______________________________________________

Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

aprile 27, 2012

Pochi, brutti e costosi: la sala si svuota


La sala non tira più, almeno in Italia. Confrontando anni, mesi, periodi, il risultato non cambia: segno meno, profondo rosso. Per non incappare nelle tagliole del rincaro dei biglietti – chi va al cinema ne sa qualcosa – e nei film in 3D, consideriamo le presenze e non gli incassi, come fanno i francesi e dovremmo fare pure noi: dal 1° gennaio al 25 aprile di quest’anno, i biglietti sono stati 35.712.653, ovvero -13,77% rispetto ai 41.413.664 dell’analogo periodo del 2011. Addirittura -21,62% rispetto al 2010, con 10 milioni di spettatori spariti nel nulla, e il segno rimane negativo (-3,33%) anche rispetto a un annus horribilis come il 2009. E pensare che la débâcle è parzialmente mitigata proprio dalla festa della Liberazione, che ha fatto registrare nel campione Cinetel (copertura: 90% del mercato) 533 mila biglietti venduti, +40% rispetto alla stessa giornata dello scorso anno.
LO ZAMPINO è del migliore esordio della stagione, The Avengers, con 253.350 biglietti staccati, ma l’exploit non consola nessuno, a parte il distributore Walt Disney. L’intero (a oggi) mese di aprile segnala una minima ripresa: dal 1° gennaio al 31 marzo 2012, infatti, il rosso è ancora più forte, con 28 milioni 280 mila biglietti pari a un -21,95% rispetto al trimestre 2011. E il divario è ancora maggiore a livello di Top 10: -28,54% per le presenze del trimestre 2012 sul 2011, “a conferma – osserva giustamente l’Agis – che alla possibile contrazione generale dei consumi si accompagna un’offerta di film con minore capacità di attrazione rispetto a quelli dello scorso anno”. Serve una nota: “Minore capacità di attrazione” in sala, perché il file sharing, il download e lo streaming attraggono, eccome, nonostante
Megaupload – forse riaprirà a breve – e Megavideo siano stati chiusi. Già, come lamenta il presidente dell’Anica Riccardo Tozzi, si rischia di “far crescere una generazione che pensa che Internet sia il luogo su cui vedere i film gratis”. Forse. Ma di sicuro muore la sala. Che attualmente paga tre fattori: la crisi, che erode anche la definizione di “tempo libero più economico” di cui il cinema s’è sempre fregiato, la pirateria, appunto, e un’offerta che lascia a desiderare. Spia scoperta di una domanda che non s’intercetta più è il botteghino di Titanic 3D: con tutta la bontà del restyling stereoscopico di James Cameron, se riesce a fare quasi 8 milioni è perché naviga nel deserto. Film brutti, inappetibili, per una delle stagioni più appannate degli ultimi anni. E nessuna nazione è immune al morbo: se il nostro cinema tra inizio 2012 (al 15 aprile) e 2011 guadagna 3 punti percentuali di quota mercato, cade quello americano, passato dal 46,7% dell’anno scorso all’attuale al 36,74%, mentre a sorridere sono solo i cugini d’Oltralpe, passati dal 2,03 al 9,76% grazie a The Artist e, soprattutto, Quasi amici. Da considerare anche il divario devastante tra i singoli mesi: se l’estate tradizionalmente nelle nostre sale significa siccità, l’altalena è forte anche tra gennaio e aprile, il cui raffronto nel 2012 segna un -43%, ovvero 13 milioni 37 mila biglietti contro 7 milioni 432 mila.
MA PURE il primo mese del nuovo anno non ha brillato: -31% rispetto a un anno fa (18 milioni 900 mila biglietti), che aveva in testa alla classifica Zalone (6 milioni 533 mila biglietti), e segno negativo anche rispetto al gennaio 2010 (16 milioni 800 mila biglietti, con un Avatar da 4,5. Fuga dalla sala, dunque, è non è un film
di Federico Pontiggia , IFQ
Una sala vuota (FOTO MILESTONE)

Nessun commento: