione che ricorda molto la mezza rivolta contro Microsoft – da sempre ritenuta dozzinale dagli amanti di informatica – quando fece sua Skype. Per Facebook, che solo un anno fa aveva raggiunto il suo apogeo sull’onda delle primavere arabe (e digitali), si profila insomma un crescente problema di immagine: un sondaggio ha rivelato che il 28 per cento degli americani ha una visione “negativa” del social network. Le ragioni sono varie: troppo potere, troppi soldi, troppi dati per un business privato che si spaccia come pubblico.
LA PRIMA QUESTIONE è quella dei soldi. Com’è possibile che abbia acquistato tanto valore? viene spontaneo chiedersi. “Ecco come ti vendono su Face-book” ha risposto il Wall Street Journal, avvalorando le ipotesi che Zuckerberg rivenda a terzi i nostri dati personali. C’è un problema di fiducia, anche: le disposizioni
sulla privacy sono percepite comunque come poco chiare. Altra punto a sfavore, le dimensioni: sul piccolo “Instagram” non c’è pubblicità, ma adesso le economie di scala potrebbero cambiare la natura del servizio. Così Facebook perde in “figaggine”: per il Los Angeles Times “piace ormai a tutti far parte di un piccolo angolo di Internet sul quale Zuckerberg non ha allungato le sue mani”.
Molte questioni sul piatto. Che ancora non hanno intaccato potere, servizi e valore commerciale del sito da 800 milioni di utenti.
di Federico Mello, IFQ

1 commento:

darioG ha detto...

è sfigato, vero, ma per urlare l'odio che provo per questo "paese" di merda, al momento è ancora la cosa migliore...