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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

aprile 22, 2012

MGZ: Diffondete il verbo!



"Stanchi della solita sbobba? Stufi marci di concerti tutti uguali, con i soliti cretini che suonano la solita musica cretina? Volete emozioni forti epperò autentiche, non costruite a tavolino per turlupinare i gonzi? Beh, segnatevi questa sigla: MGZ. MGZ & Le Signore è l'act più tosto e ruspante oggi in circolazione. Insomma, questo MGZ è un tizio di Savona, assolutamente folle, che all'anagrafe fa Mauro Guazzotti.

Ѐ in giro da un sacco di tempo, ma soltanto ora fa il gran salto con un signor disco prodotto dal magico Madaski. Il disco si intitola «Non riesco più a starmene tranquillo», lo pubblica la Alternative, ed è indescrivibile, come indescrivibile è qualunque cosa riguardi MGZ - per tacer delle Signore, accolita di improbabili musicisti-coriste-animatori/trici che affollano il palco durante i concerti, mentre MGZ strepita nel microfono e compie varie cattive azioni.

Ad ogni modo. MGZ ha una faccia, anche se la si vede poco per via dei continui travestimenti: ricorda un po' lo Zio Tibia, e un po' il teppista isterico di «Scuola di Polizia»; però con le sopracciglia assai più folte. Ed ha un alter-ego, che si fa chiamare Brainzuk e durante i concerti comanda la drum-machine; e un chitarrista, Bob Stones; però sul disco e in alcuni concerti ha invitato Tax dei Negazione.

Comunque MGZ non fa metal, anche se un suo concerto ti spacca in due ed è un'apocalisse sonora che al confronto i metallari paiono Chopin. Non cercheremo di descrivervi cosa fa: comperate il disco, andate al concerto. Se proprio non vi fidate, e volete un'idea di ciò che vi aspetta, immaginatevi Alice (Cooper) nel Paese delle Meraviglie Elettroniche; oppure Petrolini - o Bracardi - con due dita nella presa dell'alta tensione. Ma rende meglio l'idea un Frank Zappa interpretato da Freddie Kruger (o viceversa).

Hardcore psicotico, puro rock e elettronica dura si mescolano a degenerate filastrocche, come piaceva a mastro Zappa. E versi tipo «e gioco alla pleistescion / ma senza satisfescion / se squilla il cellulare faccio un po' di conversescion» sono frutto di geniale e cosciente idiozia.

di Gabriele Ferraris, La Stampa

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